Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Bersani: si lasci stare l’articolo18", di Ronny Mazzocchi

Negli ultimi quindici anni il mondo del lavoro italiano ha conosciuto un profondo mutamento dal punto di vista legislativo, strutturale e sociale. A partire dalla seconda metà degli anni Novanta, infatti, l’Italia ha adottato una serie di riforme per rendere il mercato del lavoro meno rigido. Il tutto con l’idea che una maggiore flessibilità sia dei salari sia delle norme che regolano assunzioni e licenziamenti avrebbe favorito la crescita dell’occupazione, ridotto la disoccupazione e incoraggiato la crescita economica. Si tratta di un tema su cui si è tornati prepotentemente nelle ultime settimane, con varie proposte che si sono spinte fino ad auspicare una maggiore flessibilità in uscita attraverso la modifica o addirittura l’abrogazione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori. La tesi di fondo è che l’introduzione dei contratti flessibili, ottenuta attraverso il pacchetto Treu del 1997 e la legge Biagi del 2003, avrebbe favorito l’ingresso nell’area dell’occupazione di moltissimi giovani, ma che il permanere di un basso livello di occupazione e l’esplosione del fenomeno della precarietà siano dovuti alla diffidenza delle imprese ad assumere i lavoratori …

Napolitano blinda Monti e avverte i partiti "Ogni sbandamento è segno di fragilità", di Umberto Rosso

Un richiamo forte alle forze politiche, dopo la sbandata che ha portato in particolare il Pdl a far mancare una sessantina di voti a Monti al momento della fiducia sulla manovra. Un energico appello ad evitare la tentazione di mettere tra parentesi il senso responsabilità per tornare ai vecchi calcoli di partito, un avviso a chi immagina di staccare la spina. Perché – è il ragionamento di Giorgio Napolitano – più che un avvertimento a Monti quel pattuglione di assenti dà prova piuttosto della «fragilità dei partiti» nel mantenere la rotta scelta, è «un sintomo di loro difficoltà», rischia insomma di trasformarsi in un pericoloso boomerang. Nel tradizionale discorso alle alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica oggi darà anche una puntigliosa risposta a chi lo ha accusato di invasione di campo nella gestione della crisi di governo. Rivendicando di non aver deviato di un passo dallo spirito della Carta, come autorevoli studiosi del resto gli hanno riconosciuto, e lasciando da parte le critiche di chi «costituzionalista non è». Senza nascondere però di essere …

"L’imbarazzo lumbard sul federalismo fiscale", di Marco Alfieri

Imposta municipale unica (Imu). Doveva essere la parolina magica del Carroccio, la quintessenza del federalismo fiscale capace di restituire ai comuni padani vessati da «Roma ladrona» soldi freschi da spendere «per la nostra gente». «Pazientate…», si sbracciava Roberto Calderoli che ne è l’inventore, per calmare i bollori dei sindaci leghisti (gli stessi che oggi sparano addosso a Monti) contro i tagli lineari dell’amico Giulio (Tremonti). «Quando ci sarà l’Imu avrete finalmente leva fiscale e risorse per servizi e investimenti». Poi il governo Berlusconi è caduto e oggi l’Imu da agognato miraggio si è trasformato nel grande nemico da abbattere, riecheggiando i falò anti tasse minacciati dal Carroccio nei mitici anni 90. Peggio. L’ipotesi di non pagare l’Imu lanciata dal sindaco di Vittorio Veneto e subito strumentalizzata ai piani alti della Lega, rischia di certificare il divorzio tra gli ex amici di Lega e Pdl. Maroni contro Berlusconi (e Alfano). Nella versione originale l’Imu era nella disposizione degli enti locali, anche se posticipata al 2014. Ora con la reintroduzione dell’Ici viene anticipata al 2012 ma la …

"Se l'art. 18 diventa un lusso", di Stefano Rodotà

Gli effetti del decreto “Salva Italia” dureranno a lungo, perché redistribuiscono poteri e risorse. Per questo non è possibile far tacere lo spirito critico, né pretendere una sorta di acquiescenza sociale, alla quale giustamente i sindacati hanno detto di no. Il decreto, infatti, tocca profondamente vita e diritti delle persone. I diritti sono diventati un lusso? L´”età dei diritti” è al tramonto? Di questo discutiamo in questi tempi difficili, e non solo in Italia. E´ tornata l´insincera tesi dei due tempi: prima risolviamo i problemi dell´economia, poi torneranno i bei tempi dei diritti. “Prima la pancia, poi vien la morale” – fa dire Bertolt Brecht a Mackie Messer nel finale del primo atto dell´Opera da tre soldi. Ma l´esperienza di questi anni ci dice che di quel film viene sempre proiettato solo il primo tempo. Vi è una ricerca francese sui diritti sociali intitolata “Droits des pauvres, pauvres droits”. Dunque, “diritti dei poveri, poveri diritti”: diritti sempre più deboli per i più deboli, e che non si sa che fine faranno. Oggi siamo di fronte …

"Presidi: più che un concorso, il gioco delle porte girevoli", di Mario D'Adamo

Il 14 e il 15 dicembre in tutti i capoluoghi di regione si sono svolti gli scritti del concorso di dirigente scolastico, al quale hanno partecipato non solo i candidati che avevano superato la preselezione del 12 ottobre ma anche quelli che non l’avevano superata. È il caso dei candidati della Campania, bocciati ai quiz e ammessi con riserva dal Tar di Napoli, al quale hanno presentato ricorso, contestando l’erroneità di alcuni quesiti. E sarebbe stato il caso di 68 candidati della Puglia, in un primo tempo ammessi a partecipare dal presidente del tribunale amministrativo di quella regione (decreto n. 919 del 24 novembre 2011) ma subito dopo estromessi dallo stesso presidente che ci ha ripensato, dietro domanda del ministero dell’istruzione e dell’Associazione nazionale presidi (decreto n. 984 del 9 dicembre 2011). I Tar delle regioni diverse dal Lazio, questa la motivazione, sarebbero incompetenti a decidere su una procedura di carattere nazionale. Non ce l’hanno fatta ad affrontare gli scritti nemmeno altri candidati, che pure avevano contestato l’erroneità dei quiz, dei quali il Tar del …

"Tre donne per una riforma", di Chiara Saraceno

Tre donne hanno nelle proprie mani una delle questioni più calde della politica italiana, la riforma del mercato del lavoro e il futuro dell´articolo 18 dello statuto dei lavoratori: la ministra del welfare, la presidente di Confindustria, la segretaria generale del massimo sindacato italiano. Per la cultura e pratica politica italiana è certo una rottura radicale, innanzitutto sul piano simbolico. Non siamo abituati a vedere fisicamente donne monopolizzare lo spazio visivo e comunicativo di processi decisionali importanti giocando tutte le parti disponibili. Ciò è sicuramente un bene in sé, perché rompe il monopolio maschile sui ruoli decisionali che contano. Allo stesso tempo, la diversità non solo di ruoli, ma di interessi e di modi di interpretarli che ciascuna di queste tre donne porta al tavolo della negoziazione è l´esempio più chiaro che l´essere donne, così come l´essere uomini, non produce automaticamente una comunanza di posizioni e interessi. Salvo che per la pretesa di partecipare alla pari degli uomini alle decisioni importanti per la collettività, non vi sono automaticamente posizioni, definizioni di priorità, comuni. Pretenderlo, anche …

"Quei dubbi sul ruolo dell'Europa", di Lucia Annunziata

Quanto pronta è la classe dirigente del Paese ad accettare l’attuale governo Monti? Pronta, ma non senza qualche seria riserva. Con un po’ di immaginazione, e una certa forzatura, potrebbe essere letta così l’indagine sull’Europa presentata ieri a Roma nella sede della Rappresentanza Italiana della Commissione Ue, – stanze di solito vuote, riempite ieri, nel giusto segno dei tempi, da giornalisti e osservatori. Il lavoro si intitola «L’Europa e l’agenda delle Riforme», è stato voluto dal Forum internazionale economia e società aperta, figlio della Bocconi e dal Corriere della Sera , cioè dei due luoghi seminali del governo tecnico, e si rivolge a una fascia sociale ben precisa – con un campione di cittadini fra i 18 e i 60 anni, che usano internet, cui si aggiungono i dirigenti di un centinaio di aziende. Insomma parliamo qui sicuramente di una élite ben informata e molto attiva nel mercato del lavoro. L’arco di tempo in cui questo gruppo viene contattato è cruciale: fra il 2 e il 9 novembre, cioè dopo la lettera a Bruxelles di …