Tutti gli articoli relativi a: attualità

"L'sos dei giovani contro la crisi", di Mario Pirani

«Improvvisamente tutto ciò che sembrava passato è tornato attuale», scriveva nel 1999, ben 13 anni orsono, Paul Krugman, uno dei più chiaroveggenti economisti americani, chiedendosi se si stava andando verso un nuovo 1929. La sua risposta era affermativa, accompagnata da proposte d´intervento preventivo che non furono ascoltate. L´analisi partiva dalla crisi asiatica e che allora aveva colpito i paesi emergenti di quel Continente, ma anche il Giappone. Taluni, tra i primi George Soros, la lessero come un podromo della crisi finanziaria mondiale, una intuizione giusta ma solo parziale, poiché, scriveva Krugman, «questi eventi sono andati ben oltre i mercati finanziari in sé stessi; anche quando, e se, i mercati finanziari si calmeranno, i reali effetti della crisi – i danni alla crescita, all´occupazione e al tenore di vita – si protrarranno a lungo». Oggi gran parte della previsione si è purtroppo avverata. L´epicentro della deflagrazione è partito, questa volta, da Wall Street e si è esteso, come negli anni Trenta, con effetti sempre più allarmanti, all´Europa. Ormai siamo nel bel mezzo della tempesta, l´insolvibilità dei …

"La scelta che il premier non può più rinviare", di Mario Calabresi

E’ odioso essere commissariati, essere cittadini di uno Stato a sovranità limitata, a cui premier stranieri dettano l’agenda delle riforme e impongono tre giorni di tempo per dare risposte. È irritante assistere ai risolini e agli ammiccamenti di Merkel e Sarkozy quando sentono parlare d’Italia e di Berlusconi: ciò non è accettabile ed è irrispettoso. È umiliante ascoltare che l’Europa ci considera alla stregua della Grecia, anzi – a quanto ci risulta – al vertice di ieri è stato detto che «in questo momento non solo l’Italia è in pericolo, ma è il pericolo». Il rispetto però ce lo si conquista con la credibilità e mantenendo gli impegni e tutto questo a noi manca da troppo tempo. Siamo il malato d’Europa perché il governo è paralizzato e non riesce a indicare una direzione di crescita e riforme. In tutto il Continente, pur tra mille divisioni, si concorda su una cosa: o il premier italiano cambia improvvisamente marcia o – per il bene di tutti – si fa da parte seguendo l’esempio spagnolo. La Stampa 24.10.11 …

"Commissariati da "Merkozy"", di Tito Boeri

Doveva essere il week-end del salvataggio dell´euro e dell´intera costruzione europea. Lo ricorderemo invece per i sorrisi sarcastici di Sarkozy alla conferenza stampa in chiusura del vertice europeo, quando gli è stato chiesto un giudizio sugli impegni presi dal nostro presidente del Consiglio. Lo ricorderemo per gli ammiccamenti fra il presidente francese e Angela Merkel. Lo ricorderemo per il lungo silenzio di quest´ultima di fronte ai dubbi espressi in modo così evidente sulla credibilità di chi rappresenta il nostro Paese. Questo teatrino non solo è umiliante, ma anche ha dei costi per tutti noi: è difficile per chi guarda all´Italia dall´estero scindere le opinioni sul nostro presidente del Consiglio da quelle sulle nostre istituzioni. Ieri il “duunvirato Merkozy” ha operato un netto distinguo tra, da una parte, Grecia e Italia e, dall´altra, gli altri paesi coinvolti nella crisi del debito. Si sono rivolti a Berlusconi e a Papandreou come se fossero loro il problema, come se avessero “la stessa faccia”, e le nostre istituzioni fossero della “stessa razza” di quelle che in Grecia hanno per …

"Obbligo di fazzoletto verde, la Lega vigila Task force per segnalare i «reprobi» senza cravatta o pochette padana", di Marco Cremonesi

Il diavolo, si sa, si nasconde nel dettaglio. E la cravatta verde — anzi: la sua assenza — può diventare un utile strumento per individuare l’eresia. E così, nel Carroccio senza pace, ecco che anche il più classico degli accessori maschili diventa l’occasione per un esame della «padanità» dell’esaminato. Alcuni dei dirigenti leghisti più vicini al clan di Gemonio, da qualche tempo si sono messi a monitorare le trasmissioni televisive in cui compaiono esponenti del Carroccio. Perché troppi di loro si presentano in televisione — e cioè, pubblicamente — senza la doverosa cravatta verde d’ordinanza, con o senza «Sole delle Alpi». Un’assenza che può essere tollerata soltanto in presenza, almeno, di un fazzoletto da taschino di tinta adeguata a ricordare il sogno. La cosa non è ufficiale. Non ci sono comandamenti di partito che abbiano disposto lo screening delle partecipate televisive del Carroccio sotto il profilo dell’abbigliamento. Eppure, chi raccoglie segnalazioni sull’abbigliamento dei leghisti in tivù esiste. I primi reprobi individuati negli ultimi giorni sono l’europarlamentare milanese Matteo Salvini, il deputato Gianni Fava da Mantova, …

"La paga d'oro dei politici siciliani Fino a 10 mila euro per consigliere", di Gian Antonio Stella

«M’ assettu o cunsigghiu e soddi ggià pigghiu», dice una canzone ironica del cantastorie Antonino Caponnetto, in arte BriganTony: mi siedo al Consiglio e soldi già piglio. Tanti, in certe realtà. Fino ai numeri da capogiro di Agrigento o di Palermo, dove un consigliere comunale può arrivare, pare impossibile, a diecimila euro al mese. Lo spiega, in una lettera a Raffaele Lombardo e all’assessore regionale al bilancio Gaetano Armao, l’avvocato agrigentino Beppe Arnone, storico avversario degli abusivi, da sempre vicino a Legambiente. Il sistema delle indennità ai sindaci e agli assessori, come testimoniano i dati dell’Anci, è un caos. Certo, esistono regole di base. Ma poi le disparità da regione a regione possono essere abissali. Per capirci, il sindaco di Bolzano è di gran lunga il più pagato d’Italia, quello di Bressanone prende quasi 1.000 euro in più di quello di Milano e quello di Merano, proporzionalmente agli abitanti, guadagna 77 volte più di Gianni Alemanno. Il nodo di fondo è che le regole generali sono ignorate nelle Regioni a statuto speciale. Dove il diritto …

Il Pd al tempo dei giovani «Unito e con più coraggio», di Maria Zegarelli

A Bologna parte la kermesse di Serracchiani e Civati. «Primarie per i parlamentari, lotta per la legalità e all’evasione, più scuola e una nuova politica». Chi sono? «Innovatori, non rottamatori». Il Pd? «Più coraggioso». Scenografia minimal, niente effetti speciali, il bianco a farla da padrone, unica nota di colore le bandiere del Pd, niente cartelline ma cartoni della pizza per contenere il materiale. Toni sobri e freddo intenso al mattino, che stempera nel pomeriggio, ma sempre piena la tensostruttura in piazza Maggiore a Bologna, dove va in scena la kermesse organizzata da Pippo Civati e Debora Serracchiani, «Il nostro tempo». Sette minuti a testa per gli interventi, ospiti sul palco a coppia e con un tema preciso di cui parlare, una sveglia a dettare i tempi, big e giovani amministratori, dirigenti navigati e esordienti. Quanti sono in platea? Tanti, piene le 1200 sedie, gente in piedi, chi va e chi viene. INNOVATORI NON ROTTAMATORI È una platea che si autodefinisce, attraverso un «instant-pool» innovatrice al 75%, rottamatrice soltanto un po’ (il 5%), che in buona …

"L'Italia che non si arrende", di Claudio Sardo

La credibilità del governo italiano è sotto zero. Il contagio della crisi greca – prodotto anche dal fallimento delle politiche europee – è una minaccia che incombe su di noi, accentuata dalle nostre strutturali debolezze. L’Europa vive un passaggio cruciale, da cui dipenderà il destino della moneta unica e probabilmente dell’intera Unione E in questo passaggio l’Italia non c’è. Non è rappresentata. Il suo premier non facilita il compromesso finale, non cerca di spostare l’asse europeo verso un rafforzamento delle istituzioni comunitarie (come nella storia del nostro Paese): è piuttosto un problema, un interlocutore sgradito, un’incognita che grava sull’intera Europa. Le cancellerie dell’Occidente si domandano come mai una sfiducia così ampia, interna ed esterna, non basti a innescare un ricambio, un rinnovamento. Ma il sistema modellato dalla Seconda Repubblica è così rigido, così strutturato su leadership personali, da consentire a Berlusconi di resistere nel bunker pur avendo contro, non solo le opposizioni, ma tutte le forze sociali e persino buona parte del suo partito. La stessa politica è così screditata da alimentare disillusione e disimpegno: …