Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La svolta del Quirinale", di Massimo Giannini

In piena bancarotta politica, e a un passo dalla bancarotta finanziaria, l´Italia trova finalmente una via d´uscita. Non solo dal suo mercoledì nero, ma soprattutto dal suo Ventennio berlusconiano. Grazie all´accelerazione impressa alla crisi dal presidente della Repubblica, il Paese evita quella che stava ormai diventando una suicida «via patriottica al default». Il Cavaliere impegnato a pasticciare sul maxi-emendamento e sulla sua «lettera d´intenti» alla Ue, con l´idea malcelata di trasformarla nel rivoluzionario «manifesto liberale» sul quale giocarsi la campagna elettorale, e di brandirla come una clava contro la solita sinistra «nemica» delle riforme volute dall´Europa. La cerchia ristretta dei suoi «lieutenant», chiusi nel bunker a imprecare contro il «direttorio franco-tedesco» come un tempo si malediva la «perfida Albione». I suoi corifei asserragliati in tv e nei giornali di famiglia, intenti a inveire contro gli «speculatori» come un tempo si vaneggiava della «congiura giudo-pluto-massonica». E nel frattempo i mercati all´opera, per celebrare il fallimento dell´Italia con un funerale di «rito greco». Fuga di massa da Bot e Btp, spread e premio di rischio alle stelle, …

"L'antidoto al crollo del sistema", di Mario Calabresi

Alle sette di sera Giorgio Napolitano ha giocato la carta di riserva, quella più prestigiosa che teneva da parte da tempo: Mario Monti. La drammatica giornata di ieri, la più terribile per l’Italia dalla crisi della lira del 1992, aveva bisogno di una risposta fortissima, di un segnale che suonasse come un antidoto ma anche un avvertimento. Antidoto al crollo del nostro sistema e avvertimento alle forze politiche: il tempo è scaduto, non esiste più lo spazio per dilazioni, distinguo, rinvii e giochi a carte coperte. I mercati, gli analisti ma anche i mezzi di comunicazione di tutto il mondo ieri ci hanno gridato, con ferocia e determinazione impressionante, che la nostra credibilità è quasi totalmente svanita e la salvezza può venire soltanto da un forte segnale di discontinuità. Il Presidente della Repubblica ha colto meglio e prima degli altri – svolge il ruolo di garante dell’Italia ormai da mesi – il messaggio e ha deciso di fare un gesto straordinario, quello di indicare l’uomo giusto per guidare il Paese in una situazione di emergenza. …

"Il debito secondo Brunetta", di Marcovaldo

Il fantasioso ministro Renato Brunetta l’altra sera a «Porta a Porta» ha sostenuto, con la sua incontenibile veemenza, che il governo di unità nazionale non s’ha da fare perché quel tipo di governi ha prodotto nel nostro Paese un aumento enorme del debito pubblico. Uno pensa che l’Italia abbia avuto chissà quanti governi di unità nazionale e per tempi così lunghi da riuscire a rovinare i conti dello Stato. Ma, come è noto, di esecutivi così ce ne sono stati quattro: uno dopo la guerra (1945-1947), uno nel periodo del terrorismo (1976-1979), uno durante la bufera di tangentopoli (1993-1994) e l’ultimo dopo la crisi del primo Berlusconi (1995-1996) . Solo sette anni su sessantasei di vita repubblicana. In quei periodi, come è facile desumere dai dati ufficiali, il debito pubblico fu tenuto sotto controllo e anzi, prima Ciampi e poi Dini realizzarono, con il patto sociale, importanti riforme strutturali che consentirono risanamento nei conti. Il debito prese a volare, invece, nel decennio dei governi pentapartito tra gli anni ’80 e ’90 quando grazie a Craxi, …

"DDL Stabilità: approvarlo in tempi veloci, poi subito dimissioni Berlusconi", di Dario Franceschini

“Il crollo dei dati in Borsa lo spread a 570, i titoli sospesi, questa serie di eventi pericolosi e drammatici dimostra con chiarezza che il mondo dall’Italia si aspetta certezze e scelte e questo si aspettano anche gli italiani spaventati per il futuro del paese e per il loro destino. Noi abbiamo salutato l’annuncio delle dimissioni di Berlusconi ovviamente come una vittoria politica ma non è il momento degli interessi di parte bensì di salvare l’Italia”. Franceschini ha ricordato che le opposizioni consentiranno l’approvazione oggi pomeriggio dell’Assestamento di bilancio non partecipando al voto: “In conferenza dei capigruppo abbiamo comunicato al Presidente e al governo la nostra disponibilità a consentire l’approvazione della legge di stabilità senza il nostro voto che non potrà che essere contrario se le misure restano quelle annunciate. L’approvazione dovrà essere in tempi veloci e straordinari per questo siamo pronti a consentirla nella stessa giornata di sabato o domenica se il Senato manderà la legge di stabilità venerdì o sabato mattina. Di fronte all’emergenza non ci sono weekend, né alibi, né sospensioni. Poi …

"Viva l’alluvione, se caccia i rom", di Antonio Tabucchi

Da alcuni anni abbiamo in casa un partito fortemente ostile al nostro paese, e il cui scopo è la secessione dall’Italia: la Lega Nord per l’indipendenza della Padania. Sta in una contea inesistente dai confini inesistenti, immaginaria come la Cacania di L’uomo senza qualità di Robert Musil, che è il regno della fantasia. Nel loro caso una fantasia limitata, ma sufficiente a creare altre fantasie. Li ispirano le teorie razzia-li che in Italia ebbero fortuna durante il fascismo, e in un paese come il nostro, che risulta da una mescolanza di popolazioni della nostra lunga storia (pre-romani, romani, etruschi, normanni, arabi) pretenderebbero di essere una razza a parte, discendenti dai mitici celti. Da questi hanno preso simboli anch’essi mitici con i quali hanno sostituito i veri simboli nazionali; insultano la nostra bandiera e chiamano “terroni” gli altri italiani. E COME i presunti celti vorrebbero essere biondi e con gli occhi azzurri, ma sono smentiti dal loro stesso soma. Sono piuttosto bellicosi, e più di una volta hanno minacciato di prendere le armi e di invaderci. …

"Per le opposizioni la partita non finisce", di Rudy Francesco Calvo

E ora? La tempistica scelta da Berlusconi complica l’ipotesi di un governo di larghe intese. Ora le opposizioni garantiranno una rapida approvazione della legge di stabilità, per accelerare il più possibile le dimissioni del governo. «Certo, non sarà la nostra manovra, ma non possiamo fare altro», spiegano fonti parlamentari democrat. Poi si apre una pagina bianca, tutta da scrivere, checché ne pensi Berlusconi. Pd, Idv e Terzo polo hanno proceduto finora di pari passo e così faranno anche in quelli che si preannunciano come gli ultimi giorni del ventennio berlusconiano. A imporlo sono, da una parte, i mercati e, dall’altra, il capo dello stato: il maxiemendamento (ancora inesistente) contenente le misure anti-crisi imposte dall’Ue arriverà in aula al senato martedì prossimo, senza lo scudo della fiducia e senza le barricate delle opposizioni. Tempo pochi giorni e il testo passerà alla camera, dove sarà approvato in via definitiva con pari trattamento. I più ottimisti fissano così già alla fine della prossima settimana le dimissioni di Berlusconi, più realisticamente si dovrà attendere quella successiva, attorno al 23 …

"Prevenzione sul lavoro, per non piangere dopo", di Claudio Stanzani

Oggi a Roma la Conferenza nazionale del Pd su salute e sicurezza. Sempre, dopo un grave incidente sul lavoro, come di recente a Barletta, quando ancora è forte il dolore per le vittime e la rabbia dei tanti che invocano sanzioni esemplari per i colpevoli, un poco alla volta il silenzio e la rassegnazione riprendono il loro posto nei media, nelle parti sociali e nella politica. Fino alla volta successiva. E ancora una volta le domande restano senza risposte se non, forse, nei dibattiti delle aule giudiziarie. Perché quei lavoratori erano entrati senza protezione in quel cassone? Perché altri senza formazione erano addetti a lavorazioni ad alto rischio? Perché in quel territorio nessuna sapeva di quelle aziende illegali e di quei lavoratori immigrati in nero? Perché non si aiutano le piccole aziende a stare sul mercato in modo da garantire lavoro e sicurezza? Perché qualcuno continua a considerare la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori solo un costo? Perché? Il compito della politica è quello di non far cadere queste domande e ricordare …