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"Dalla Siria all'Italia cercando la libertà", di Alessandra Ziniti

Asma, la migrante numero centomila. È arrivata in Sicilia su un barcone col marito, la figlia piccolissima e bimbo in grembo. Con lei gli stranieri sbarcati dall’inizio di Mare nostrum toccano la cifra simbolo dell’emergenza La storia. Quando scende dalla passerella bianca della nave Dattilo della Guardia Costiera e si asciuga pudicamente con una mano le lacrime che le scivolano giù dagli occhi, Asma non fa neanche caso al funzionario che le mette attorno al polso un braccialetto di carta con un numero, il 255. È un numero che ne fa un simbolo di questa drammatica migrazione epocale che ha già portato in Italia 100.979 uomini, donne e bambini in fuga da guerre, povertà, violenza, disperazione. Asma è il migrante numero centomila salvato dagli uomini della Marina militare italiana dall’ottobre scorso, quando, dopo i due tragici naufragi di Lampedusa con centinaia di vittime, ha preso il via l’operazione Mare nostrum. Ha 23 anni e ce l’ha fatta con il bimbo che porta in grembo, con suo marito Yaman e con la piccola Tala, tre anni e mezzo, che …

"Una via di uscita dalla brutalità" di Tahar Ben Jelloun

A SCUOLA impariamo la storia, ma non ci insegnano come leggerla. L’attuale guerra tra Israele e Gaza non solo è letta male, ma si sta ingolfando in una spirale senza uscita. Una semplice constatazione: non è mai accaduto che un territorio occupato o un popolo colonizzato siano rimasti tali in eterno. Presto o tardi i valori di libertà, giustizia e dignità prendono il sopravvento su qualunque brutalità, per potenti che siano le armi in campo. C’è stato un tempo in cui nessuno avrebbe osato immaginare un’Algeria indipendente, o un Sudafrica liberato dall’apartheid. Eppure la storia è stata più forte dell’irrazionalità e delle pretese degli uomini. Una maggioranza di israeliani è convinta di arrivare alla pace con la forza. Ma chi anche in tempi “normali” esercita un dominio infliggendo vessazioni non può che esacerbare gli animi. In nome di un impegno sia religioso, sia nazionalista, i popoli palestinesi lottano affinché la storia renda loro giustizia. Si possono discutere i loro metodi, ma non rimproverarli perché lottano contro un’occupazione inasprita da un embargo disumano. Certo, Hamas non …

"Il Mibac ora ha una visione", di Andrea Carandini

Le proposte di Franceschini individuano sei linee di tendenza che disegnano una strategia da verificare sul campo, evitando sia i catastrofismi che gli eccessivi entusiasmi Il ministro Franceschini propone di riformare il ministero: 46 pagine che vanno conosciute prima che appoggiarle, integrarle o demolirle. Il ministro deve aver cura del “mezzo” – il ministero – per attuare il “fine” – la promozione della cultura. Deve guardare strabicamente nelle due direzioni, difendendo prima di tutto l’interesse generale rispetto a quello pur lecito degli addetti. Sono fiorite fin’ora poche idee e tanti pregiudizi, tra chi da una parte vuole lasciare tutto come è stato e chi – ravvisando nelle soprintendenze addirittura un “nemico” al quale spuntare le armi – vorrebbe sottrarre alla tutela la “lontananza” che la fa vivere, pericolosamente avvicinandola alle amministrazioni locali, che non hanno dato purtroppo buona prova: nessun piano paesaggistico regionale approvato e territori divorati da cemento, incuria, boscaglia. Stare tra l’incudine e il martello è posizione scomoda, da sopportare. Oltre al ripristino del Consiglio superiore e dei Comitati tecnico-scientifici, cade l’occhio su …

"La guerra invincibile", di Adriano Sofri

SE LA notizia arrivata alla fine di uno shabbath trepidante non fosse travolta subito, com’è successo finora a ogni annuncio di tregua, non ci sarebbe che ringraziarne il cielo. CIASCUNO il proprio. Niente è più urgente che interrompere e smettere un massacro insensato, che del resto ha già ottenuto di battere il record di morti ammazzati delle biennali guerre di Gaza, e la spirale di reciproco odio. Le “guerre” — nome usurpato, se non fosse che bisogna almeno esigere che sia rispettato il diritto di guerra — divampano all’improvviso. Ai morti ammazzati e ai feriti le tregue stentate mettono una pausa, all’odio che ogni volta si esacerba occorre un tempo lentissimo, ammesso che il tempo lo lenisca e non lo fissi. Netanyahu farà forse la sola cosa che possa ridurgli i danni, nel vicolo cieco in cui si è voluto e si è fatto cacciare. Quella di Gaza non è una “guerra” in cui si possa vincere. Ogni giorno che passa si perde la faccia agli occhi del mondo. Si logora oltre ogni precedente il …

"Noi minoranza crediamo nella pace ma il nostro Paese non ci ascolta", di Assaf Gavron

Siamo tra l’incudine e il martello. Anche da noi si vive la tragedia ma non viene riconosciuta LA SETTIMANA scorsa sono stato invitato dai residenti di Tekoa, un insediamento in Cisgiordania, a parlare del mio romanzo Hagiva ( La Collina, ndr), la storia immaginaria di un insediamento ebraico non diverso dal loro. Alcuni hanno espresso critiche su ciò che hanno visto come una rappresentazione stereotipata dei “coloni di destra” da parte di un “autore della sinistra di Tel Aviv”, ma la maggior parte ha trovato il romanzo onesto. L’ospite mi ha chiesto la mia opinione sugli insediamenti. «Credo che siano un problema », ho detto. «Aspetta ancora qualche razzo su Tel Aviv», ha detto qualcuno tra il pubblico, «e tutti saranno convinti ». «Il problema è proprio questo», ho risposto. «Nessuno si convince mai. Qualunque cosa accada, ognuno crede ancora di più in ciò che già pensava. Voi dite: “Non possiamo fidarci dei palestinesi, vogliono ucciderci, non possiamo lasciare che si gestiscano da soli perché non fanno altro che accumulare armi e preparare degli attacchi”. …

Due Agosto, la bomba 34 anni fa. Poletti: "Risarcimenti prima possibile". Napolitano: "Resti vivo anelito alla verità", da repubblica.it

Oggi l’anniversario della strage alla stazione che provocò 85 morti e oltre 200 feriti. In Senato un minuto di silenzio. Grasso: “Ricordo contro cultura della dimenticanza”. Bolognesi: “Governo rispetti impegni presi”. Contestazione di collettivi e centri sociali pro Gaza BOLOGNA – La celebrazione del trentaquattresimo anniversario della strage alla stazione è iniziata in Consiglio comunale alle 8,30 con l’incontro tra gli amministratori e l’Associazione famigliari delle vittime presieduto dal sindaco Virginio Merola, dal presidente dell’associazione stessa Paolo Bolognesi e dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Alla stessa ora sono confluite in piazza Maggiore anche le staffette podistiche “per non dimenticare” provenienti da tutt’Italia. “Il governo italiano non dimentica né questa né nessun altra strage né nessun altro atto di terrorismo compiuto in questi anni nel nostro Paese”. E’ la “rassicurazione” che il ministro Giuliano Poletti ha consegnato oggi ai famigliari delle vittime del 2 agosto, oggi nella sala del consiglio comunale di Bologna. Poletti ha portato i saluti del premier Matteo Renzi. “L’obiettivo del governo è quello di dare piena attuazione alla legge 206 per …

"L’Aventino grottesco di grillini e leghisti parodia senza storia e piena di lapsus", di Francesco Merlo

Dopo l’uso che hanno fatto i senatori del M5S e i lumbard Roma rischia di non avere più sette colli, ma solo sei E DUNQUE la leghista Patrizia Bisinella si sente Giovanni Amendola: «La Lega resterà in aula solo per appoggiare gli emendamenti». E Vito Petrocelli trova l’eleganza di Emilio Lussu nella seguente frase carica di dottrina: «E’ una maggioranza schifosa». Il risultato non è neppure la parodia dell’Aventino sul quale sarebbe interessante interrogare (non solo) i leghisti e i grillini con domande trabocchetto come quelle che in tv fanno le Iene: in quale luogo dell’Aventino si ritirarono gli antifascisti? E chi erano gli aventiniani? Secondo me ci si potrebbe spingere sino a chiedere se c’era Gramsci, se c’era Gobetti e persino se c’era Matteotti. E non voglio banalmente e saccentemente dire che quei senatori d’opposizione aventiniana che giovedì hanno scritto sui loro cartelli «qual’è» con l’apostrofo non conoscono la storia d’Italia, ma più seriamente che la storia non c’entra più nulla con la parola Aventino perché nella decadenza decadono anche le citazioni, da Telemaco …