Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Senza confini", di Irene Tinagli

«Buona fortuna figliolo!», così si salutavano un tempo i giovani che decidevano di fare le valigie e andarsene in cerca di opportunità lontano da casa. Oggi invece è a quelli che restano che bisogna augurare buona fortuna, perché per chi resta inchiodato nel proprio Comune di residenza le prospettive sono sempre più ristrette. Non è tanto la mobilità geografica, di per sé, a far la differenza, ma la possibilità di accedere ad opportunità diverse e qualificanti, di maturare esperienze più variegate. Perché oggi è finita l’era delle carriere «verticali», le storie degli impiegati che da semplici fattorini finiscono la loro carriera come dirigenti o presidenti di quella stessa azienda. Oggi è l’era delle «boundaryless careers», le carriere senza confini, come scrisse qualche anno fa la professoressa Denise Rousseau, esperta di organizzazioni e lavoro. Sono le carriere che sconfinano, che travalicano settori tradizionali, che rompono le gerarchie aziendali dalle linee verticali per muoversi lateralmente da un’organizzazione all’altra accumulando in pochi anni esperienze che vecchi top manager non sono riusciti ad accumulare in una vita. E sono …

"La terza repubblica nel segno di Napolitano", di Eugenio Scalfari

Oggi, probabilmente conosceremo i primi provvedimenti del governo per raddrizzare i conti pubblici e compensare i sacrifici che graveranno su tutti i cittadini con interventi destinati alla crescita. Mario Monti non ha usato mezzi termini, i sacrifici li ha annunciati senza ipocrisia né diplomazie, ma anche ha profuso nelle sue dichiarazioni il concetto di equità. Ebbene, c´è un solo modo di intendere la parola equità in una situazione come quella che stiamo vivendo: ingaggiare la lotta contro la recessione. Se ci sarà recessione non ci sarà equità; se la domanda interna – privata e pubblica – non sarà adeguatamente incentivata, l´equità diventerà una parola vana, salvo la progressività delle misure rigoristiche; ma quella è un´equità assai impalpabile che scontenterà tutti. Quindi la crescita: maggior potere d´acquisto ai redditi medio-bassi, sgravi fiscali sugli investimenti, incentivi all´occupazione, incentivi alla costruzione di infrastrutture e ai lavori pubblici e soprattutto interventi che volgano in positivo le aspettative di consumatori, lavoratori, imprenditori, banchieri. Se non riprenderemo a crescere non ci sarà equità poiché il fardello che grava sulle spalle di …

"Il superbonus dei manager", di Rinaldo Gianola

Pierfrancesco Guarguaglini ha avuto nel 2010 una retribuzione di 4,4 milioni di euro come presidente e amministratore delegato di Finmeccanica. Ora si è dimesso e gli verrà riconosciuta una liquidazione di 5,5 milioni di euro. In un anno ha incassato 10 milioni di euro. È tollerabile che un’azienda di Stato paghi una simile cifra a un suo manager? Cosa devono pensare i cittadini chiamati in queste ore dal governo di impegno nazionale a duri, pesanti sacrifici, che andranno in pensione più tardi, pagheranno più tasse e tireranno la cinghia per arrivare alla fine del mese? La polemica sulle ricche retribuzioni dei manager non è una novità, ma sorprende sempre che la «casta» dei duri capi azienda, dei finanzieri di chiara fama, dei banchieri prestigiosi, riesca a farla franca. Oggi le liquidazioni record, i premi, i bonus, le «parti variabili della retribuzione» sono un’offesa alla società, misurano il grado di ingiustizia e di diseguaglianza tra chi sta sopra e chi sta sotto. Nessuno mette in discussione il fatto che le responsabilità di chi guida un‘impresa, soprattutto …

"Previdenza: cosa non va", di Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta

Tempo fa dalle colonne di questo giornale abbiamo avanzato una proposta di riforma pensionistica successivamente tradotta in un disegno di legge di cui siamo i primi firmatari. Torniamo sul tema perché nella stessa direzione si è mosso Tiziano Treu con una analoga proposta di legge al Senato. Inoltre, in un seminario organizzato dalle nostre associazioni, Lavoro&Welfare e Ares, la presentazione di questo progetto di legge ha riscosso importanti apprezzamenti dai rappresentanti del sindacato e dallo stesso Giuliano Cazzola, esponente del Pdl. Si è così aperto un dibattito che travalica la stessa emergenza che porterà il governo a prendere decisioni che, ci auguriamo, siano più orientate alla prospettiva che alla sola cassa. Abbiamo già avuto modo disottolineare il fatto che la Nota di aggiornamento del 2011, redatta dal Ministero dell`Economia e delle Finanze, presentata dall`ex presidente del Consiglio e dall`ex ministro dell`Economia e approvata dal Consiglio dei ministri il 22 settembre scorso, recita a pag.23: «Considerando complessivamente gli ultimi interventi di riforma in materia di requisiti di accesso al pensionamento che iniziano a manifestare i relativi …

L'Italia torni ad essere fabbrica di cultura. Relazione introduttiva di Matteo Orfini

Grazie a tutti voi per aver scelto di dedicare questo fine settimana alla nostra riflessione. Comincia oggi l’ultima tappa di un percorso lungo e impegnativo, che ha attraversato più di settanta città, mettendo la cultura al centro dell’agenda politica del Partito democratico. Due mesi di lavoro, cominciati il 1 ottobre a Catanzaro e terminati ieri sera, ad Ancona. Quando decidemmo di convocare gli stati generali della cultura non speravamo in una risposta così importante. Migliaia di persone hanno contribuito con passione, con voglia di confrontarsi, di spendersi con rinnovato impegno civile in un momento difficile per l’Italia. Questi due mesi di lavoro hanno fatto prima di tutto bene a noi, al Partito democratico, convincendoci ancora di più che qui c’è un patrimonio intellettuale di cui davvero non è possibile fare a meno e di cui non faremo a meno. Un’energia vitale e creativa che vuole fare la sua parte e che si sente ingabbiata, incatenata da un coacervo di problemi e difficoltà che non le consentono di sprigionarsi. Quando abbiamo cominciato questo percorso la crisi …

"I privilegi vanno aboliti. Ma di tutti", di Giorgio Merlo

Al netto della demagogia, del populismo e dell’ipocrisia che accompagna ormai da molti mesi la violenta campagna antipolitica che è stata scatenata nel nostro paese, le recenti misure che hanno riguardato i parlamentari, i vitalizi, le retribuzioni sono da salutare positivamente. Certo, fa un certo effetto leggere quotidianamente gli strali dei commentatori tv e degli organi di stampa, dei direttori dei grandi giornali, dei conduttori dei vari talk show televisivi e dei grandi soloni opinion leader – quasi tutti accompagnati da lauti stipendi e prebende, il più delle volte milionari oggi, miliardari ieri – contro la classe politica, il prezzo del caffè alla buvette, il costo del “secondo” alla mensa della camera, la cifra della “diaria”, il ruolo del portaborse ecc. ecc. Ma ormai ci siamo abituati. Se costoro, cioè se questi milionari vogliono raccogliere un applauso in qualsiasi ora della giornata in tv o ricevere un plauso dai lettori del giornale e dai commenti sui blog devono, per forza di cose, prima contestare poi delegittimare e quindi sputtanare la classe politica parlamentare, le loro …

"Il male della precarietà. Così si toglie il futuro alle nuove generazioni", di Ilaria Lari

I giovani hanno pagato il conto più salato della crisi. Lo ha confermato ieri il rapporto annuale del Censis con i dati impietosi di 1 milione di giovani che hanno perso il lavoro negli ultimi quattro anni e quasi un giovane su quattro non studia e non lavora. Come prevedibile la precarietà si è presto trasformata in disoccupazione. Pensare che ci avevano raccontato che i contratti flessibili sarebbero stati un trampolino per accedere al mondo del lavoro e incentivare l’occupazione. Così non è stato e i decisori politici dovrebbero apprendere la lezione, piuttosto che perpetuare un modello insostenibile che penalizza i più deboli e consegna le giovani generazioni ad un futuro che appare loro predestinato, magari in virtù del contesto sociale e familiare di provenienza. La discontinuità del lavoro diventa infatti una barriera enorme nel difficile percorso verso l’indipendenza economica e la famiglia rimane l’unico ammortizzatore sociale disponibile. Basti pensare che una buona parte dei precari che ha perso il lavoro non ha ricevuto alcun sostegno al reddito e il misero bonus precari, istituito dal …