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"Il premier abbandonato anche da Gianni Letta", di Claudio Tito

«Stai commettendo un errore. Se vai avanti così, nessuno ti può aiutare. Nemmeno noi. Nessuno può garantirti più i numeri alla Camera». Se a parlare così è un uomo prudente e soprattutto leale nei confronti di Berlusconi come Gianni Letta, allora è davvero inspiegabile l´ostinazione con cui il Cavaliere sta insistendo per la sua strada contro tutto e tutti. Il premier sembra ormai incosciente, quasi in trance. Incapace di capire cosa gli capita attorno e di cogliere i segnali che quotidianamente la Ue e i mercati finanziari gli spediscono con crescente allarme. IL PDL – quella che doveva essere la sua creatura e il suo lascito alla politica – ha sostanzialmente alzato le braccia dinanzi alla sua cocciutaggine. Nel bunker di Via dell´Umiltà, persino gli uomini più fedeli non fanno più nulla per evitare la resa dei conti in Parlamento. Come se ognuno volesse scrollarsi di dosso la responsabilità di una sconfitta probabile e liberarsi dal peso di una scelta irresponsabile. Del resto, il capo del governo ormai agisce in solitudine. Prima ha concordato con …

"Rai, eutanasia del servizio pubblico", di Matteo Orfini*

Mancano le competenze per stare al passo coi tempi e con le regole del mercato. Il risultato ottenuto da Santoro è straordinario: il 14% di share su un circuito alternativo è un dato senza precedenti e conferma che la Rai ha commesso una follia nel rinunciare ad Anno Zero. D`altra parte è sempre più evidente che siamo a un tornante decisivo per il servizio pubblico: tutto cambia, le vecchie rendite di posizione non bastano più, la concorrenza inizia ad essere una realtà e bisogna dimostrarsi all`altezza innovando e sperimentando; la Rai avrebbe dimensioni e storia per essere il soggetto che indirizza il cambiamento, invece di subirlo. Ma purtroppo un giorno dopo l`altro il consiglio d`amministrazione e il direttore generale dimostrano di non avere caratura e competenze per raccogliere la sfida. C`è un piano industriale poco conosciuto – e il poco che si sa è inquietante; c`è una gestione interna grottesca: si rompono autoritariamente le trattative con l`usigrai, si penalizzano i lavoratori della produzione, non si offre alcun futuro ai precari mentre i privilegi non vengono …

"La crisi, i ricchi e le oligarchie", di Nadia Urbinati

L´eguaglianza ha fatto il suo grande rientro nella politica quotidiana. Ed è un ospite non gradito per chi tiene le fila delle transazioni finanziarie e delle politiche monetarie. Lo si vede da come i governi hanno accolto la proposta di istituire una tassa sulle rendite patrimoniali – il nostro è all´avanguardia nell´aver escogitato tutte le misure che possono pesare sui molti senza direttamente toccare i pochi (in extremis e nella disperata ricerca di sopravvivere qualche giorno in più tira fuori la proposta di ‘Tobin tax´ ma senza dimostrare di crederci). Presumibilmente perché a Roma l´oligarchia governa direttamente, senza intermediari. È fuori di dubbio che Silvio Berlusconi sia il più ricco italiano e quindi tra quell´1% che Occupy Wall Street ha individuato come la minoranza che accumula e concentra potere entrando fatalmente in rotta di collisione con la maggioranza e, quindi con l´eguaglianza. Oligarchia e democrazia sono esplicitamente visibili e in tensione. In un ottimo libro dal titolo chiaro, Oligarchy, uscito per Cambridge University Press pochi mesi fa, Jeffrey A. Winters ci ricorda che la democrazia …

"Il prezzo che paghiamo", di Miguel Gotor

Berlusconi si muove sull´orlo del baratro e nelle ore decisive incontra a Milano i figli e il fido Confalonieri, la famiglia e l´azienda, a ribadire la matrice privatista della sua gestione della cosa pubblica. Non sappiamo quando, ma l´albero di Berlusconi cadrà di schianto e le borse voleranno. Sarà anzitutto un bene per l´Italia perché prima degli interessi di una parte, vengono quelli nazionali, da troppo tempo umiliati e offesi. Dal giorno dopo, si apriranno due possibili scenari che implicano un differente giudizio sulla stagione berlusconiana e una diversa valutazione del grado di drammaticità raggiunto dall´attuale emergenza italiana sul piano economico e civile. Il primo di essi vede una soluzione della crisi dentro il recinto delle attuali forze di governo con Berlusconi che accetta di fare un passo indietro in favore di Schifani o di Letta in cambio dell´allargamento della maggioranza al Terzo polo. Tale proposta ha il limite di interrogare la solidità del patto politico tra Futuro e Libertà e l´Udc, verosimilmente dividendolo. Ai seguaci di Fini potrebbe bastare un Berlusconi in panchina per …

Tasse, a L'Aquila è "mobilitazione permanente"

L’annuncio del sindaco Cialente. A 31 mesi dal sisma, con l’economia ancora al palo, gli aquilani rischiano di dover restituire 10 rate al 100% tutte in unica soluzione dal mese di novembre. “La situazione è esplosiva e le stesse istituzioni hanno difficoltà a gestire una fase sociale così drammatica, caratterizzata da vera e propria disperazione di tanti e tante. Non è più possibile andare avanti in questo modo. Ridursi sempre all’ultimo momento, creando micidiali incertezze per i cittadini e le imprese. Impossibile restituire 100 milioni di euro in un’unica soluzione per una comunità che vive in uno stato di sospensione da due anni”. Sono queste le parole con cui il primo cittadino del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, ha annunciato uno stato di “mobilitazione permanente” di tutta la cittadinanza e delle istituzioni comunali. Il problema, come già accaduto in passato, è la restituzione delle tasse sospese nei primi 14 mesi post sisma. Per capirsi: dopo il terremoto del 6 aprile 2009, ai cittadini residenti nel cratere è stato concesso di avere in busta paga anche la …

"I rischi dell'agonia prolungata", di Marcello Sorgi

I cittadini che – sentendo da giorni suonare le campane a morto per il governo e vedendo allungarsi la fila dei dissidenti che chiedono a Berlusconi di farsi da parte – si aspettavano legittimamente la crisi per domani, in occasione della prima votazione parlamentare alla Camera, resteranno delusi a sapere che anche stavolta la caduta del Cavaliere potrebbe essere rinviata: se ne riparlerà, probabilmente, a metà mese. La ragione di questo inatteso allungamento dei tempi di un’agonia che diventa giorno dopo giorno più tragica è presto detta: un po’ per senso di responsabilità e un po’ per furbizia, le opposizioni, che sembravano pronte a presentare un’ennesima mozione di sfiducia contro il governo (l’ultima, appena il 14 ottobre, non era stata approvata per soli due voti), avrebbero deciso di schierarsi nel voto di domani con un’astensione. Il senso di responsabilità sta nel fatto che trattandosi di rivotare il rendiconto dello Stato, che non era riuscito a passare un mese fa, troppo forte sarebbe il rischio che una nuova bocciatura si traducesse in un incoraggiamento alla speculazione …

"Opposizioni al premier: dimissioni o sfiducia. Pronta la mozione"

Le opposizioni al premier: o ti dimetti o sfiducia. Nel Pd si valuta se presentare già stasera la mozione. Bersani chiude a un governo Schifani o Letta. «Renzi? Discutiamo pure, ma dell’Italia, non di destini personali». Il Pd ha pronta la mozione di sfiducia al premier, ma calerà la carta solo al momento opportuno. Domani la Camera dovrà infatti votare il rendiconto dello Stato, dopo la bocciatura di tre settimane fa. E per l’opposizione sarà questo il primo passaggio in cui dimostrare che il governo non ha più la maggioranza. I deputati di Pd, Udc e Idv stanno infatti ragionando sull’ipotesi di astenersi, per consentire l’approvazione di questo fondamentale provvedimento ma al tempo stesso far vedere che i loro voti, insieme a quelli dei malpancisti del Pdl, costituiscono una maggioranza alternativa. Potrebbe bastare perché il Quirinale si impegni in un ulteriore accertamento sulla capacità di tenuta dell’asse Pdl-Lega-Responsabili, ma potrebbe non essere ancora sufficiente a far compiere a Berlusconi il necessario passo indietro per lavorare poi al governo di transizione auspicato da Pd e Udc …