Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Un partito in fuga", di Massimo Giannini

Un partito in fuga. Dai problemi da risolvere, dalle scelte da compiere, dalle responsabilità da assumere. Questo è oggi il Pdl, che in un giorno solo vive una doppia crisi di nervi. Berlusconi si sottrae al rito canonico, officiato da Bruno Vespa, sul quale ha costruito in tv le sue svolte e i destini della Seconda Repubblica. Alfano si ritrae dal vertice di maggioranza, convocato dal presidente del Consiglio, insieme a Bersani e Casini. Due «indizi», che bastano a fare una prova: il Popolo delle Libertà non sa dove andare, e ormai fugge soprattutto da se stesso. La rinuncia al tele-comizio nel confortevole salotto di “Porta a Porta” nasce dall´insostenibile leggerezza della leadership di Alfano. A dispetto delle smentite postume, il delfino è ormai marchiato a fuoco dalla maledizione del «quid». «Angelino», malgrado la sua buona volontà, è condannato a rimanere il segretario del Cavaliere, più che il segretario del partito. Per questo Berlusconi è costretto a declinare l´invito di Vespa. Se fosse andato, sulla stessa poltrona che tra una settimana accoglierà il segretario del …

“Un partito in fuga”, di Massimo Giannini

Un partito in fuga. Dai problemi da risolvere, dalle scelte da compiere, dalle responsabilità da assumere. Questo è oggi il Pdl, che in un giorno solo vive una doppia crisi di nervi. Berlusconi si sottrae al rito canonico, officiato da Bruno Vespa, sul quale ha costruito in tv le sue svolte e i destini della Seconda Repubblica. Alfano si ritrae dal vertice di maggioranza, convocato dal presidente del Consiglio, insieme a Bersani e Casini. Due «indizi», che bastano a fare una prova: il Popolo delle Libertà non sa dove andare, e ormai fugge soprattutto da se stesso. La rinuncia al tele-comizio nel confortevole salotto di “Porta a Porta” nasce dall´insostenibile leggerezza della leadership di Alfano. A dispetto delle smentite postume, il delfino è ormai marchiato a fuoco dalla maledizione del «quid». «Angelino», malgrado la sua buona volontà, è condannato a rimanere il segretario del Cavaliere, più che il segretario del partito. Per questo Berlusconi è costretto a declinare l´invito di Vespa. Se fosse andato, sulla stessa poltrona che tra una settimana accoglierà il segretario del …

"Milanese, un tesoretto in Francia", di Fiorenza Sarzanini

Versati 300 mila euro in contanti. Per la Procura sono mazzette. I versamenti sono cominciati nel 2006 e sono tutti in contanti. Oltre 300 mila euro che Marco Milanese, il parlamentare del Pdl braccio destro di Giulio Tremonti al ministero dell’Economia, ha portato all’estero e depositato sul suo conto aperto presso l’agenzia di Draguignan del Crédit Agricole. Era stato il perito contabile nominato dai pubblici ministeri di Napoli a sollecitare l’esame della documentazione bancaria per verificare la correttezza dei bonifici ordinati dall’Italia. La risposta arrivata qualche giorno fa dalla Francia aggiunge un nuovo tassello per l’accusa, perché accredita il sospetto che proprio all’estero il deputato abbia depositato i soldi che — questa è l’imputazione — sono il frutto della corruzione. Ai versamenti non risulta infatti corrispondere alcun prelevamento dai propri conti, oppure operazioni finanziarie. Dunque le valigette non risultano avere — almeno al momento — una causale lecita. L’indagine è ormai entrata nella fase finale. A Milanese viene contestato di aver preteso da un imprenditore suo amico soldi, gioielli, favori e vacanze in cambio di …

“Milanese, un tesoretto in Francia”, di Fiorenza Sarzanini

Versati 300 mila euro in contanti. Per la Procura sono mazzette. I versamenti sono cominciati nel 2006 e sono tutti in contanti. Oltre 300 mila euro che Marco Milanese, il parlamentare del Pdl braccio destro di Giulio Tremonti al ministero dell’Economia, ha portato all’estero e depositato sul suo conto aperto presso l’agenzia di Draguignan del Crédit Agricole. Era stato il perito contabile nominato dai pubblici ministeri di Napoli a sollecitare l’esame della documentazione bancaria per verificare la correttezza dei bonifici ordinati dall’Italia. La risposta arrivata qualche giorno fa dalla Francia aggiunge un nuovo tassello per l’accusa, perché accredita il sospetto che proprio all’estero il deputato abbia depositato i soldi che — questa è l’imputazione — sono il frutto della corruzione. Ai versamenti non risulta infatti corrispondere alcun prelevamento dai propri conti, oppure operazioni finanziarie. Dunque le valigette non risultano avere — almeno al momento — una causale lecita. L’indagine è ormai entrata nella fase finale. A Milanese viene contestato di aver preteso da un imprenditore suo amico soldi, gioielli, favori e vacanze in cambio di …

"La nuova banda dell'Ortica", di Curzio Maltese

L´immagine della Milano ladrona, sorridente e impunita, ha fatto il giro d´Italia. È l´istantanea dell´ufficio di presidenza della regione Lombardia, con 4 componenti su 5 indagati. O arrestati per malaffare. Per la par condicio due del Pdl, Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni, uno del Pd, Filippo Penati, e l´ultimo della Lega, Davide Boni. Mettici pure quattro ex assessori di Formigoni al centro di altrettanti scandali, i già citati Nicoli Cristiani e Ponzoni, più Guido Bombarda e l´ineffabile Piergianni Prosperini. Infine otto consiglieri lombardi sotto inchiesta per una gamma di reati che spazia dalla corruzione alla truffa al favoreggiamento di prostituzione, nel caso di Nicole Minetti. E ti domandi: ma come può una delle regioni più ricche e civili d´Europa a sopportare questa vergogna? Una tale montagna di scandali non s´era mai vista in Italia, se non nel consiglio regionale della Calabria, che le commissioni antimafia dipingono come il braccio politico della ‘ndrangheta. Ma qui non siamo nella terra di Cetto Laqualunque. Siamo nella capitale del laborioso Nord che sfida la recessione, nella culla del …

“La nuova banda dell’Ortica”, di Curzio Maltese

L´immagine della Milano ladrona, sorridente e impunita, ha fatto il giro d´Italia. È l´istantanea dell´ufficio di presidenza della regione Lombardia, con 4 componenti su 5 indagati. O arrestati per malaffare. Per la par condicio due del Pdl, Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni, uno del Pd, Filippo Penati, e l´ultimo della Lega, Davide Boni. Mettici pure quattro ex assessori di Formigoni al centro di altrettanti scandali, i già citati Nicoli Cristiani e Ponzoni, più Guido Bombarda e l´ineffabile Piergianni Prosperini. Infine otto consiglieri lombardi sotto inchiesta per una gamma di reati che spazia dalla corruzione alla truffa al favoreggiamento di prostituzione, nel caso di Nicole Minetti. E ti domandi: ma come può una delle regioni più ricche e civili d´Europa a sopportare questa vergogna? Una tale montagna di scandali non s´era mai vista in Italia, se non nel consiglio regionale della Calabria, che le commissioni antimafia dipingono come il braccio politico della ‘ndrangheta. Ma qui non siamo nella terra di Cetto Laqualunque. Siamo nella capitale del laborioso Nord che sfida la recessione, nella culla del …

"Alleanza con l´Udc, ma Letta sbaglia noi dobbiamo riprenderci la sinistra", intervista a Dario Franceschinidi Alessandra Longo

Dopo l´esito delle primarie Pd di Palermo, Dario Franceschini manda un messaggio ai colleghi che si azzannano e attaccano Bersani: «Fermatevi!». Tutto tempo perso («Bersani sarà il leader del partito fino al congresso del 2013») ed energie che andrebbero dirottate altrove: «Lo dico io con la mia storia. Penso che il Pd debba riappropriarsi del non poco spazio che sta alla sua sinistra». E quando finirà l´esperienza Monti? «Nessuna Grande Coalizione, dovremo offrire al Paese un´alleanza tra progressisti e moderati». Intanto ogni tornata di primarie diventa un funerale. «Con queste regole, va così. La competizione è autentica. La forzatura è darne una lettura tutta proiettata a livello nazionale». E´ quello che sta facendo l´establishment del partito. «Il mio messaggio è: “Fermatevi”. Ci vuole onestà intellettuale. Vi pare che l´elettore di Palermo sia uscito di casa per andare a dire la sua sulla foto di Vasto (Bersani, Vendola, Di Pietro, ndr)? E quando ha vinto Pisapia a Milano, dovevamo dedurre che il baricentro andava spostato a sinistra? E Renzi e De Magistris? Che facciamo, ci comportiamo …