Tutti gli articoli relativi a: attualità

"In difesa della politica", di Francesco Piccolo

L’ossessione per Berlusconi è stata prontamente sostituita dall’ossessione per la Casta. C’era un improvviso vuoto di rabbia da sfogare, ed è stato semplice e rapido occuparlo. Sia chiaro: ci sono giornalisti meritevoli che da anni cercano con minuziosa razionalità di denunciare le magagne costituite da eccessivi privilegi e anche eccessivi tornaconti; ci sono dati di fatto sulla irrilevante attività legislativa di questo Parlamento. E soprattutto c’è la questione fondamentale di questi anni e di questa legislatura: i deputati non rappresentano direttamente la popolazione perché non sono stati direttamente indicati. In più, si cerca dai politici quel gesto esemplare che autoelimini privilegi e indennità eccessive per comunicare al resto della popolazione la partecipazione diretta ai sacrifici di questi tempi. Insomma, di ragioni per criticare la classe politica, e i rappresentanti di questa legislatura in particolare, ce ne sono (ma ce ne sono sempre state!). Quello che è preoccupante, adesso, è la facilità con cui i limiti di questa critica siano stati superati, con quella disinvoltura e quella violenza di chi è sicuro di stare dalla parte …

Modello danese? Ecco perché qui è impossibile» Cesare Damiano e quel viaggio a Copenaghen nel 2005 «La flessibilità unita a sicurezza da noi costa troppo», di Enrico Marro

«Già allora, sul posto, capimmo che la flexicurity non si poteva importare in Italia. Anche adesso, a chi guarda al modello danese, direi che la strada da seguire è un’altra perché troppe sono le differenze tra l’Italia e quel Paese del Nord Europa con appena 6 milioni di abitanti, dieci volte meno dei nostri, e un modello sociale e culturale molto diverso». Cesare Damiano (Pd), ex ministro del Lavoro del governo Prodi, in Danimarca ci andò per una settimana, nella primavera del 2005, a studiare il mercato del lavoro che veniva ritenuto dagli organismi internazionali il migliore del mondo. Partirono lui, Tiziano Treu e Paolo Ferrero. I tre erano rispettivamente responsabili Lavoro dei Ds, della Margherita e di Rifondazione comunista. «Ci vedevamo a Trastevere nella casa dove allora abitavo e un giorno ci venne l’idea di andare a vedere come funzionavano le cose in Danimarca», ricorda Damiano. Il gruppetto si riuniva per scrivere i capitoli sociali del programmone dell’Unione, l’alleanza che un anno dopo vinse le elezioni portando Romano Prodi alla guida del governo. Nel …

"Non è tempo di rigidità", di Giorgio Napolitano

Quello che sta per concludersi è l’anno in cui è stato scosso e messo alla prova come non mai, a sessant’anni dal suo avvio, il progetto europeo e si sono concretizzati per il nostro paese rischi assai gravi, dinanzi ai quali non hanno retto i preesistenti equilibri politici e si sono fatte sempre più stringenti nostre antiche e recenti contraddizioni e insufficienze. Senza indulgere troppo a ricostruzioni e considerazioni retrospettive, conviene associare agli auguri che ricambio amichevolmente a voi tutti, qualche riflessione sulle condizioni in cui sta per aprirsi il nuovo anno, alla luce delle più recenti evoluzioni del contesto europeo e nazionale. Rispetto alla crisi dell’Eurozona, alla sua persistente acutezza e alle sue ancora preoccupanti incognite, abbiamo da ultimo per riferimento anche le posizioni e decisioni del Consiglio svoltosi a Bruxelles l’8 e il 9 dicembre. Senza volerne dare qui una valutazione analitica, mi limiterò a rilevare l’impegno e la complessità di quel confronto, l’indubbio rilievo e tuttavia i limiti di alcune novità che sono emerse. Con esse – in continuità col pacchetto di …

"Un supermanager alla Rai", di Goffredo De Marchis

«La legge Gasparri non funziona, così la Rai è ingestibile». Da due settimane Mario Monti ha sul tavolo il corposo dossier che gli hanno consegnato il presidente Paolo Garimberti e il direttore generale Lorenza Lei durante il lungo incontro che precedette l´apparizione del premier a “Porta a porta”. Il Professore si è già fatto un´idea. È UN´IDEA che presto potrebbe diventare un´iniziativa del governo per cambiare il modello di governo della televisione pubblica. Per Monti la Rai ha due problemi fondamentali: i conti in rosso e la struttura gestionale. È soffocata dalla politica attraverso un consiglio di amministrazione elefantiaco e legato a doppio filo ai partiti. Su queste certezze, studia un intervento. Perché da sempre la Rai è lo specchio del governo, il suo biglietto da visita presso i cittadini-spettatori. Quella sera di quindici giorni fa, Monti fece solo brevi considerazioni. Ma il suo pensiero è abbastanza definito. Quello che conta in un´azienda è l´efficienza. Non si capisce come faccia la Rai, è l´analisi di Palazzo Chigi, a essere efficiente con un cda di nove …

"L'egosimo delle corporazioni", di Nadia Urbinati

Il Governo Monti è come altri governi in passato condannato a fare i conti con la più profonda anomalia italiana: uno stato di diritto moderno appoggiato su una società civile composita, in parte liberale e in parte strutturata per gilde di tipo feudale. La contraddizione è stridente ma diventa palese e pesante quando il Paese si trova a fronteggiare crisi di sistema, siano esse di tipo economico o politico; quando, in altre parole, la radicalità dei problemi richiede interventi che, se attuati, eroderebbero aggregazioni corporative e i privilegi di chi ne è parte. Nell´emergenza del primo dopoguerra il liberalismo perse insieme allo stato di diritto, di fronte a una società civile che non riuscì ad assorbire la liberalizzazione economica e a uno stato refrattario rispetto alla democratizzazione. In quegli anni furono pensatori “radicali” come Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Gaetano Salvemini e Luigi Einaudi a schierarsi contro il protezionismo e lo stato degli interessi corporativi, allora quelli agrari al Sud e al Centro, e quelli industriali al Nord: nel mezzo, una classe media che si assottigliava …

"Operazione Serpico", di Ettore Livini

L´Italia mette in campo l´arma letale nella lotta all´evasione. Il primo gennaio 2012 è il D-Day della guerra contro i furbetti del fisco. Il giorno – così si augura il governo Monti – della svolta. Il segreto bancario non esisterà più. Archiviati i botti di San Silvestro (o quando saranno raggiunti gli accordi con le banche e gli intermediari finanziari) i nostri conti correnti, i titoli che abbiamo in banca e tutte le nostre operazioni sopra i mille euro saranno un libro aperto per l´Erario. E a rastrellare questi dati per mettere nel mirino chi muove milioni senza dichiarare un centesimo sarà Serpico. Non Frank, l´inflessibile super-poliziotto newyorchese reso immortale da Al Pacino, ma il maxi-cervellone da un milione di miliardi di byte di memoria che ronza 24 ore su 24 nei sotterranei romani della Sogei. È lui – il Grande fratello dell´Agenzia delle entrate – il jolly del Belpaese per far fare il salto di qualità alla lotta ai furbetti del fisco. Duemila server stipati in meno di duemila metri quadri che conoscono al …

"Maxi-tagli anche per i militari", di Francesco Grignetti

Maxi-tagli anche per i militari Altro che sforbiciare, alla Difesa è con la scure che il nuovo ministro sarà costretto a intervenire. Forse non si giungerà ai livelli britannici dove si taglieranno 700 posti di altissimi ufficiali, ma intanto dai 14,3 miliardi di euro che le tre forze armate avevano a disposizione nel 2011 (senza considerare i 5,7 miliardi destinati ai carabinieri) Tremonti aveva stabilito un taglio brusco di quasi 2 miliardi. E quindi il ministro-ammiraglio Giampaolo Di Paola da settimane avverte: «Sarà un ridimensionamento molto significativo e consistente, in uomini e in prospettive. Toccheremo tutte le componenti dello strumento militare». Verranno ridotte le spese per nuovi armamenti, saranno chiuse caserme, sciolti reparti, razionalizzate le spese, rafforzate le strutture interforze. Negli ultimi anni a pagare le ristrettezze economiche della Difesa erano stati solo i più giovani, così sono sempre meno i ventenni arruolati con la ferma a tempo e i trentenni nel servizio permanente. Il risultato è che il corpaccione della Difesa – dove c’è una pianta organica di 190 mila persone – in proporzione …