"La svolta del Quirinale", di Massimo Giannini
In piena bancarotta politica, e a un passo dalla bancarotta finanziaria, l´Italia trova finalmente una via d´uscita. Non solo dal suo mercoledì nero, ma soprattutto dal suo Ventennio berlusconiano. Grazie all´accelerazione impressa alla crisi dal presidente della Repubblica, il Paese evita quella che stava ormai diventando una suicida «via patriottica al default». Il Cavaliere impegnato a pasticciare sul maxi-emendamento e sulla sua «lettera d´intenti» alla Ue, con l´idea malcelata di trasformarla nel rivoluzionario «manifesto liberale» sul quale giocarsi la campagna elettorale, e di brandirla come una clava contro la solita sinistra «nemica» delle riforme volute dall´Europa. La cerchia ristretta dei suoi «lieutenant», chiusi nel bunker a imprecare contro il «direttorio franco-tedesco» come un tempo si malediva la «perfida Albione». I suoi corifei asserragliati in tv e nei giornali di famiglia, intenti a inveire contro gli «speculatori» come un tempo si vaneggiava della «congiura giudo-pluto-massonica». E nel frattempo i mercati all´opera, per celebrare il fallimento dell´Italia con un funerale di «rito greco». Fuga di massa da Bot e Btp, spread e premio di rischio alle stelle, …
