Tutti gli articoli relativi a: attualità

Il confine di Mario "Spread sotto 340", di Carmelo Lopapa

L´allarme viaggia sotto traccia, non deve contagiare gli investitori, soprattutto stranieri. Non deve preoccupare gli italiani, alle prese con sacrifici e tasse. Ma la preoccupazione accompagna gli ultimi giorni del viaggio orientale di Monti. E condizionerà il calendario al rientro in Italia. «Dobbiamo impedire in tutti i modi che lo spread superi di nuovo stabilmente quota 340 o la natura del nostro debito pubblico potrebbe trascinarci nel gorgo della Spagna», raccomandazione e timore che il Professore confida in queste ore solo ai più stretti collaboratori. L´imprevista impennata del differenziale coi titoli tedeschi oltre quella soglia-sicurezza, dopo settimane di quiete, la chiusura venerdì appena in calo – a 332 sui Bund – costituiscono un campanello d´allarme che a Palazzo Chigi e in via XX Settembre non stanno affatto sottovalutando. La situazione è stata sotto monitoraggio costante anche da parte del viceministro dell´Economia Vittorio Grilli, rientrato ieri sera dall´Ecofin di Copenaghen. Anche perché la settimana è stata segnata da forti tensioni sui listini e «i mercati sono ancora troppo fragili», ripete il numero due di Monti al …

"L'Europa tra Scilla e Cariddi", di Mario Deaglio

Nel dodicesimo canto dell’Odissea, Omero racconta che Ulisse non aveva scelta: se fosse passato troppo vicino a Cariddi, la sua nave sarebbe stata affondata in quel terribile gorgo; se, per contro, fosse passato troppo vicino a Scilla, avrebbe salvato la nave ma quel mostro a sei bocche gli avrebbe divorato sei buoni compagni. Ulisse non disse nulla ai suoi uomini, passò vicino a Scilla e perse sei buoni marinai. Optò quindi per il male minore, ma tale opzione provocò la rivolta del suo equipaggio che lo costrinse a fermarsi sull’isola Trinacria dove uccise alcuni buoi sacri, fonte di nuovi guai. Sia pure in forme molto diverse, tutti i governi dei Paesi ricchi devono affrontare il dilemma di Ulisse: per evitare di vedere le loro economie affondate dai mercati finanziari, ossia dal gorgo di Cariddi, devono adottare misure che provocano scontento sociale e politico, ossia le avvicinano alle bocche di Scilla. Le forme dello scontento vanno dallo sciopero generale spagnolo all’imprevisto successo, nei sondaggi pre-elettorali francesi, del candidato comunista Jean-Luc Mélenchon. A differenza di Ulisse, il …

"Tre chiavi per aprire la gabbia della crisi", di Eugenio Scalfari

I problemi da risolvere sono tanti, economici e politici, ma tre sovrastano tutti gli altri perché rappresentano la chiave che può aprire la porta oltre la quale c´è la salvezza, e sono: l´evasione fiscale, il precariato, la creazione di nuovi posti di lavoro. Ce n´era un quarto, la messa in sicurezza dei conti pubblici e del debito sovrano, ma questi sono già stati risolti nei primi tre mesi del governo Monti dalle congiunte azioni dei due Mario, quello che lavora a Palazzo Chigi e l´altro che sta a Francoforte nella sede turrita della Bce. Le dimensioni dell´evasione appaiono lampanti dalla tavola dei redditi resa nota nei giorni scorsi, aggiornata al 2010. Di solito, nelle società dove le imposte sono normalmente pagate, la distribuzione del reddito configura una trottola con un vertice sottile, una coda altrettanto sottile e un grosso corpo al centro; i ricchi, i poveri e la grossa pancia dove si addensa il ceto medio. Ma in Italia non è così, non è mai stato così. In Italia la grossa pancia poggia quasi a …

"Io, picchiata e umiliata per il velo", di Federica Angeli

«Ho sempre pensato che l´Italia fosse un paese libero. Sbagliavo. Ho cercato lavoro e mi hanno sbattuto la porta in faccia perché porto il velo. E per il mio velo tre giorni fa sono stata picchiata, insultata, umiliata da un gruppo di ragazzi. Stavo solo bevendo un caffè». Neila Azzabi è una donna tunisina di 37 anni. Tre giorni fa in un bar che, per una beffa della sorte si chiama “Freedom”, nella piazza principale di Monterotondo, un paese alle porte di Roma, mentre beveva un caffè è stata aggredita da un gruppo di ragazzi perché indossava l´hijab. «Ero seduta con mia sorella, quando un ragazzo, insieme ad altri otto amici, ha iniziato a gridare: “dovete tornare al vostro paese, tu sei una puttana musulmana e devi farti esplodere, che aspetti a farti saltare in aria? Kamikaze, devi ucciderti”. Poi mi ha dato uno schiaffo in faccia, mi ha tirato giù l´hijab e mi ha detto: “questo in Italia non lo puoi portare”». Le lacrime le scendono a fiumi. Ripensare a quel momento la fa …

“Io, picchiata e umiliata per il velo”, di Federica Angeli

«Ho sempre pensato che l´Italia fosse un paese libero. Sbagliavo. Ho cercato lavoro e mi hanno sbattuto la porta in faccia perché porto il velo. E per il mio velo tre giorni fa sono stata picchiata, insultata, umiliata da un gruppo di ragazzi. Stavo solo bevendo un caffè». Neila Azzabi è una donna tunisina di 37 anni. Tre giorni fa in un bar che, per una beffa della sorte si chiama “Freedom”, nella piazza principale di Monterotondo, un paese alle porte di Roma, mentre beveva un caffè è stata aggredita da un gruppo di ragazzi perché indossava l´hijab. «Ero seduta con mia sorella, quando un ragazzo, insieme ad altri otto amici, ha iniziato a gridare: “dovete tornare al vostro paese, tu sei una puttana musulmana e devi farti esplodere, che aspetti a farti saltare in aria? Kamikaze, devi ucciderti”. Poi mi ha dato uno schiaffo in faccia, mi ha tirato giù l´hijab e mi ha detto: “questo in Italia non lo puoi portare”». Le lacrime le scendono a fiumi. Ripensare a quel momento la fa …

“Io, picchiata e umiliata per il velo”, di Federica Angeli

«Ho sempre pensato che l´Italia fosse un paese libero. Sbagliavo. Ho cercato lavoro e mi hanno sbattuto la porta in faccia perché porto il velo. E per il mio velo tre giorni fa sono stata picchiata, insultata, umiliata da un gruppo di ragazzi. Stavo solo bevendo un caffè». Neila Azzabi è una donna tunisina di 37 anni. Tre giorni fa in un bar che, per una beffa della sorte si chiama “Freedom”, nella piazza principale di Monterotondo, un paese alle porte di Roma, mentre beveva un caffè è stata aggredita da un gruppo di ragazzi perché indossava l´hijab. «Ero seduta con mia sorella, quando un ragazzo, insieme ad altri otto amici, ha iniziato a gridare: “dovete tornare al vostro paese, tu sei una puttana musulmana e devi farti esplodere, che aspetti a farti saltare in aria? Kamikaze, devi ucciderti”. Poi mi ha dato uno schiaffo in faccia, mi ha tirato giù l´hijab e mi ha detto: “questo in Italia non lo puoi portare”». Le lacrime le scendono a fiumi. Ripensare a quel momento la fa …

"L'acconto per l'Imu diventa un rebus", di Saverio Fossati e Gianni Trovati

La disciplina dell’Imu si arricchisce di particolari, ma complica ulteriormente il rebus del primo appuntamento effettivo alla cassa, fissato per il 18 giugno prossimo con il versamento dell’acconto (il 16 cade di sabato). È questo il risultato degli emendamenti dei relatori alla legge di conversione del decreto fiscale (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), che nascono dalla difficoltà di avere in tempi brevi un quadro chiaro sui gettiti reali dell’imposta e offrono quindi più tempo ai sindaci per fissare le aliquote definitive. In pratica, secondo gli emendamenti le amministrazioni locali potranno prendersi fino al 30 settembre per decidere le aliquote definitive da applicare alle diverse tipologie di immobili; nulla, però, si dice sulle modalità di calcolo da seguire per effettuare il versamento dell’acconto mettendosi al riparo da eventuali sanzioni riservate a chi paga una prima rata troppo leggera. Il problema era già emerso dopo che il «Milleproroghe» aveva fatto slittare al 30 giugno i termini per chiudere preventivi e regolamenti tributari ma naturalmente si complica ora che la distanza fra la scadenza per …