"Un Paese in deficit di democrazia", di Miguel Gotor
La relazione annuale della Corte dei Conti ricorda agli italiani che la corruzione e il malaffare continuano a dilagare nel Paese e le dimensioni del fenomeno sono molto più vaste e profonde di quanto non riesca a venire alla luce. Non è certo questo un buon modo per celebrare il ventennale di “Tangentopoli”, ma saremmo ipocriti se sostenessimo di essere sorpresi da tali risultati. Il ventennio berlusconiano ha accresciuto il fenomeno e non poteva essere altrimenti dal momento che sono stati duramente e continuativamente colpiti alcuni valori cardine di una democrazia liberale: l´uomo di governo ha l´obbligo non solo di essere, ma anche di apparire probo e rispettoso delle leggi e ha il dovere di impegnarsi a garantire il rispetto dell´equilibrio tra i poteri. In questi anni, invece, è avvenuto il contrario ed è stato proposto come modello pedagogico positivo il convincimento che le uniche regole da rispettare fossero quelle capaci di favorire gli interessi personali. Inoltre, ha prevalso una sorta di generale indifferentismo per cui ogni tentativo di definire un quadro rispettoso degli equilibri …
