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Bersani: "il volto dell'Italia ora riprenda il suo profilo in Europa e nel mondo"

Bersani: “La configurazione del nuovo governo dà segnali evidenti di competenza e di sensibilità. Dieci e lode per la presenza femminile. Un grazie doveroso e sincero al presidente Napolitano per il lavoro svolto e la saldezza dimostrata”. “Come prima parola voglio dire che un ringraziamento al Capo dello Stato è doveroso”. Così il segretario Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa del PD a poche ore dall’insediamento del nuovo governo Monti. “Un grazie sincero -ha continuato il leader democratico – per il lavoro enorme che Napolitano ha svolto in questa fase e per la saldezza dimostrata in questo periodo non felice”. Nei giorni che ci hanno portati alla formazione di un nuovo governo, il PD ha “lavorato per una svolta e ci siamo arrivati sia con la mobilitazione di iniziativa politica sia con l’iniziativa parlamentare: abbiamo chiesto che con grande rapidità si affrontasse l’emergenza con n governo di transizione di caratura tecnica e del tutto nuovo. È ovvio, guardando i fatti, che noi siamo soddisfatti. La configurazione del nuovo governo dà segnali evidenti di …

"Thyssen consapevole dei rischi: gli operai furono mandati a morire", di Alberto Gaino

Herald Espenhahn «è persona preparata, autorevole, determinata, competente, scrupolosa». Quest’uomo è stato condannato a 16 anni e 6 mesi per incendio, omissioni dolose di norme antinfortunistiche e soprattutto per omicidio volontario con la formula del dolo eventuale dagli stessi giudici che scelgono quei cinque aggettivi per caratterizzarne la personalità di manager. La contraddizione è apparente: proprio in ragione di questo profilo alto la Corte d’Assise torinese l’ha giudicato reponsabile della morte dei sette operai bruciati vivi nel rogo della linea 5 dello stabilimento torinese della multinazionale ThyssenKrupp, la notte del 6 dicembre 2007. Attento e preciso come ha dimostrato d’essere sul lavoro, l’amministratore delegato TK Ast – la spa italiana della multinazionale – «decideva» comunque «di non “fare nulla” in tema di fire prevention nella fabbrica torinese, pur mantenendola attiva, pur continuando la produzione in quelle condizioni di completo azzeramento delle condizioni minime di sicurezza». A sette mesi dalla inedita sentenza – per la prima condanna di un datore di lavoro in Assise – che provocò burrascose polemiche, il presidente Maria Iannibelli e il giudice …

“Niente procreazione assistista per chi ha malattie genetiche", di Cristina Pulcinelli

Con il governo dimissionario, il ministero della salute non rinuncia a un ultimo atto: l’nvio delle nuove linee guida per l’applicazione della Legge 40 sulla procreazione assistita al Consiglio Superiore di sanità per un parere obbligatorio. Il documento è stato presentato ieri, ma ha già suscitato polemiche. Secondo quanto si è appreso, le nuove linee guida, che aggiornano quelle del 2008 firmate dall’allora ministro Livia Turco, non prevedono che i portatori di malattie genetiche possano far ricorso alle tecniche di procreazione assistita. L’uso delle tecniche è concesso alle coppie infertili, oppure alle coppie nelle quali l’uomo abbia un’infezione da Hiv (il virus dell’Aids) oppure da Hbv e Hcv (rispettivamente i virus dell’epatite B e C), come previsto del resto già dalle linee guida del 2008. Non si cita quindi la possibilità di accedere alla procreazione medicalmente assistita le malattie genetiche, nonostante alcune sentenze abbiano riconosciuto il diritto a ricorrere a queste tecniche ad alcune coppie fertili che però rischiavano di avere figli con gravi malattie ereditarie come la talassemia e la fibrosi cistica. Il ricorso …

"Tremonti chi?", di Giovanni Cocconi

Forse Indro Montanelli aveva torto: non tutti quelli che hanno un brutto carattere hanno davvero carattere. Giulio Tremonti, per esempio. La scena di lui che mendica la tessera della Lega Nord e si sente rispondere di no completa perfettamente la figura più tragicamente ridicola di questo cambio di stagione. Con una solennità davvero fuori posto ieri l’ex superministro dell’economia ha smentito e fatto sapere di avere «interrotto ogni tipo di attività politica tanto istituzionale quanto personale». Ma ormai anche il “super” di superministro fa parte di un’altra epoca. Tremonti è politicamente morto e l’Italia sembra essersi già dimenticata di lui. Eppure solo pochi mesi fa le sorti del paese sembravano tutte nelle mani del titolare di via XX settembre, l’unico ministro rispettato in Europa, il volto presentabile da esibire nei consessi internazionali, il solo che con il rigore dei conti aveva saputo riscattare il discredito che il presidente del consiglio aveva gettato sull’Italia. Senza voti, senza consenso, era Super-Giulio a reggere i fili del potere in Italia, il ministro che riceveva i complimenti di Romano …

"Le mogli, gli amici, i giornalisti. Ecco le nomine in zona Cesarini", di Sergio Rizzo

Succedendo a se stesso, Sergio Trevisanato sarà il prossimo presidente dell’Isfol. Era stato messo a capo dell’istituto che dipende dal ministero del Lavoro nel 2004 dal secondo governo Berlusconi. Trascorsi indenni gli scampoli del terzo esecutivo del Cavaliere e lo scialbo biennio di Prodi, ecco la riconferma nel 2008. Finché a luglio di quest’anno l’ente viene commissariato e chi diventa commissario? Ovvio, Trevisanato. Il commissariamento scadrebbe il 31 dicembre quando il 28 ottobre il Consiglio dei ministri procede alla designazione del presidente, su proposta del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Il suo nome? Ovvio, Trevisanato. Il 28 ottobre è il giorno in cui il quarto Berlusconi comincia a traballare di brutto. Circola infatti una lettera dei dissidenti del suo partito («una bufala», dirà sprezzante il Cavaliere) che gli chiedono un passo indietro. Difficile dire se Trevisanato debba dire grazie a quella «bufala», fermo restando che l’iter della sua nomina è appena iniziato e non si sa come finirà. Per il disturbo di presiedere l’Isfol lo pagano 101.700 l’anno più un gettone da 90 euro a …

"Italiani si nasce", di Luigi Manconi

E se il Presidente incaricato, Mario “super Mario” Monti, decidesse di stupirci? E se questo governo “tecnico”, nel mentre che assolve i suoi compiti tecnici, volesse realizzare una di quelle riforme europee, ma davvero europee, che il nostro infelice paese sembra destinato a rinviare all’infinito? Se, in altre parole, quello che giustamente viene definito «governo del Presidente» ritenesse di ascoltare il messaggio che proprio ieri il Presidente della Repubblica ha inviato alla società e alla classe politica? Davanti a una rappresentanza di “nuovi italiani” (giovani stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza) Giorgio Napolitano ha invitato a considerare la «possibile riforma delle modalità e dei tempi per il riconoscimento della cittadinanza ai minori», a partire da quanto già emerso nel corso della «discussione del gennaio 2010 alla Camera dei Deputati». Perfetto. Perché non ascoltarle, quelle parole del Capo dello Stato? Siamo in una situazione di emergenza (non sull’orlo del baratro, ma dentro il baratro, come graziosamente dice Emma Marcegaglia) e il lavoro richiesto al nuovo governo è quello pesante e faticoso, e dall’esito incerto, di chi …

"La scommessa di un tecnico", di Barbara Spinelli

Nel giro di pochi giorni è accaduto qualcosa di importante, sia in Italia sia in Grecia, che ci obbliga a inforcare nuovi occhiali, di tipo bifocale, fatti per vedere quel che accade in Italia e simultaneamente in Europa, quel che s´è guastato e va riparato qui da noi e lì. Anche il tempo dovremo imparare a guardarlo con lenti bifocali, combinando la veduta ampia e la corta. Italia e Grecia non sono comparabili, perché la nostra svolta mette fine a un lungo esperimento populista, quello berlusconiano. Ma Roma e Atene hanno in comune due cose non trascurabili. In ambedue, la politica è stata per decenni sinonimo di corruzione e realtà occultata, e per questo è degenerata. In ambedue, si sta tentando una via inconsueta: lo scettro passa a uomini considerati tecnocrati, ma che non sono affatto nuovi alla politica. I due tecnici sanno perfettamente la dedizione speciale (la vocazione) che ci si aspetta dal professionista politico, ed è con la massima naturalezza che Monti, intervistato, ha detto che «operazioni così grandi» – riordinare la nostra …