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Due Agosto, la bomba 34 anni fa. Poletti: "Risarcimenti prima possibile". Napolitano: "Resti vivo anelito alla verità", da repubblica.it

Oggi l’anniversario della strage alla stazione che provocò 85 morti e oltre 200 feriti. In Senato un minuto di silenzio. Grasso: “Ricordo contro cultura della dimenticanza”. Bolognesi: “Governo rispetti impegni presi”. Contestazione di collettivi e centri sociali pro Gaza

BOLOGNA – La celebrazione del trentaquattresimo anniversario della strage alla stazione è iniziata in Consiglio comunale alle 8,30 con l’incontro tra gli amministratori e l’Associazione famigliari delle vittime presieduto dal sindaco Virginio Merola, dal presidente dell’associazione stessa Paolo Bolognesi e dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Alla stessa ora sono confluite in piazza Maggiore anche le staffette podistiche “per non dimenticare” provenienti da tutt’Italia.

“Il governo italiano non dimentica né questa né nessun altra strage né nessun altro atto di terrorismo compiuto in questi anni nel nostro Paese”. E’ la “rassicurazione” che il ministro Giuliano Poletti ha consegnato oggi ai famigliari delle vittime del 2 agosto, oggi nella sala del consiglio comunale di Bologna. Poletti ha portato i saluti del premier Matteo Renzi. “L’obiettivo del governo è quello di dare piena attuazione alla legge 206 per il risarcimento alle vittime delle stragi. E’ un obiettivo da raggiungere al più presto possibile in maniera equa e piena”. “Ogni risarcimento – ha aggiunto Poletti parlando ai familiari delle vittime – non può cancellare lo strazio e il dolore, ma può dare il senso che lo Stato è vicino a chi ha sofferto. Il lavoro sta andando avanti, abbiamo inserito alcune norme che risolvono una parte significativa dei problemi, ci sono ancora alcuni nodi irrisolti. Ma questo metodo ha dato buoni frutti – ha concluso Poletti – e l’obiettivo del governo è raggiungere un’applicazione piena di questa legge”.

Anche la figlia di Aldo Moro, Agnese, è a Bologna oggi. A lei si è rivolto il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, nella sala del consiglio comunale e ringraziandola per la presenza insieme “ai figli di Bachelet e al figlio del giudice Amato”, ai parenti della strage dell’Italicus, di piazza della Loggia e del Rapido 904: tutti “avvenimenti luttuosi” che hanno scandito “la storia criminale e politica del Paese”. Intanto, “ogni anno aumentano” i familiari delle vittime della stazione presenti alle cerimonie (quest’anno, alla vigilia della commemorazione di oggi ne risultavano oltre 140), sottolinea Bolognesi: “Non una riunione di reduci ma di persone che vogliono affrontare il futuro con le riforme che servono per la democrazia e a recuperare la vita civile del Paese”. Non si tratta solo di ricordare il passato, aggiunge il presidente: bisogna “rendersi conto che se viviamo una situazione di questo tipo è anche perché non si sono tratte le conseguenze di quello che sono stati questi anni” scanditi dalle stragi, che non hanno permesso all’Italia di “maturare dal punto di vista democratico”. Ha poi ricordato l’impegno del governo sui risarcimenti alle vittime: “Dopo dieci anni di immobilismo, si
è rimessa in moto la macchina che dovrebbe far funzionare completamente la legge 206 sui risarcimenti per le vittime. L’anno scorso abbiamo ascoltato il ministro Delrio che in quest’aula prese una serie di impegni precisi: non tutto è stato fatto, però molta parte sì”, ha rilevato Bolognesi. Questo, ha aggiunto, “è un buon avvio e mi auguro che gli impegni presi allora si mantengano e che al più presto i punti irrisolti vengano risolti”.

L’Aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage. Il momento di riflessione è stato proposto dalla vicepresidente Valeria Fedeli ai Senatori. Anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, invia un messaggio. “Nonostante il passaggio inesorabile del tempo- scrive Grasso- costituisce un nostro preciso imperativo morale mantenere vivo il ricordo di quel giorno, non solo per rendere omaggio a persone innocenti, che per mano di una violenza cieca e insensata, sono state strappate alla vita e agli affetti, ma, soprattutto, per alimentare la memoria della nostra storia contro la ‘cultura delle dimenticanza’”.

“Al perpetuarsi del ricordo di quei tragici eventi anche da parte delle generazioni che non li hanno vissuti deve infatti accompagnarsi una esauriente risposta all’anelito di verità che accomuna i familiari e l’intero Paese”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio a Paolo Bolognesi. “A trentaquattro anni dalla strage consumata alla stazione di Bologna – afferma il Capo dello stato – il mio pensiero partecipe e commosso va alle ottantacinque vittime, agli oltre duecento feriti, segnati dall’orrore di quella mattina, e all’incancellabile dolore dei loro famigliari”. Per Napolitano “La strage è stata frutto di una stagione di intolleranza e di violenze che non può essere dimenticata. Merita pertanto gratitudine e apprezzamento l’impegno civile dell’Associazione da lei presieduta, che persegue una riflessione costante su quel barbaro attentato, invocando un compiuto accertamento degli aspetti non ancora chiariti”. “Con questo spirito, esprimo a lei, illustre Presidente, ai feriti e a tutti i famigliari delle vittime – conclude – la mia affettuosa vicinanza e i sentimenti di partecipe solidarietà di tutta la Nazione”.

“‘L’anno scorso ero con Bolognesi e tanti altri, nella piazza della stazione di Bologna, per la cerimonia di commemorazione delle vittime della terribile esplosione che nel 1980 spezzò la vita di 85 persone e ne ferì altre 200. Non era facile per me, appena eletta alla presidenza della Camera, rappresentare quelle istituzioni che non sempre erano state in grado di rispondere alla richieste di verità e giustizia. Ricordo ancora l’emozione di essere su quel palco, così come la calorosa accoglienza”. Lo scrive su Facebook la presidente della Camera, Laura Boldrini. “Quel giorno ho ribadito il mio impegno alla massima trasparenza. Fin dall’inizio della legislatura, la Camera ha deciso di togliere il segreto da molti documenti a cui hanno lavorato le Commissioni di inchiesta presiedute da deputati – conclude la Boldrini -. Mi auguro che, anche attraverso questo contributo, possano essere compiuti quei passi decisivi che ancora ci separano dalla verità sui mandanti e gli ispiratori delle stragi”.

Dopo un minuto di silenzio alle 10,25, ora dell’esplosione, ha parlato il sindaco Virginio Merola: “Noi bolognesi, da 34 anni, ci stringiamo con affetto e solidarietà nel ricordo di una strage terribile, ci ritroviamo e torniamo a sentirci una comunità con la nostra presenza a questa manifestazione. Una comunità che vuole verità e giustizia e che sarà determinata in questa richiesta fino a quando la verità giudiziaria sarà completata dall’accertamento dei mandanti, dei complici, dei responsabili di manovre di depistaggio. In questi 34 anni, insieme alle associazioni dei familiari delle vittime del 2 Agosto, dell’Italicus, del rapido 904, di Brescia, Piazza della Loggia, di Milano Piazza Fontana, della Uno Bianca, ai familiari di Marco Biagi, i Comuni di Milano, di Brescia, di Bologna, di San Benedetto val di Sambro e tanti altri comuni italiani hanno ricordato che il terrorismo vuole distruggere la democrazia e negare i valori alla base della nostra Costituzione”.

LA CONTESTAZIONE. Come promesso, alla fine del minuto di silenzio, centri sociali, movimenti e sindacati di base, che hanno sfilato oggi nel corteo per il 2 agosto hanno fatto retromarcia per abbandonare piazza Medaglie d’oro, ma non del tutto in silenzio. Infatti, non appena è stata data la parola al sindaco, si sono levati dei fischi dal gruppo di persone che oggi è sceso in piazza anche per condannare il bombardamento di Gaza. Oltre ha fischi si sono sentite le urla “vergogna, vergogna”.

È stata poi deposta una corona sul primo binario in memoria del sacrificio di Silver Sirotti, ferroviere morto nella strage dell’Italicus, e sulle lapidi che ricordano le stragi dell’Italicus e del Rapido 904. Dopo la messa nella chiesa di San Benedetto in via Indipendenza un’altra corona è stata posata in via Stalingrado 65, questa volta in memoria dei tassisti deceduti. Nell’omelia, la condanna della Curia. La “triste condizione di anonimato dei colpevoli e dei mandanti non è in alcun modo la vittoria della loro furbizia, ma piuttosto la loro sconfitta: essi hanno deciso di rendersi invisibili e insignificanti dietro il danno incalcolabile che hanno provocato”, ha detto il vicario generale Giovanni Silvagni.

Gli ultimi appuntamenti saranno alle 16,30 al centro sportivo Barca, dove si disputerà un torneo di calcio alla memoria, e alle 21,15 in piazza Maggiore dove sarà allestito il concorso internazionale di composizione

da www.repubblica.it