Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Nel segno dell'equità", di Maria Cecilia Guerra

Spostare l’onere del prelievo fiscale dal lavoro e dall’impresa, nel nostro Paese, è un obiettivo non più eludibile. La strategia per perseguire questo risultato deve seguire più strade. Il recupero dell’evasione, che sposterebbe l’onere fiscale sui redditi non da lavoro dipendente e sui consumi. La razionalizzazione delle agevolazioni fiscali, che non significa intervenire con tagli lineari su istituti come le detrazioni per lavoro dipendente o per carichi familiari, ma disboscare le centinaia di regimi speciali e incentivi di dubbia efficacia esistenti, molto spesso regressivi. Lo spostamento di parte dell’onere fiscale sui patrimoni e sui redditi finanziari. Il problema del prelievo patrimoniale va affrontato in termini rigorosi, ricorrendo non a un prelievo straordinario, finalizzato ad abbattere una tantum il debito pubblico, che è tanto minaccioso quanto non risolutivo, ma a un prelievo ordinario, con aliquote contenute, coordinato con gli altri aspetti del sistema fiscale, in linea con quanto avviene in tanti paesi avanzati. Un prelievo patrimoniale, che si sostituisca ad altri prelievi (o, in una situazione grave come quella delle finanze pubbliche italiane, ne eviti l’aumento), …

"Il governo tecnico e la destra storica", di Eugenio Scalfari

La domanda ancora in parte inevasa riguarda Mario Monti: chi è veramente? Qual è la sua formazione culturale e la sua concezione politica? E che cosa rappresenta il suo governo di tecnici nella storia italiana? Le risposte finora fornite da chi lo conosce e da chi ne ha seguito il percorso di studioso, di rettore della Bocconi, di commissario alla Commissione dell´Unione europea e infine di neo-premier, lo definiscono un liberale cattolico; forse – azzardano alcuni – un liberale radical-moderato, dove la parola radicale sta a significare che la sua moderazione non inclina tanto al compromesso ma piuttosto all´intransigenza. Un moderato intransigente, coi tempi che corrono, rappresenta una felice anomalia quanto mai necessaria per raddrizzare l´Italia del post-berlusconismo. Raddrizzare mi sembra un termine più adatto di ricucire perché non c´è molto da ricucire, non ci sono due lembi di stoffa da mettere insieme: ne verrebbe fuori un mantello da Arlecchino. Da raddrizzare invece c´è un Paese intero, da rimettere in piedi, da ricollocare nel rango che gli spetta, da ridargli fiducia nelle istituzioni ripulendole dalle …

"Ma l'Italia migliore può riprendere la corsa", di Gianni Riotta

Le foto di vita quotidiana che La Stampa pubblica oggi in chiusura delle feste per i 150 anni del Paese, raccolte da Banca Intesa San Paolo, testimoniano, con l’obiettivo di artisti, che non siamo quella comunità isterica, arcigna, petulante che sembriamo su giornali, talk show, twitter e blog. Gli italiani, ciascuno con le sue convinzioni personali, politiche, religiose, non vivono in guerra civile e condividono voglia di crescere, cura per la famiglia, amore per l’onestà, disprezzo per la corruzione. Se il nuovo governo guidato da Mario Monti, con il ministro Passera allo sviluppo, la Fornero al Welfare e il tandem Ornaghi-Profumo a Cultura e Istruzione, saprà parlare al meglio che ogni italiano sente dentro di sé, non al peggio come troppi han fatto fin qui, c’è speranza di ripresa nazionale. Le immagini che vedete vengono dalle nostre antiche città, come pure dal paese che spera nel futuro europeo e globale. Senza viva, senza abbasso, insieme ragionando e lavorando, come auspica nel suo messaggio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che per questo clima ha lavorato, …

"Un'Italia diversa alla prova", di Stefano Folli

Non sarà una maggioranza politica. Non sarà nemmeno una maggioranza strutturata da un patto preliminare. Ma non c’è dubbio che 556 voti alla Camera per il governo Monti rappresentano un segnale chiaro e netto. La convergenza inedita fra Pdl, Pd, terzo polo e persino IdV costituisce una forma di unità nazionale ‘soft’, il massimo che ci si poteva attendere nell’Italia esausta in cui viviamo. Siamo fuori dalla tradizione? Senza dubbio sì, ma forse non c’era altra strada per approdare a un livello superiore di coscienza pubblica. E poi, quale tradizione abbiamo abbandonato? La cosiddetta Seconda Repubblica è stata quasi soltanto rissa e confusione. Oggi non è la democrazia a essere sospesa, visto che il governo ha avuto il crisma parlamentare. E gli stessi dirigenti del partito berlusconiano, Alfano e Cicchitto, hanno fatto due discorsi aperti e costruttivi, ben compresi e apprezzati dal premier. A essere bloccata ‘pro tempore’ è una forma di competizione politica tanto esasperata quanto insipiente. Quindi la tregua incarnata dall’esecutivo Monti si traduce in un’opportunità offerta ai partiti perché riflettano su se …

Bersani: sì senza paletti «Ma le nostre idee restano in campo», di Maria Zegarelli

Il segretario Pd: «Vi sosterremo lealmente», ma il Pd lo farà difendendo «con orgoglio» le proprie idee. Come la patrimoniale e la legge sulla cittadinanza. Insorge la Lega, applausi da Pd-Idv Terzo Polo. L’Aula semivuota ma sempre chiassosa durante le dichiarazioni di voto si ripopola quando è il turno di Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano, i segretari dei due partiti maggiori. Saranno i loro discorsi lo snodo politico di questa giornata di fiducia bulgara senza precedenti ad un governo che non conosce precedenti nella sua formulazione. Il segretario Pd parla a Monti, al suo elettorato, alla Lega e al Pdl: questa non è una grande coalizione, ci sono partiti distanti e differenti che appoggiano questo governo restando distanti e differenti. Sfida leghisti (che sperano dall’opposizione di risalire la china dei sondaggi) e piedillini sul terreno del confronto parlamentare in questa inedita stagione politica. Conferma il sostegno leale, «senza paletti» a Monti e senza rinunciare «alle nostre idee». NESSUNA TIMIDEZZA Il Pd gioca una partita delicatissima in uno scenario in continua evoluzione e Bersani chiarisce …

Il razzismo raccontato dalla seconda generazione «Insultati e discriminati», di Mariagrazia Gerina

Sentinelle dell’integrazione, i giovani immigrati raccontano un razzismo all’italiana, che si manifesta a scuola come sul lavoro, al Nord come al Sud. Oggi in tutta Italia la raccolta firme per la legge di cittadinanza. «Appena ti avvicini sui mezzi ti guardano male, forse pensano che vuoi rubargli qualche cosa», racconta Luana, 21 anni, brasiliana di Milano. «Ad una fermata un vecchietto mi ha chiamata: “straniera di merda”», le fa eco Sonia, 21 anni anche lei, egiziana di Messina: «Però mi dà fastidio fino a un certo punto». «I bambini italiani a volte dicono che noi stranieri puzziamo», riferisce, dall’alto dei suoi 15 anni M., messinese venuto dalla Cina. Ragazzi di seconda generazione si raccontano. E le loro storie di discriminazione quotidiana, raccolte dall’indagine Arci-Unar Spunti di Vista, diventano uno specchio del paese che «non ha ancora pienamente accettato il suo ruolo di terra di immigrazione». E allora discrimina. Un razzismo all’italiana, che si manifesta a scuola come al lavoro. Sul treno, come alla fermata dell’autobus. Al Nord, come al Sud. Il luogo dove più di …

"Tasse troppo alte, studenti risarciti", di Lorenzo Salvia

Ne ha viste di cose l’università di Pavia nei suoi 650 anni di onorato servizio, dalla fondatore Carlo IV al rettore Alessandro Volta, dal professor Ugo Foscolo al Nobel Carlo Rubbia. Ma anche la sentenza di ieri, nel suo piccolo, potrebbe diventare storica. L’ateneo è stato condannato dal Tar della Lombardia a risarcire i propri studenti per aver alzato le tasse d’iscrizione al di sopra dei limiti di legge. Una decisione che adesso potrebbe innescare un effetto a catena. E svuotare le casse (già messe male) di buona parte delle università italiane. Dice la legge che il totale dei soldi incassati dalle università con le tasse d’iscrizione non può superare il 20% dei fondi che lo stesso ateneo riceve ogni anno dallo Stato. Una regola fissata proprio per calmierare i contributi studenteschi, che però nel 2009-2010 molti rettori hanno finito per aggirare. Secondo il Tar lombardo, l’università di Pavia ha sforato dell’1,33% chiedendo ai propri studenti un milione e 700 mila euro in più del dovuto. Soldi che dovrà restituire ai ragazzi se perderà anche …