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«Uomini unitevi a noi. È una battaglia di civiltà», intervista a Cristina Comencini di Mariagrazia Gerina

«Dopo Se non ora quando anche il senso di questa giornata è cambiato. Nel mio spettacolo “Libere” due generazioni ritrovano la forza di ribellarsi». Omaggio alle donne italiane e a quello che devono affrontare ogni giorno, Libere, il dialogo militante scritto da Cristina Comencini – interpretato da Isabella Ragonese e Lunetta Savino -, dopo aver fatto il giro dell’Italia con la formula «ingresso gratuito, dibattito obbligatorio» approda oggi, in occasione dell’8 marzo, al Quirinale, portandosi dietro una ventata delle speranze e delle attese che hanno percorso Se non ora quando. «Un effetto lo abbiamo ottenuto: non si fa che parlare di donne, ormai. Persino Bankitalia quest’anno ha dedicato all’8 marzo una tavola rotonda», suggerisce da regista di Libere e da madrina di quella piazza, Cristina Comencini: «Noi però vorremmo che oltre a parlare di noi, questo Paese facesse qualcosa…». Cosa dovrebbe fare per le donne? «Lavoro, si comincia da lì. Siamo agli ultimi posti in Europa per tasso di occupazione femminile. E poi welfare. Perché se chiedi alle donne di lavorare di più e per …

"TV e giustizia i tabù di Berlusconi", di Pietro Spataro

Come era prevedibile Berlusconi ha rotto l’incantesimo della presunta neutralità del governo dei tecnici e lo ha fatto sui due argomenti che gli stanno personalmente a cuore: le tv e la giustizia. In questo modo, il fantasma del conflitto di interessi continua a volteggiare sulla politica e guida ancora un Pdl solo nominalmente in mano ad Alfano ma di fatto proprietà privata del Cavaliere. C’è poco da fare, quando si tratta di discutere di temi che riguardano tutti ma che toccano rendite e privilegi di uno solo il centrodestra si trasforma in un inaccessibile castello dei ricatti incrociati. E se questo mette in forse persino la sopravvivenza del governo poco importa: che vada all’aria l’Italia pur di difendere l’«impero». Tv e giustizia sono i tabù del centrodestra. Non interessa se nell’agenda del vertice con Monti, fatto saltare da Alfano, ci fossero non solo ma anche quei due temi. Il Pdl non vuole assolutamente ridiscutere le leggi ad personam: né la Gasparri, né i vari lodi salva Berlusconi. E quindi, figurarsi la legge anticorruzione su cui …

“TV e giustizia i tabù di Berlusconi”, di Pietro Spataro

Come era prevedibile Berlusconi ha rotto l’incantesimo della presunta neutralità del governo dei tecnici e lo ha fatto sui due argomenti che gli stanno personalmente a cuore: le tv e la giustizia. In questo modo, il fantasma del conflitto di interessi continua a volteggiare sulla politica e guida ancora un Pdl solo nominalmente in mano ad Alfano ma di fatto proprietà privata del Cavaliere. C’è poco da fare, quando si tratta di discutere di temi che riguardano tutti ma che toccano rendite e privilegi di uno solo il centrodestra si trasforma in un inaccessibile castello dei ricatti incrociati. E se questo mette in forse persino la sopravvivenza del governo poco importa: che vada all’aria l’Italia pur di difendere l’«impero». Tv e giustizia sono i tabù del centrodestra. Non interessa se nell’agenda del vertice con Monti, fatto saltare da Alfano, ci fossero non solo ma anche quei due temi. Il Pdl non vuole assolutamente ridiscutere le leggi ad personam: né la Gasparri, né i vari lodi salva Berlusconi. E quindi, figurarsi la legge anticorruzione su cui …

"Cosa resta dopo cent´anni della festa della donna", di Bendetta Tobagi

Rito stanco o necessità? Ecco perché questa data può avere significato solo se evolve la società: dai diritti alle nuove regole contro lo stalking. Nonostante la vestissero di giallo, colore disimpegnato, era una ricorrenza “rossa” legata al movimento operaio. Il tema della violenza si accende in occasione di delitti atroci, ma poi sprofonda nel buio e l´interesse vive meno di un rametto di mimosa. Che odio, la mimosa: non profuma, avvizzisce in tempi record e dissemina pallini e pelucchi gialli dappertutto. Tanto è emozionante vederla fiorire sul suo albero come una macchia di luce nel paesaggio, tanto è triste trovarla intrappolata nel cellophane sui banchetti o nei vasi vicino alla cassa dei supermercati. Ridotta a un “brand”, venduta per un giorno a prezzi irragionevoli, la mimosa rappresenta bene tutto ciò che nell´8 marzo è da buttare, dagli orpelli del marketing a quanto di rituale e di stantio, come ogni celebrazione, si porta dietro. E pensare che nel 1946 le rappresentanti romane dell´Unione Donne Italiane la scelsero quasi per caso, e soprattutto per risparmiare. Le rose, …

“Cosa resta dopo cent´anni della festa della donna”, di Bendetta Tobagi

Rito stanco o necessità? Ecco perché questa data può avere significato solo se evolve la società: dai diritti alle nuove regole contro lo stalking. Nonostante la vestissero di giallo, colore disimpegnato, era una ricorrenza “rossa” legata al movimento operaio. Il tema della violenza si accende in occasione di delitti atroci, ma poi sprofonda nel buio e l´interesse vive meno di un rametto di mimosa. Che odio, la mimosa: non profuma, avvizzisce in tempi record e dissemina pallini e pelucchi gialli dappertutto. Tanto è emozionante vederla fiorire sul suo albero come una macchia di luce nel paesaggio, tanto è triste trovarla intrappolata nel cellophane sui banchetti o nei vasi vicino alla cassa dei supermercati. Ridotta a un “brand”, venduta per un giorno a prezzi irragionevoli, la mimosa rappresenta bene tutto ciò che nell´8 marzo è da buttare, dagli orpelli del marketing a quanto di rituale e di stantio, come ogni celebrazione, si porta dietro. E pensare che nel 1946 le rappresentanti romane dell´Unione Donne Italiane la scelsero quasi per caso, e soprattutto per risparmiare. Le rose, …

"Quel professor Ponzio Ornaghi nel chi l´ha visto dei Beni Culturali", di Francesco Merlo

Al ministero chiamano Lorenzo Ornaghi “professore Ponzio” e non solo perché ha governato, almeno sino ad oggi lavandosene le mani, la più scandalosa delle emergenze, i Beni Culturali, immenso e immensamente malandato patrimonio dell´identità italiana. Ma anche perché «siamo ai piedi di Pilato» è la realistica e simpatica espressione popolare ed evangelica che egli stesso usò con i colleghi della Cattolica quando seppe che non gli avrebbero dato la Pubblica Istruzione. Vi entrò dunque da «tecnico serio, ma senza competenza» mi dice una imprenditrice veneta del restauro. E infatti «non so cosa significa Beni Culturali» confessò il giorno del giuramento al Quirinale. Lo sfogo fu preso come scaramanzia e come viatico, un cuscinetto di ironia tra se e sé, e uno spazio di libertà tra sé e quel difficile mondo sottosopra. Professore di Scienza della Politica e Rettore magnifico di lunga esperienza, Ornaghi era infatti molto bene attrezzato a studiare, capire e affrontare, e con nuovi codici magari, i Beni Culturali senza la sgangherata inefficienza di Bondi, che negava i crolli di Pompei e maltrattava …

“Quel professor Ponzio Ornaghi nel chi l´ha visto dei Beni Culturali”, di Francesco Merlo

Al ministero chiamano Lorenzo Ornaghi “professore Ponzio” e non solo perché ha governato, almeno sino ad oggi lavandosene le mani, la più scandalosa delle emergenze, i Beni Culturali, immenso e immensamente malandato patrimonio dell´identità italiana. Ma anche perché «siamo ai piedi di Pilato» è la realistica e simpatica espressione popolare ed evangelica che egli stesso usò con i colleghi della Cattolica quando seppe che non gli avrebbero dato la Pubblica Istruzione. Vi entrò dunque da «tecnico serio, ma senza competenza» mi dice una imprenditrice veneta del restauro. E infatti «non so cosa significa Beni Culturali» confessò il giorno del giuramento al Quirinale. Lo sfogo fu preso come scaramanzia e come viatico, un cuscinetto di ironia tra se e sé, e uno spazio di libertà tra sé e quel difficile mondo sottosopra. Professore di Scienza della Politica e Rettore magnifico di lunga esperienza, Ornaghi era infatti molto bene attrezzato a studiare, capire e affrontare, e con nuovi codici magari, i Beni Culturali senza la sgangherata inefficienza di Bondi, che negava i crolli di Pompei e maltrattava …