"In tre milioni non arrivano a 400 euro al mese", di Laura Matteucci
In pensione sempre più tardi, molto spesso con poche centinaia di euro (la metà delle pensioni non supera i 500 euro al mese), e una rete di protezione sociale a maglie ormai larghissime. La prima leggenda da sfatare è che in Italia si vada in pensione prima che negli altri Paesi Ue. Con le disposizioni entrate in vigore a luglio è l’esatto opposto, nonostante la paradossale lettera inviata da Berlusconi a Bruxelles le renda meno stringenti. Per le pensioni di vecchiaia prevede infatti il rialzo dell’età a 67 anni, per donne e uomini, nel 2026. In realtà in base alla legge, quell’anno uomini e donne lasceranno solo a 67 anni e 7 mesi (bisogna aggiungere poi ancora un anno, come previsto dalla cosiddetta «finestra mobile» che impone di aspettare dodici mesi prima del ritiro dell’assegno). Già oggi, del resto, per vecchiaia si va a 66 anni (65 più 1 anno di attesa per la finestra di uscita), nel 2013 si andrà a 66 e tre mesi. La legge anticipa infatti al 2013 l’adeguamento dell’età pensionabile …
