"Ma questa legge troverà la maggioranza?", di Stefano Lepri
Sono propositi molto ambiziosi, alcuni anche a forte rischio politico, quelli consegnati ieri dal governo italiano alle autorità europee. Ma come può sperare di trasformarli in legge un governo che solo ieri alla Camera è andato in minoranza due volte su questioni di poco peso? Del resto il ministro dell’Economia, che dalla stesura della lettera è stato in buona parte escluso, non è parso tenerne gran conto quando ha parlato ieri mattina alla Giornata del Risparmio. Spicca nei nuovi impegni, ad esempio, una maggiore libertà di licenziamento per le imprese. Il centro-destra tentò già di introdurla nel 2002-2003, quando disponeva in Parlamento di una maggioranza assai ampia, e dovette desistere di fronte a una manifestazione di protesta tra le più vaste mai viste in Italia. Per giunta le parole di Mario Draghi ieri confermano che questa misura non compare tra le richieste dalla Banca centrale europea. Al contrario, appaiono inconsistenti gli impegni sulla previdenza, dove le autorità europee avevano chiesto di fare di più già dal 2012. I requisiti per le pensioni di anzianità, l’onere …
