Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Ma questa legge troverà la maggioranza?", di Stefano Lepri

Sono propositi molto ambiziosi, alcuni anche a forte rischio politico, quelli consegnati ieri dal governo italiano alle autorità europee. Ma come può sperare di trasformarli in legge un governo che solo ieri alla Camera è andato in minoranza due volte su questioni di poco peso? Del resto il ministro dell’Economia, che dalla stesura della lettera è stato in buona parte escluso, non è parso tenerne gran conto quando ha parlato ieri mattina alla Giornata del Risparmio. Spicca nei nuovi impegni, ad esempio, una maggiore libertà di licenziamento per le imprese. Il centro-destra tentò già di introdurla nel 2002-2003, quando disponeva in Parlamento di una maggioranza assai ampia, e dovette desistere di fronte a una manifestazione di protesta tra le più vaste mai viste in Italia. Per giunta le parole di Mario Draghi ieri confermano che questa misura non compare tra le richieste dalla Banca centrale europea. Al contrario, appaiono inconsistenti gli impegni sulla previdenza, dove le autorità europee avevano chiesto di fare di più già dal 2012. I requisiti per le pensioni di anzianità, l’onere …

"Licenziamenti possibili se l’azienda va in crisi", di Roberto Giovannini

In Italia sta per finire l’era dei licenziamenti difficili. Se quanto scritto nella lettera consegnata ieri da Berlusconi alla Ue diventerà legge si entrerà in un regime all’anglosassone, in cui si potrà allontanare un dipendente senza particolari complicazioni a fronte di situazioni di difficoltà economica dell’impresa per la quale si lavora. Probabilmente, così come avviene già oggi nelle piccole imprese, anche nelle aziende con più di 15 dipendenti sarà sufficiente versare un’indennità monetaria. Addio alle protezioni garantite dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, pure parzialmente – ma non abbastanza a quanto pare – indebolito dalla riforma varata nel decreto di Ferragosto. E via libera alla possibilità per le imprese di attuare «licenziamenti economici». Una riforma davvero drastica, quella indicata dal governo e promessa entro il maggio del 2012. Certamente perché divenga legge bisognerà fare i conti con la fragilità della maggioranza. I licenziamenti sono materia politicamente esplosiva, e certo non fatta su misura per conquistare consensi elettorali. Una riforma simile fu tentata già nel 2001-2002 dal secondo governo Berlusconi, e finì come sappiamo. Sicuramente l’operazione …

"Il libro dei sogni", di Massimo Giannini

Il «libro dei sogni» di un premier che non fa più sognare. Il manifesto di politica economica di un governo che non può più governare. Il piano anti-crisi, illustrato da Berlusconi alla Ue, dissolve i sorrisi ironici di Sarkozy e della Merkel. Ma non risolve i problemi drammatici del Paese. Né sul fronte interno, né sul fronte internazionale. L´Europa chiede decreti legge. L´Italia offre pezzi di carta. L´Europa invoca misure concrete. L´Italia evoca promesse future. Con la sceneggiata di Bruxelles, il Cavaliere compra un po´ di tempo. Ma il tempo, ormai, lavora contro di lui. La lettera inviata ai partner europei sembra l´ultimo atto di un governo morente. Per tre anni e mezzo ha dissipato e tirato a campare, nell´inedia e nell´accidia. E ora, nel suo crepuscolo dannunziano, tenta il «gesto inimitabile», la «bella morte». In quelle undici cartelle c´è infatti un compendio di intenzioni magnifiche e di provocazioni ideologiche. C´è l´elenco minuzioso delle solite «cose fatte» (e puntualmente inattuate, dalla pseudo-riforma Gelmini alla pseudo-riforma Brunetta) e la lista puntigliosa delle cose da fare (e …

"Mo' pure lady Bossi? Ed è mia collega…", di Mila Spiccola

Non se ne può più. 1.Ieri a Ballarò abbiamo appreso che la moglie di Bossi è andata in pensione a 39 anni e adesso è proprietaria di una scuola privata che ha da poco ottenuto qualcosa come 800.000 euro di finanziamento. Meno male che la Lega se la prende con Roma ladrona e con i “mangiapane a tradimento” del sud…Non vorrei star sempre a parlar male delle scuole private, però…la domanda sorge spontanea…la fate voi? 2.Oggi, invece, abbiamo appreso che leghisti e futuristi si sono presi a pugni alla Camera per questo motivo alla presenza di una scolaresca in visita al Palazzo. Poi arrivano in classe e mi dicono: loro sì e noi no? Eppure sono “figure istituzionali”… 3. Sempre a Ballarò la Gelmini si è prodotta in un’altra delle sue performance grammaticali con un “percorrirebbi” degno di Totò, Peppino e la Malafemmina. Ora ci vuole. 4. Arriva la notizia che financo tra i cento quiz distribuiti alla prova d’esame per preside c’erano altri errori e inesattezze. Roba da Guinness. Pioggia di ricorsi e rischio …

"Lettera all'Ue: licenziamenti più facili e uomini e donne in pensione a 67 anni", da unita.it

Licenziamenti più facili per chi ha un lavoro a tempo indeterminato, se servono il governo è pronto a fare nuove manovre correttive, più facili, uomini e donne tutti in pensione a 67 anni. L’inserimento entro la metà del 2012 nella Costituzione del pareggio in bilancio. Sono alcuni dei punti salienti della lettera del governo italiano all’Ue. LA LETTERA: UOMINI E DONNE IN PENSIONE A 67 ANNI Uomini e donne in pensione a 67 anni nel 2026. Lo si legge nella lettera presentata dall’Italia a Bruxelles. DISMISSIONI DA 5 MILIARDI IN 3 ANNI La lettera prevede entro il 30 novembre 2011 dismissioni per 5 miliardi in 3 anni previo un accordo della Conferenza Stato-Regioni. LA LETTERA PARLA DI LICENZIAMENTI E PENSIONI Le agenzie lanciano un’indiscrezione sulla lettera all’Ue: sarebbe previsto il licenziamento per ragioni economiche dei lavoratori a tempo indeterminato. Rilancia la notizia Rainews. Nella lettera italiana, ricevuta all’Ue, si parla anche delle pensioni, motivo di scontri nella maggioranza con la Lega. La lettera d’intenti era stata promessa domenica scorsa ai presidenti Barroso e Van Rompuy …

Bersani. "Berlusconi non ce la farà l'esecutivo-ponte è difficile ma si può votare a dicembre", di Goffredo De Marchis

Possiamo andare a votare a dicembre? «Perché no» è la risposta secca di Pier Luigi Bersani. Con un gruppo di deputati democratici, in un corridoio laterale della Camera, il segretario fa un’analisi impietosa della situazione. Prevede lo show down a brevissimo, «la letterina di Berlusconi può far guadagnare 2-3 giorni». E poi? «Se anche l’Europa dovesse accettare questo accordo minimo, ci penseranno i mercati a darci una bastonata. Ormai i nostri titoli di Stato li comprano solo le banche italiane e la Bce. Che succede se la Banca centrale smette di acquistarli? Come fa a ingoiare un’intesa sul nulla?». Pensa già al dopo, Bersani. «Il governo di transizione sul modello Ciampi sarebbe l’ideale, è un’ipotesi che si rafforza in questo momento. Ma da sempre temo che Berlusconi abbia pronto il lanciafiamme e sia pronto ad usarlo contro il Paese. Quindi è una soluzione non facile. Può nascere un governo Letta. Sarebbe un passo avanti ma dovrebbe fare le riforme. E noi rimarremmo all’opposizione». La terza via è il voto anticipato. Non a marzo, è troppo …

"Pompei, cedono altri due muri. Uno era stato appena ristrutturato", di Luca Del Fra

L’ultimo crollo di Pompei, avvenuto ieri, ha interessato due muretti di recente fabbricazione: uno delimitava la necropoli esterna a porta Ercolano, in via dei Sepolcri, l’altro era un muro di contenimento. Cosa vedrà il commissario Unione Europea Johannes Hahn oggi nella sua visita a Pompei finalizzata a sbloccare il finanziamento di 105 milioni di euro per il sito archeologico? Potrà osservare come oltre ai crolli che si susseguono da quasi due anni di Domus,terrapieni, Scholae e antiche mura, ora vengano giù perfino le costruzioni moderne. L’ultimo crollo di Pompei, avvenuto ieri, ha interessato infatti due muretti di recente fabbricazione: uno delimitava la necropoli esterna a porta Ercolano, in via dei Sepolcri, l’altro era un muro di contenimento. Come nel caso del muro sgretolatosi venerdì, la causa sarebbero le recenti piogge, ma decisiva è l’annosa incuria del sito. La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro certifica non esserci stato «alcun coinvolgimento di strutture di interesse archeologico» ma, bontà sua, in una situazione così tragica qui non si teme di cadere nel ridicolo, visto che «manufatti di recente fabbricazione» …