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"I silenzi del governo sulla stretta creditizia", di Tito Boeri

Il fondo taglia-tasse è slittato al 2013. Se tutto va bene entrerà in vigore nel 2014. Il riordino degli ammortizzatori viene annunciato per il 2017. Le riforme di spesa non sono per questa legislatura. Farle pro forma ora per lasciarle in eredità ai governi futuri è pura demagogia. Le leggi delega su fisco e ammortizzatori tramandate da una legislatura all´altra sono finite nel nulla. Anche le riforme posticipate non funzionano: ricordiamoci degli scaloni previdenziali diventati scalini. Meglio concentrarsi sulle riforme a costo zero che riguardano il presente, a partire dall´ingresso nel mercato del lavoro che abbassa produttività e salari e dalla stretta creditizia che rischia di strangolare molte aziende. Aspetto non secondario, il credit crunch dà spazio ad organizzazioni criminali che possono riciclare denaro sporco fornendo liquidità ad imprese assetate. In questi giorni sono più frequenti le interviste ai banchieri che ai calciatori. Immancabilmente negano di avere stretto i cordoni del credito. “Continuiamo a finanziare le imprese e le famiglie. Al massimo avremo tagliato la parte finanziaria degli impieghi.” Devo appartenere a questa categoria dato …

“I silenzi del governo sulla stretta creditizia”, di Tito Boeri

Il fondo taglia-tasse è slittato al 2013. Se tutto va bene entrerà in vigore nel 2014. Il riordino degli ammortizzatori viene annunciato per il 2017. Le riforme di spesa non sono per questa legislatura. Farle pro forma ora per lasciarle in eredità ai governi futuri è pura demagogia. Le leggi delega su fisco e ammortizzatori tramandate da una legislatura all´altra sono finite nel nulla. Anche le riforme posticipate non funzionano: ricordiamoci degli scaloni previdenziali diventati scalini. Meglio concentrarsi sulle riforme a costo zero che riguardano il presente, a partire dall´ingresso nel mercato del lavoro che abbassa produttività e salari e dalla stretta creditizia che rischia di strangolare molte aziende. Aspetto non secondario, il credit crunch dà spazio ad organizzazioni criminali che possono riciclare denaro sporco fornendo liquidità ad imprese assetate. In questi giorni sono più frequenti le interviste ai banchieri che ai calciatori. Immancabilmente negano di avere stretto i cordoni del credito. “Continuiamo a finanziare le imprese e le famiglie. Al massimo avremo tagliato la parte finanziaria degli impieghi.” Devo appartenere a questa categoria dato …

"Salari, la vera anomalia italiana", di Massimo Franchi

Altro che guardare a Francia, Germania e altre locomotive europee. Altro che aspirare a modelli perfetti, a riforme fantasmagoriche, a grandi principi. I numeri riportano tutto alla triste realtà del nostro Paese. Quando si tratta di stipendi e salari, l’Italia ha più che fare con la Grecia, con la Spagna, con il Portogallo, con la Slovenia. Lo certificano i dati Eurostat, pubblicati nel recente rapporto «Labour market statistics». Sono riferiti al 2009, in piena crisi, dopo la quale tutto è stato per lo meno congelato. E così scopriamo che la media degli stipendi che percepiscono i lavoratori italiani è di 23.406 euro lordi. Si tratta della metà di quanto invece si guadagna nel piccolo Lussemburgo (48.914), ma anche in Olanda (44.412) e nella grande Germania (41.100). La Francia è lontanissima da noi (33.574), mentre molto meglio di noi stava la Grecia (29.160), la Spagna (26.316). Per consolarci si può guardare sotto di noi, dove si trovano Portogallo (17.129), Slovenia (16.282), con il fanalino di coda Slovacchia (10.387). Anche per quanto riguarda l’aumento sul 2005, l’avanzamento …

“Salari, la vera anomalia italiana”, di Massimo Franchi

Altro che guardare a Francia, Germania e altre locomotive europee. Altro che aspirare a modelli perfetti, a riforme fantasmagoriche, a grandi principi. I numeri riportano tutto alla triste realtà del nostro Paese. Quando si tratta di stipendi e salari, l’Italia ha più che fare con la Grecia, con la Spagna, con il Portogallo, con la Slovenia. Lo certificano i dati Eurostat, pubblicati nel recente rapporto «Labour market statistics». Sono riferiti al 2009, in piena crisi, dopo la quale tutto è stato per lo meno congelato. E così scopriamo che la media degli stipendi che percepiscono i lavoratori italiani è di 23.406 euro lordi. Si tratta della metà di quanto invece si guadagna nel piccolo Lussemburgo (48.914), ma anche in Olanda (44.412) e nella grande Germania (41.100). La Francia è lontanissima da noi (33.574), mentre molto meglio di noi stava la Grecia (29.160), la Spagna (26.316). Per consolarci si può guardare sotto di noi, dove si trovano Portogallo (17.129), Slovenia (16.282), con il fanalino di coda Slovacchia (10.387). Anche per quanto riguarda l’aumento sul 2005, l’avanzamento …

"C´è democrazia senza i partiti?", di Ilvo Diamanti

Il proscioglimento di Silvio Berlusconi dall´accusa di corruzione nel caso Mills, per prescrizione del reato, ha sollevato, inevitabilmente, polemiche. E un sottile senso di inquietudine. Non solo perché, in questo modo, il Cavaliere è riuscito a sottrarsi, di nuovo, al giudizio. Ma soprattutto perché ha rammentato a tutti che Berlusconi non se n´è andato, ma è sempre lì. Anzi, qui. Con gli stessi vizi di sempre. Da ciò l´altro motivo di preoccupazione (o, per alcuni, di speranza). Potrebbe rientrare in scena. Da protagonista. Visto che il ruolo di comprimario al Cavaliere non si addice. D´altronde, Berlusconi resta il leader del Pdl. Tuttora il primo partito in Parlamento. E, insieme, la principale forza politica della maggioranza che sostiene il governo Monti. Tuttavia, anche questa vicenda suggerisce che il vento è cambiato. Che il tempo di Berlusconi e del berlusconismo è finito. Anzitutto, l´attenzione intorno al caso appare meno accesa rispetto al passato. Quando Berlusconi era il capo del governo o dell´opposizione. Quando era il dominus della scena politica. Il conflitto di interessi che si portava – …

“C´è democrazia senza i partiti?”, di Ilvo Diamanti

Il proscioglimento di Silvio Berlusconi dall´accusa di corruzione nel caso Mills, per prescrizione del reato, ha sollevato, inevitabilmente, polemiche. E un sottile senso di inquietudine. Non solo perché, in questo modo, il Cavaliere è riuscito a sottrarsi, di nuovo, al giudizio. Ma soprattutto perché ha rammentato a tutti che Berlusconi non se n´è andato, ma è sempre lì. Anzi, qui. Con gli stessi vizi di sempre. Da ciò l´altro motivo di preoccupazione (o, per alcuni, di speranza). Potrebbe rientrare in scena. Da protagonista. Visto che il ruolo di comprimario al Cavaliere non si addice. D´altronde, Berlusconi resta il leader del Pdl. Tuttora il primo partito in Parlamento. E, insieme, la principale forza politica della maggioranza che sostiene il governo Monti. Tuttavia, anche questa vicenda suggerisce che il vento è cambiato. Che il tempo di Berlusconi e del berlusconismo è finito. Anzitutto, l´attenzione intorno al caso appare meno accesa rispetto al passato. Quando Berlusconi era il capo del governo o dell´opposizione. Quando era il dominus della scena politica. Il conflitto di interessi che si portava – …

"Mosaici ridotti a cubetti. I crolli nascosti di Pompei", di Alessandra Arachi

Per ognuno di cui si ha notizia 9 restano nell’ombra L’architetto: «Qui non esiste più la figura del mosaicista». Lentamente muore, Pompei. Al di là del clamore di crolli imponenti e fragorosi. Lentamente muoiono, gli scavi archeologici più famosi del mondo. Guardare, per credere. Le tre foto che pubblichiamo basterebbero da sole. Ma purtroppo sono soltanto un esempio. Appartengono ad un album fin troppo documentato e cospicuo. Sono state scattate qualche giorno fa. Obiettivi implacabili sopra un patrimonio dell’umanità gettato alle ortiche. Allo sbando. La parola manutenzione ordinaria non esiste nel vocabolario di chi gestisce oggi il patrimonio di Pompei. i Guardare per credere. Cosa c’è di più famoso a Pompei del rosso «pompeiano»? Oggi c’è la pioggia, che massacra il patrimonio. Perché nessuno si è premurato di mettere un tetto sopra l’affresco della domus nella zona dei teatri (rappresentata nella foto). Ma nessuno ha pensato neanche di proteggere il mosaico della Casa del Fauno: è sommerso dall’acqua, da quasi due settimane. E le tessere salteranno come birilli, ora che l’acqua sta divorando la malta. …