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"I privilegi della Chiesa le ambiguità della legge", di Miguel Gotor

Le polemiche sul pagamento dell´Ici da parte della Chiesa cattolica lasciano riaffiorare un fascio di atteggiamenti antichi. Da un lato c´è l´impuntatura anticlericale, carica di pregiudizi e di non poca disinformazione; dall´altro, la chiusura a riccio del fronte clericale che vede nella semplice sollevazione della questione un´aggressione alla Chiesa come istituzione. Bisogna, invece, ragionare, a partire dal riconoscimento di alcuni dati di fatto. Il primo è la crisi economica che il Paese sta attraversando: l´attuale governo ha chiesto duri sacrifici, i cui effetti, sul terreno delle politiche sociali e assistenziali, sono oggi percepiti con preoccupazione dagli amministratori locali, ma non sono stati ancora compresi sino in fondo dalla cittadinanza e soprattutto dalle fasce più deboli della popolazione che pagheranno il prezzo più alto. In un simile contesto, se riconosciamo la criticità di questa fase storica, è giusto che qualunque istituzione presente in Italia si impegni più del normale e persino del dovuto per contribuire ad attutire le conseguenze dell´emergenza favorendo la raccolta delle risorse e il loro spostamento a protezione dei più deboli, avendo come …

"Che faccia tosta il Paese abusivo", di Lorenzo Mondo

A remare contro il governo Monti ci si mette, nel suo piccolo, anche Bacoli, la città che sorge sul litorale flegreo. Qui non è questione di rifiuti ma di un altrettanto maleodorante abusivismo edilizio. A Bacoli è scoppiata una rivolta, non per dire basta allo scempio, ma per impedire la demolizione di due case costruite in violazione del vincolo paesaggistico. Si trattava, pensate, di eseguire una sentenza della magistratura emessa nel 2008. Ci sono stati scontri violenti con la polizia che voleva aprire il passo alle ruspe, alcuni feriti, macchine distrutte, fino a quando il prefetto ha rinviato il provvedimento al 10 gennaio, sperando di stemperarne l’impatto dopo le Feste. Se ne sono viste di tutti i colori. Uno dei proprietari ha minacciato di darsi fuoco, salvo traccheggiare poi con la polizia chiedendo di provvedere lui stesso, se costretto, a una meno costosa demolizione. Dio mi guardi dal non compatire le disgrazie altrui, ma trovo crudele esibire una figlia disabile per alimentare la protesta. Le infermità meritano una solidale attenzione ma non valgono di per …

"Cinque punti controversi lungo la rotta del governo Monti", di Michele Salvati

Per valutare gli eventi economici dei prossimi mesi, i comportamenti che i politici terranno e le misure che il governo ha preso e prenderà, credo sia utile tenere a mente le poche considerazioni che elenco di seguito. 1) Le misure prese (insufficienti quelle di Berlusconi, necessarie quelle di Monti) erano inevitabili. E l’ aspetto inevitabile è proprio il rigore, il tentativo di una forte riduzione del disavanzo: data l’ incoscienza dimostrata dal nostro Paese negli ultimi dieci anni, dovevamo convincere i mercati e l’ Europa che questa volta facevamo sul serio, che i governi avrebbero sfidato l’ impopolarità per raggiungere il pareggio di bilancio cui ci eravamo impegnati per il 2014. 2) Delle altre due voci della famosa triade (rigore, equità e sviluppo) la seconda, l’ equità, riguarda solo noi: ai mercati o alla signora Merkel interessa assai poco. Ma se si fa una manovra fiscale di queste proporzioni e in condizioni già recessive, l’ iniquità è insita nello stesso aggravamento della recessione e nelle sofferenze che provocherà tra i ceti più deboli del nostro …

"Comincia dopodomani la manovra del dragone", di Eugenio Scalfari

Siamo in recessione, lo dicono tutti, le proiezioni dei centri-studi, le Autorità economiche internazionali, i governi, i mercati. Lo dice l´esperienza quotidiana di ciascuno di noi, ricchi e poveri, occupati e disoccupati. Il reddito in Europa non cresce, le esportazioni languono e languono investimenti, consumi, ricostituzione delle scorte. Il rigore è necessario ma altrettanto lo è la crescita. Il governo promette che entro gennaio varerà provvedimenti importanti di crescita, affidati soprattutto alle liberalizzazioni; in parte sono già stati varati nel decreto approvato dalla Camera l´altro ieri; quelli sulle farmacie, sulle aste delle frequenze televisive, sugli ordini professionali, lo saranno entro un mese. Così si è impegnato a fare l´ex commissario europeo alla concorrenza Mario Monti, che merita d´esser creduto e merita un appoggio senza riserve dai partiti che lo sostengono; ma i risultati d´una più attiva concorrenza cominceranno a manifestarsi non prima d´un anno e saranno a regime tra due o tre. Che cosa accadrà nel frattempo? Lasceremo che la recessione si trasformi in depressione? «Ah, padron, siam tutti morti» canta Leporello quando appare il …

"Politiche di buon senso sull'immigrazione", di Maurizio Ambrosini

L’immigrazione resta uno dei temi più incandescenti e più difficili da affrontare della politica italiana. Ma la semplificazione dei percorsi di cittadinanza è indispensabile per consentire una effettiva integrazione sociale. A partire dall’introduzione dello jus soli e del voto alle amministrative ai residenti stranieri. Anche perché i lavoratori stranieri in Italia pagano tasse e contributi alle casse dell’Inps. Il governo Monti ha già dato segnali di svolta rispetto al recente passato. Otterrà risultati adottando un approccio pragmatico. Tra le scelte qualificanti del governo Monti compare la delega sull’integrazione ad Andrea Riccardi. Qui certamente si coglie una svolta, di linguaggio e di approccio culturale, rispetto al governo precedente. Più volte, poi, il presidente Napolitano ha incitato governo e parlamento a riformare le norme sulla cittadinanza, in favore dei minori nati in Italia da genitori immigrati. Vorremmo quindi provare a suggerire qualche pista di lavoro al nuovo esecutivo, pur sapendo che il tema resta tra i più incandescenti e dunque difficili da maneggiare. SEGUIRE UN APPROCCIO PRAGMATICO Per questa ragione, il primo suggerimento è quello di adottare …

"Torino, Riccardi "bloccato" dai leghisti salta la visita al quartiere degli immigrati", di Marco Ansaldo

«Visitando uno dei quartieri simbolo, in Italia, dell´integrazione riuscita mi sembrava giusto incontrare tutte le realtà che hanno contribuito a questo risultato. Ma, all´ultimo momento, qualcuno ha cambiato idea. Io non faccio polemiche, e non vado a disturbare chi non mi vuole». Andrea Riccardi, nuovo ministro della Cooperazione internazionale e dell´Integrazione, va a Torino per vedere il campo rom incendiato una settimana fa, ma la Lega si defila, anzi è pronta a contestarlo e a chiudergli in faccia la sede del patronato che gestisce nel quartiere di San Salvario. Addirittura, il governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota, prima gli fa sapere che la sua visita non è opportuna; poi non appare nemmeno per salutare il ministro della Repubblica in visita ufficiale nel capoluogo piemontese. È l´ennesimo strappo della Lega nei confronti del governo Monti. Il gesto di attenzione fatto dal fondatore della Comunità di Sant´Egidio, ora ministro con un ruolo centrale nel nuovo esecutivo, viene rifiutato dal Carroccio. «La presenza del ministro Riccardi – annuncia il deputato torinese lumbard Stefano Allasia – non è assolutamente …

"Il Pd e l’orgoglio di salvare l’Italia", di Alfredo Reichlin

I democratici stanno ridefinendo il loro profilo come partito della nazione e non basta più dire le cose di prima. Bisogna ridefinire il patto sociale e politico per dare forza a una nuova idea di Europa. Mi sembra importante ragionare sul ruolo politico che il Pd sta giocando e sul significato delle responsabilità che ci siamo assunti rispetto alle sorti incerte della democrazia italiana. Non voglio qui ripetere le cose dette sullo stato di straordinaria emergenza in cui ci muoviamo. Né tornare sulla semplice verità che il dovere di «salvare l’Italia» è la condizione per evitare il massacro del mondo del lavoro italiano. Qualcosa come in Grecia: drastico taglio dei salari, licenziamenti in massa, gli ospedali che non hanno più i soldi per comprare i medicinali stranieri. Spero che questo rischio per noi si stia allontanando. Voglio solo aggiungere qualcosa sul perché il Pd dovrebbe andare a questa prova con più orgoglio. L’orgoglio di una forza che sta ridefinendo il suo profilo come quel partito della nazione di cui un paese così diviso ha assolutamente …