Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La via democratica", di Claudia Sardo

La decisione del premier greco George Papandreou di indire un referendum popolare per approvare il nuovo piano di salvataggio, varato da Ue, Bce e Fmi, ha scatenato la bufera sui mercati.E l’epicentro, o meglio il bersaglio, si è presto spostato sull’Italia, ormai frontiera critica dell’euro, il Paese con il governo più screditato, il pericolo incombente per l’Europa. Su l’Unità in questi giorni sono stati analizzati i costi insostenibili della permenenza di Berlusconi alla guida del governo. A questo punto le sue dimissioni sono una necessità vitale per il Paese. Berlusconi è considerato unazavorra da tutte le cancellerie, dagli operatori economici, dall’opinione pubblica internazionale. I suoi impegni non vengono giudicati credibili, né sostenibili. La sua lettera all’Unione europea è stata sbagliata, perché ha offerto lo scalpo dei licenziamenti (non richiesti neppure dalle imprese) invece di promuovere un patto sociale su patrimoniale, previdenza, lotta all’evasione, detassazione del lavoro. Lo dice anche Tremonti che la permanenza del Cavaliere a Palazzo Chigi vale almeno 100 punti di spread. Ciò non vuol dire che Berlusconi sia il responsabile principale di …

"Inseguendo la credibilità perduta", di Bill Emmott

Cosa vuol dire «credibilità»? In uno dei suoi film Groucho Marx ha detto che la credibilità, insieme all’integrità, sono fondamentali nella vita, e che se riuscite a fingerle non avrete problemi. I mercati finanziari stanno mostrando di ritenere che, quando il 26 ottobre scorso i leader dei governi dell’Eurozona hanno annunciato una soluzione «completa» della crisi del debito sovrano, stavano fingendo. La sfida ora consiste nel ricostruire la credibilità perduta. Il motivo immediato per la perdita di fiducia da parte dei mercati finanziari è la Grecia, visto che il referendum sul salvataggio annunciato dal governo di Atene aumenta la probabilità di un default sul debito del Paese, unica opzione rimanente nel caso gli elettori respingessero il piano. Ma il problema maggiore riguarda non la Grecia, ma gli altri debitori in difficoltà dell’Eurozona, in primo luogo l’Italia. Se la Grecia fosse l’unico problema dell’Eurozona la soluzione sarebbe semplice: se gli elettori greci non gradiscono le condizioni per avere sostegno finanziario, possono uscire dall’euro. Il problema è che la Grecia non è la sola. Il piano «completo» …

"È il momento di dare più poteri all´Europa", di Barbara Spinelli

Da quando hanno cominciato a protestare, gli indignati hanno denunciato via via l´ottimismo illusionista dei governi, le istituzioni internazionali spesso indifferenti ai vincoli democratici, infine la Banca centrale europea: nostro salvagente, ma salvagente riluttante a tramutarsi in prestatore di ultima istanza. Le denunce possono convincere o no, ma dietro c´è una domanda cruciale, cui non si sfugge. La domanda è comune agli indignati e alle forze che in queste ore, più che mai, mostrano di non credere in Stati come Grecia e Italia, non escludendo funeste bancarotte: chi comanda, nell´emergenza che viviamo? E se davvero la crisi prelude a una mutazione radicale delle società, se davvero Roma o Atene s´inabissano: quali poteri decideranno il da farsi, combinando o non combinando i sacrifici con la giustizia sociale che fonda le nostre democrazie? Chi controlla i controllori? Davanti a questo bivio stiamo, e la domanda è cruciale perché pone al tempo stesso la questione della sovranità e della democrazia. E perché è una domanda che in Italia sale dal Quirinale stesso, che giudica il vuoto politico ormai …

Napolitano: «Decisioni governo non prorogabili»

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, considera «ormai improrogabile l’assunzione di decisioni efficaci nell’ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee». E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale «dinanzi all’ulteriore aggravarsi della posizione italiana nei mercati finanziari, e alla luce dei molteplici contatti stabiliti nel corso della giornata». La nota del Quirinale informa che il Presidente del Consiglio ha confermato al Presidente della Repubblica «il proprio intendimento di procedere in tal senso». «Dal canto loro, diversi rappresentanti dei gruppi di opposizione – continua il comunicato – gli hanno manifestato la disponibilità a prendersi le responsabilità necessarie in rapporto all’aggravarsi della crisi. Nell’attuale, così critico momento il paese può contare su un ampio arco di forze sociali e politiche consapevoli della necessità di una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l’Europa, l’opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall’Italia». «Il Capo dello Stato – conclude il comunicato – ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva». Oggi Il presidente del …

"Ma il vero scontro avverrà all'Onu", di Lucia Annunziata

Mettiamoci d’accordo. Se i palestinesi si armano, tutti gridano che la violenza è un ostacolo alla pace. Se i palestinesi provano a forzare la via diplomatica, come hanno fatto ieri, tutti gridano che queste iniziative «unilaterali» sono un ostacolo alla pace. Ci piacerebbe allora sapere – in particolare da Israele, Stati Uniti, e Italia – esattamente cosa dovrebbero fare i palestinesi, a parte svanire quietamente tra le nuvole, come in «Miracolo a Milano». Ieri la Palestina è stata ammessa all’Unesco. Vecchia storia – ogni anno i palestinesi regolarmente chiedono di essere ammessi -, nuovo risultato: 107 contro 14, con 52 astenuti. L’approvazione è arrivata, grazie soprattutto al consenso del nuovo fronte che guida lo sviluppo mondiale, i Paesi Brics, Brasile, India, i Paesi africani, arabi, la Cina, la Russia e qualche Paese europeo rilevante come la Francia e il Belgio. Contro hanno votato Usa, Israele, Germania, Canada, Australia, Olanda. L’Europa si è divisa, come si vede, esprimendo anche una buona parte di prudenti che si sono astenuti, fra cui Italia e Inghilterra, Polonia, Portogallo, Ucraina, …

"Sfiducia e incertezza: il dramma italiano e il peso del Quirinale", di Stefano Folli

Al termine di una giornata drammatica ci si domandava ieri sera cosa deve ancora accadere nei prossimi giorni e settimane. Il presidente della Repubblica non si limita più a suggerire coesione. Le sue parole sono ormai un grido d’allarme rispetto a una minaccia urgente. Una minaccia di fronte alla quale rischiamo di essere impotenti, cioè «inadeguati», prigionieri di «debolezze strutturali» di cui paghiamo il prezzo al mercato dei titoli di Stato. Volano gli spread e con loro i tassi d’interesse: un nodo scorsoio che annienta ogni speranza di contenere il debito e liberare qualche risorsa per dare respiro all’economia reale. Ancora Napolitano: «Si avverte acuto il bisogno di più cultura delle istituzioni, di più senso delle istituzioni, di più attenzione all’esercizio delle funzioni dello Stato e alla condizione in cui versano le sue strutture portanti». Il termine «istituzioni» ricorre in forme insistite nelle parole del capo dello Stato. Si capisce che qui è il cuore del problema: istituzioni indebolite, non sorrette dalla necessaria forza politica e morale, come si nota anche nelle incongruenze del processo …

Bersani sente il Colle: «Pronti a responsabilità»

Il segretario del Pd Bersani, secondo quanto si apprende, ha avuto un colloquio telefonino con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha espresso forte preoccupazione per la situazione di queste ore sulla crisi economica. Nel corso della telefonata, secondo quanto si apprende, il leader dei democratici ha dato la disponibilità del Pd e delle forze di opposizione a prendersi le responsabilità necessarie per l’aggravarsi della crisi finanziaria dell’Italia. «È una delle giornate più drammatiche che l’Italia abbia mai vissuto in questa crisi finanziaria», è l’analisi del leader democratico. Giro di contatti anche con i big del Pd, a partire dai capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, il vicesegretario Enrico Letta e il presidente dell’Assemblea del partito Rosy Bindi con i quali Bersani ha deciso di vedersi domani per una riunione urgente del Pd sull’evolversi della crisi finanziaria. Mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, segue l’evoluzione dei mercati finanziari tenendosi in stretto contatto con Palazzo Chigi, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Non vi …