Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Oltre Monti ma senza nostalgie”, di Pierluigi Castagnetti

«E dopo?». In genere questo è l’incipit di interrogativi più complessi ed esistenziali. Da un po’ di tempo sta diventando anche la domanda che occupa i giorni delle forze politiche oltreché dei commentatori che si interrogano su ciò che ne sarà della politica dopo il governo Monti. In effetti l’interrogativo non sembra infondato sia alla luce di ciò che sta facendo il governo in carica, sia ancor di più di ciò che sembrano non riuscire a fare le forze politiche. Si tratta infatti di un governo “strano” per tante ragioni, compreso il dato che è sostenuto da una coalizione parlamentare non formalizzata in cui le sue componenti non si riconoscono alleate l’una con l’altra. Non è la grosse koalition fra la Cdu e la Spd, che vedeva nella compagine governativa esponenti dell’uno e dell’altro partito e nell’assemblea parlamentare un coordinamento fra i due gruppi alleati. In Italia i partiti sono assenti dalla compagine governativa e, nello stesso tempo, rifiutano di dar vita ad una compagine parlamentare. Il rischio oggettivo è quello che alla lunga si …

"Il dovere della politica", di Carlo Galli

La politica, assieme all´angoscia per la sorte di Luca Abbà, bussa alle porte della Valsusa. E attraverso il conflitto, il rischio, la violenza, sembra voler presentare un conto sgradito e inaspettato – in ogni caso molto caro – a un governo “tecnico”, che trae la propria legittimità materiale e contingente dal farsi portatore di istanze “oggettive”, di imperativi sistemici decisi da poteri diversi dalla sovranità del popolo italiano. Ed è invece evidente che la politica non si lascia sostituire dalla tecnica, e che al governo Monti, e al ministro Passera, spettano ora misure politiche in senso proprio. Nell´ambito dell´ordine pubblico, in primo luogo, ma soprattutto – e ciò ha valore ancora più apertamente politico – nell´ambito di una franca chiarificazione davanti al Paese di che cosa sia in gioco, ora, intorno alla vicenda della Tav. Si tratta di una partita di grande spessore. La linea ad Alta Velocità che deve unire Torino e Lione è già stata approvata da due parlamenti nazionali, quello italiano e quello francese, e da due Trattati internazionali. È una struttura …

“Il dovere della politica”, di Carlo Galli

La politica, assieme all´angoscia per la sorte di Luca Abbà, bussa alle porte della Valsusa. E attraverso il conflitto, il rischio, la violenza, sembra voler presentare un conto sgradito e inaspettato – in ogni caso molto caro – a un governo “tecnico”, che trae la propria legittimità materiale e contingente dal farsi portatore di istanze “oggettive”, di imperativi sistemici decisi da poteri diversi dalla sovranità del popolo italiano. Ed è invece evidente che la politica non si lascia sostituire dalla tecnica, e che al governo Monti, e al ministro Passera, spettano ora misure politiche in senso proprio. Nell´ambito dell´ordine pubblico, in primo luogo, ma soprattutto – e ciò ha valore ancora più apertamente politico – nell´ambito di una franca chiarificazione davanti al Paese di che cosa sia in gioco, ora, intorno alla vicenda della Tav. Si tratta di una partita di grande spessore. La linea ad Alta Velocità che deve unire Torino e Lione è già stata approvata da due parlamenti nazionali, quello italiano e quello francese, e da due Trattati internazionali. È una struttura …

"Spesa pubblica una riforma è possibile", di Franco Bruni

Il ministro Passera ha ribadito ieri che il governo non annuncia «tesoretti» prima di averli incassati. Monti aveva già rinviato la predisposizione di un fondo per gli sgravi fiscali a quando la sua alimentazione assumerà consistenza. Ciò non smentisce l’intenzione di utilizzare i proventi della lotta all’evasione e agli sprechi per aiutare la crescita, anche abbassando le tasse. Dati i vincoli di bilancio, è meglio per ora non pensare a ridurre il gettito complessivo delle imposte, mentre è sacrosanto cambiarne la composizione e la distribuzione: far pagare di più chi evade o elude, sgravare chi paga troppo, tassare di più il capitale e alleviare gli oneri fiscali e parafiscali che gravano sull’occupazione, sia dal lato delle imprese che da quello dei lavoratori. Sarebbe meglio farlo nel quadro di un’armonizzazione fiscale europea. Quanto alla spesa pubblica, è vero che la sua riduzione consente di accelerare gli sgravi fiscali; ma è anche vero che i risparmi sulle spese meno utili, i soldi buttati via, sono chiamati ad alimentare le spese più preziose e scarse, come quelle che …

“Spesa pubblica una riforma è possibile”, di Franco Bruni

Il ministro Passera ha ribadito ieri che il governo non annuncia «tesoretti» prima di averli incassati. Monti aveva già rinviato la predisposizione di un fondo per gli sgravi fiscali a quando la sua alimentazione assumerà consistenza. Ciò non smentisce l’intenzione di utilizzare i proventi della lotta all’evasione e agli sprechi per aiutare la crescita, anche abbassando le tasse. Dati i vincoli di bilancio, è meglio per ora non pensare a ridurre il gettito complessivo delle imposte, mentre è sacrosanto cambiarne la composizione e la distribuzione: far pagare di più chi evade o elude, sgravare chi paga troppo, tassare di più il capitale e alleviare gli oneri fiscali e parafiscali che gravano sull’occupazione, sia dal lato delle imprese che da quello dei lavoratori. Sarebbe meglio farlo nel quadro di un’armonizzazione fiscale europea. Quanto alla spesa pubblica, è vero che la sua riduzione consente di accelerare gli sgravi fiscali; ma è anche vero che i risparmi sulle spese meno utili, i soldi buttati via, sono chiamati ad alimentare le spese più preziose e scarse, come quelle che …

"Fiat, si muova il governo", di Guglielmo Epifani

Appaiono molto singolari, per non dire altro, le reazioni all’intervista con cui Sergio Marchionne in forma esplicita rovescia gran parte degli obiettivi di Fabbrica Italia, e cioè la filosofia di politica industriale che per oltre due anni ha ispirato obiettivi e me todi del gruppo Fiat Chrysler alme- no nel nostro Paese. Nell’intervista vengono messi da parte i precedenti obiettivi produttivi, rimandati ancora i nuovi modelli, reso di fatto senza sostanza l’impegno a difendere gli impianti a fronte di assetti organizzativi e contrattuali di tipo diverso dal passato, con una drastica riduzione di diritti, il peggioramento delle condizioni lavorative e il diritto negato alla rappresentanza sindacale per migliaia di lavoratori del gruppo. Nuova e grave infine è la previsione di una possibile chiusura di due stabilimenti se le vendite nel mercato americano non dovessero andar bene, anche perché le conseguenze in questo caso sarebbero nettamente più pesanti di quelle già affrontate e subite fino ad oggi. Lasciamo per un momento perdere il fatto che in molti negli anni scorsi avevano paventato questo esito e messo …

“Fiat, si muova il governo”, di Guglielmo Epifani

Appaiono molto singolari, per non dire altro, le reazioni all’intervista con cui Sergio Marchionne in forma esplicita rovescia gran parte degli obiettivi di Fabbrica Italia, e cioè la filosofia di politica industriale che per oltre due anni ha ispirato obiettivi e me todi del gruppo Fiat Chrysler alme- no nel nostro Paese. Nell’intervista vengono messi da parte i precedenti obiettivi produttivi, rimandati ancora i nuovi modelli, reso di fatto senza sostanza l’impegno a difendere gli impianti a fronte di assetti organizzativi e contrattuali di tipo diverso dal passato, con una drastica riduzione di diritti, il peggioramento delle condizioni lavorative e il diritto negato alla rappresentanza sindacale per migliaia di lavoratori del gruppo. Nuova e grave infine è la previsione di una possibile chiusura di due stabilimenti se le vendite nel mercato americano non dovessero andar bene, anche perché le conseguenze in questo caso sarebbero nettamente più pesanti di quelle già affrontate e subite fino ad oggi. Lasciamo per un momento perdere il fatto che in molti negli anni scorsi avevano paventato questo esito e messo …