"Lega in cerca di verginità. E di poltrone?", di Mariantonietta Colimberti
Lo sgarbo di ieri a Monti potrebbe essere il segno dell’apertura delle ostilità. Al momento, però, sembra piuttosto l’annuncio delle mani libere. Umberto Bossi ha scelto di non tornare a Roma per incontrare il presidente incaricato e così gli altri membri della delegazione. Motivazione ufficiale: la convocazione è arrivata quando tutti erano già andati via dalla capitale per partecipare alla segreteria politica del partito a Milano. Dunque, ieri solo una telefonata tra Bossi e Monti: la Lega non voterà la fiducia al governo, ma si riserva di valutare i singoli provvedimenti, caso per caso. Come mai? Che fine ha fatto la belligeranza dichiarata dei “duri e puri”? Il fatto è che tra gli adempimenti rimasti in sospeso con la caduta del governo c’è qualcosa che sta molto a cuore ai lumbàrd e che forse ha consigliato un atteggiamento più prudente: mancano ancora i decreti attuativi del tanto sofferto federalismo, a partire da quelli del federalismo fiscale e del federalismo demaniale. Un disastro, per chi ne ha fatto l’unica ragione di vita, pena la secessione. E …
