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Bersani: «Siamo pronti al governo d’emergenza ma i tempi sono stretti», di Simone Collini

Bersani assicura a Napolitano la disponibilità del suo partito a sostenere un governo di transizione. D’accordo anche Di Pietro. Casini, Fini e Rutelli chiedono a Berlusconi di riferire in Aula prima del G20. «È una delle più drammatiche giornate che l’Italia abbia mai vissuto in questa crisi finanziaria». Pier Luigi Bersani non aspetta neanche la chiusura della Borsa di Milano. Il quadro gli sembra chiaro fin dalle prime ore della mattina, quando chiama Giorgio Napolitano. Il leader del Pd esprime la sua preoccupazione al Capo dello Stato e gli assicura che anche contro i propri interessi (gli ultimi sondaggi danno il Pd al 28% e il centrosinistra avanti di 10 punti) il suo partito è disponibile a sostenere un governo di emergenza guidato da una personalità che abbia credibilità in Italia e all’estero, purché «il cambio politico» arrivi in tempi rapidi: per Bersani sarebbe necessario che già al G20 di domani l’Italia si presenti in modo diverso. Un ragionamento analogo a quello fatto con il Presidente della Repubblica da Pier Ferdinando Casini, al netto di …

"La lettera-imbroglio seppellisce Berlusconi", di Francesco Lo Sardo

Un vertice a cui si presenterà un Cavaliere azzoppato: la sua maggioranza sul punto di cedere.Berlusconi è con le spalle al muro. Chissà se il consiglio dei ministri c’è o non c’è: ma per dirsi cosa, poi? E figurarsi se può essere l’ufficio di presidenza del Pdl o un vertice con Bossi a far individuare una qualche via d’uscita. la presunta road map del governo non ha vie d’uscita, perché una vera road map non è mai esistita. Sono incartati. E adesso, molto semplicemente, non sanno – o meglio, non sa Berlusconi – che cosa fare. Quello di presentarsi a mani vuote al G20 sarebbe l’ultimo dei suoi problemi, non è la faccia di bronzo che difetta al Cavaliere: ma la tempesta che travolge i titoli di stato italiano per colpa del governo ora cambia tutto. L’effetto narcotico della lettera all’Ue del 26 ottobre è svanito e il governo è paralizzato: le tensioni con Tremonti, il caos nella maggioranza, la conclamata incompetenza dei vertici politici dei dicasteri più delicati hanno portato allo stallo: anche sul …

""Interventi immediati o dimissioni" l´ultimatum di banche e imprese", di Roberto Mania

Montezemolo: si volti pagina. Prodi e Amato: serve credibilità. Il governo dovrà dimettersi se non riuscirà ad approvare entro domani, per la riunione del G20 a Cannes, i provvedimenti chiesti dal Consiglio europeo. È la presa di posizione di tutte le associazioni imprenditoriali (Confindustria, Rete Imprese Italia, Abi, Alleanza delle cooperative e Ania). Una sorta di aut aut al governo Berlusconi, ma anche un allarme serissimo dalla frontiera del lavoro e della produzione, al termine di una giornata drammatica per la Borsa e i titoli di Stato italiani. Un appello analogo sarà pubblicato oggi sul Sole 24 Ore a firma di Giuliano Amato, Romano Prodi, e degli economisti Alberto Quadrio Curzio e Paolo Savona: «Il momento è drammatico ed esige l´adozione di provvedimenti immediati e quantitivamente adeguati a fronteggiare l´emergenza. Ogni ritardo può avere conseguenze irreversibili». Siamo, dunque, a un passo dal baratro. «L´attuale condizione – è scritto nella nota delle imprese – è insostenibile per l´Italia e per gli italiani. Non possiamo continuare ad assistere alla corsa degli spread e al crollo dei valori …

"L'Europa non deve cedere allo scoramento. Serve il colpo di reni", di Carlo Azeglio Ciampi

I Paesi europei, uno per uno, e l’Europa tutta hanno mezzi, intelligenze, forze per superare l’attuale temperie finanziaria che tanto preoccupa gli Stati, Italia in testa. Guai a farsi prendere dallo scoramento. La storia di questo continente glorioso dimostra quale sia il cammino straordinario che i suoi cittadini hanno saputo compiere attraversando tragedie immani, ma anche momenti di irripetibile sintesi politica e di eccezionale generosità culturale. Guai a dimenticare chi siamo. Anche l’Italia, anche noi, abbiamo lo spirito, la tenacia, le risorse che servono per recuperare quella fiducia che oggi appare incrinata, quella credibilità che oggi sembra scomparsa. Sta in noi; sta in noi, come europei, sta in noi come italiani ritrovare il senso dell’unificazione di un continente. La missione di una sola moneta per nazioni che nel Novecento erano nemiche in armi e ora si ritrovano sotto l’unico mantello dell’Euro, moneta forse “visionaria”, ma proprio per questo più forte perchè fondata sulla storia di popoli antichi e sul futuro di un continente destinato, si spera il più presto possibile, a guarire l’attuale zoppìa politica. …

"Tutto in mano a Draghi", di Gianni Del Vecchio

Il primo novembre 2011 rischia di passare alla storia come la data in cui Berlusconi e il suo governo perdono definitivamente la presa sulle leve della politica e dell’economia italiana. Due fatti hanno stretto il presidente del consiglio in un’ideale manovra a tenaglia, costringendolo a un’ultima riunione della disperazione, convocata in fretta e in furia nella tarda serata di ieri. Stiamo parlando della nota del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, con cui si aprono di fatto delle consultazioni per un eventuale esecutivo di responsabilità nazionale sostenuto anche dalle opposizioni, ma soprattutto dell’insediamento di Mario Draghi a capo della Bce. Con l’avvento dell’ex governatore della Banca d’Italia a Francoforte e il contestuale sfondamento della soglia psicologica 450 dello spread fra titoli di stato italiani e tedeschi, ora più che mai la sorte dell’Italia e di Berlusconi è appesa alla volontà e alla capacità di Draghi di convincere il consiglio direttivo a continuare nell’acquisto dei nostri bond. Sembra ormai evidente come il nostro paese non possa fare a meno della “droga” europea per evitare che la speculazione …

«Che flessibilità volete ancora? Noi siamo già stati licenziati» di Rinaldo Gianola

Nel dibattito sui «licenziamenti facili», definizione troppo dura e radicale secondo alcuni professori e ministri che più scientificamente si alternano a «Porta a porta» per argomentare di «flessibilità in uscita», bisognerebbe dare la parola a qualcuno che è davvero interessato all’argomento. Giovanni Ferravante, operaio di 56 anni, originario di Benevento e da una vita residente a Settimo Torinese, ha qualche idea precisa e saggia. Racconta:«Sono in cassa integrazione straordinaria, la mia azienda la Global Business è in liquidazione. Quando sento in televisione che vogliono cambiare la legge per rendere più facili i licenziamenti penso che sono diventati tutti matti. È una follia pensare di licenziare, vuol dire non sapere cosa sta succedendo nelle aziende, nelle fabbriche. Oggi le imprese fanno quello che vogliono, ci buttano fuori quando non serviamo più. Io sono fortunato: andrò in mobilità e poi in pensione, i miei colleghi di 30-40 anni, invece, non hanno speranze, è un’impresa trovare un posto. Mia moglie lavora, mio figlio di 25 anni si è laureato, si occupa di biotecnologie, lavora con una borsa di …

"Le consultazioni informali del Colle", di Claudio Tito

L´Euro boccheggia. Ieri è stata una giornale terribile, segnata dai crolli delle Borse, dall´asfissia delle banche, dall´implosione dei titoli pubblici, dall´allargarsi del divario, in Europa, fra Paesi forti e deboli, da dubbi sempre più diffusi sulla sopravvivenza della moneta comune. Giorgio Napolitano scende in campo. La crisi economica stringe in una tenaglia il nostro Paese e la situazione politica non offre tutte le garanzie perché le misure reclamate dall´Ue vengano approvate rapidamente. Mentre le borse precipitano e il debito pubblico italiano lede la credibilità del sistema, al Quirinale suona l´allarme e il capo dello Stato avvia una sorta di consultazioni informali. Contatti con le autorità istituzionali e politiche, con quelle monetarie e comunitarie. Con i leader politici, dei sindacati e del mondo imprenditoriale. Per illustrare a tutti la delicatezza del momento e saggiarne gli orientamenti. Per esortare Palazzo Chigi a premere sull´acceleratore della concretezza e per capire quali possano essere le eventuali alternative se il centrodestra non si dimostrasse in grado di varare tutti provvedimenti necessari. Nessun pressing sul Cavaliere a fare un passo indietro, …