Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Lo sberleffo della verità", di Barbara Spinelli

Chi frequenta i summit delle istituzioni europee, e ne conosce le deferenze opportuniste, le verità lente a dirsi, le cerimoniose capricciosità, non dimenticherà facilmente quel che è successo domenica, nella conferenza stampa di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel a Bruxelles. Un giornalista li interroga sulla credibilità di Berlusconi, ed ecco che d´improvviso scoppia un´ennesima bolla, fatta sin qui di illusioni e non-detti: una delle tante, nei quattro anni di crisi che abbiamo alle spalle. La bolla di uno Stato-subprime: debitore di seconda categoria, poco affidabile. Alcuni giudicano disdicevole la sbirciata complice che si sono lanciati l´un l´altro Sarkozy e la Merkel, e umiliante quell´attimo muto, terribile, che ha preceduto l´erompere inaudito della risata, subito echeggiata dai giornalisti presenti. È vero, è stata umiliazione e anche qualcosa di più: un atto di sfiducia che non avanza più mascherata, che si esibisce senza pudori sapendo il consenso mondiale di cui gode. Un assassinio politico in diretta. È difficile ricordare episodi simili, nella storia dell´Unione, e non stupisce che gli autori stessi dell´incredibile gag siano quasi spaventati da …

"Ultimatum Ue: quanto (e come) pagheremo", da unita.it

L’Europa non crede più a Berlusconi e la frase (con risatina annessa) con cui Merkel e Sarkozy hanno liquidato le rassicurazioni del nostro premier è quanto mai esplicita. Sono ormai poche le misure economiche che il governo può adottare per recuperare quel minimo di affidabilità necessario perché i ‘grandi’ d’Europa varino misure a tutela dell’Italia e della stabilità della moneta unica. Non avendo fatto nulla o quasi in questi anni, all’esecutivo non restano che provvedimenti drastici e socialmente molto dolorosi. Ecco le possibili misure in campo: PENSIONI In campo la famigerata riforma delle pensioni. Abolizione della pensione d’anzianità che consentiva, a chi aveva cominciato a lavorare molto giovane, il ritiro anche a chi era ben sotto la soglia dei 60 anni. Con la riforma in campo si punta alla quota 100: chi ha 40 anni di contributi dovrà comunque lavorare fino al sessantesimo compleanno. Per chi, invece, non ha tutti quegli anni di contribuzione, si dovrà aspettare quota 67 anni. La misura “pretesa” dall’Ue prevede anche una tendenziale equiparazione dell’età della pensione degli uomini e …

La manifestazione del 5 novembre sarà una festa di popolo. Sul palco anche Sigmar Gabriel e Francois Hollande

Il 5 novembre a Piazza San Giovanni sarà un grande appuntamento pacifico, un regalo per Roma, un presidio di democrazia. Alla violenza non si può rispondere restringendo lo spazio democratico. Il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani rilancia l’appuntamento per il 5 novembre a Roma in Piazza San Giovanni: “Sarà un grande appuntamento pacifico, una grande festa di popolo, ‘in nome del popolo italiano’”. Per il leader del PD “il modo per rispondere alla violenza non può essere una restrizione dello spazio democratico. Questo – ha aggiunto – sarebbe un grave errore e dimostreremo con la nostra presenza che noi ci rivolgiamo non solo alla nostra gente ma a tutte le associazioni, le persone, i movimenti. Il 5 novembre parleremo della ricostruzione dell’Italia, delle prospettive della democrazia, della possibilità di riprendere un cammino di crescita – ha chiarito ancora Bersani – insomma daremo una parola di fiducia”. E quanto alla partecipazione assicura che “sento montare una grande voglia per questo appuntamento pacifico, di popolo. Sarà anche il nostro regalo a Roma, città Capitale che da …

Crisi: ecco le proposte che servono al Paese

Bersani: “Gli italiani riconquisteranno rispetto e fiducia che meritano. Ma con questo governo niente basterà mai”. Tre anni di politiche dissennate, inique e inconcludenti hanno portato l’Italia dove non sarebbe dovuta stare: nella situazione più esposta, con il Paese che è considerato un pericolo per l’euro e con gli italiani che devono riconquistare il rispetto loro dovuto. Se oggi, con il ritardo che noi abbiamo denunciato da anni, si vuol mettere mano a misure per la crescita, i capitoli sono quelli che abbiamo indicato più volte e che, per larga parte, abbiamo già presentato in Parlamento sotto forma di proposte e disegni di legge e anche di emendamenti condivisi dalle opposizioni alla manovra approvata a colpi di fiducia dalla maggioranza di centrodestra. · Una riforma fiscale che carichi su rendite e evasione per ridurre il peso del fisco su produzione e lavoro, anche anticipando misure immediate contro l’evasione fiscale e di imposizione ordinaria sui grandi patrimoni immobiliari, secondo le proposte che il PD ha presentato concretamente in Parlamento in occasione della manovra di agosto, e …

"Biennale, La Lega ci ripensa in cambio di più soldi all’Arena", di Toni Jop

Mercoledì la commissione cultura della Camera darà il parere (consultivo) sulla nomina di Malgara alla Biennale di Venezia. Dopo lo stop iniziale, la Lega ora è possibilista. Ma chiede al ministro Galan alcune cose…E se invece Malgara, l’uomo di Berlusconi e di Galan, piacesse alla fine anche alla Lega? Stiamo parlando di chi, nelle intenzioni del ministro veneto, dovrebbe sostituire Paolo Baratta alla guida del più prestigioso ente culturale italiano. Quando Galan ha fatto il nome di Malgara, nei giorni scorsi, il paese ha assistito, e anche partecipato, ad una levata di scudi che ancora sta raccogliendo adesioni in ogni ordine delle gradinate di questa tormentata Italia. Non lo vogliono, non è gradito e non perché sia antipatico. Dicono, con molte ragioni, che non sia adatto allo scopo, gli mancano i fondamentali: molto addentro al mercato pubblicitario, cresciuto sfornando con successo cibo per animali domestici, poi patron dell’Auditel, nel 2005 candidato bollito alla presidenza della Rai, ha lo stesso rapporto con il mondo e la produzione culturale cheun leghista ha con il Risorgimento. Ma lui …

«Una scena impietosa Italia ridicolizzata per colpa del governo», di Andrea Carugati

L’europarlamentare Pd: «ll nostro Paese avrebble possibilità per farcela. Questo governo ci costringe a combattere con le mani legate, senza idee credibili». Quella di Merkel e Sarkozy è una risata molto amara per il nostro Paese. L’Italia viene messa alla berlina dall’Europa, ma non merita tutto questo. Nessuno può offendere l’Italia in questo modo», dice David Sassoli, capodelegazione Pd al parlamento europeo. I due leader hanno sorriso in risposta a una domanda sulle rassicurazioni offerte da Berlusconi sulla crisi… «Quella risata è una fotografia impietosa, e la cosa che fa più rabbia è che il nostro Paese avrebbe tutte le possibilità per farcela, mentre questo governo ci costringe a combattere con le mani legate, senza un’idea, una proposta. Spero che gli italiani esprimano la giusta dose di rabbia per tutto questo…». C’è un ultimatum all’Italia. «La situazione è drammatica e la riunione del Consiglio europeo lo ha consacrato. Siamo in una guerra, davanti ad un’Europa, quella di Merkel e Sarkozy, che presenta anche un volto egoista. L’Italia avrebbe tante buone ragioni da spendere, anche di …

Barroso a Berlusconi: "Il modello è Zapatero", di Amedeo La Mattina

Lo avevano avvertito sabato sera, alla cena del Ppe. Attento presidente, Merkel, Sarkozy, Barroso e Van Rompuy saranno duri, molto duri. Ti diranno che «il problema sei tu» e la tua capacità politica di affrontare le questioni che ti pongono in Europa, di tenere fede agli impegni, di fare le riforme. Anche di assicurare l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2013. In sostanza ti diranno, in maniera indiretta, che dovresti dimetterti. Solo così l’Italia potrà riprendere quota. Di fronte a queste anticipazioni, che gli sono arrivate da fonti diplomatiche, Berlusconi è andato in escandescenza: «Ma questa sarebbe un’ingerenza inammissibile! Hanno deciso di farmi la guerra? Vediamo se sono capaci di dirmelo in faccia!». Quello che ieri è andato in scena davanti ai giornalisti, con le parole e i sorrisini di Merkel e Sarkozy, certifica come Berlusconi non venga considerato all’altezza della sfida. Nei colloqui a margine del vertice Ue il presidente francese e la cancelliera tedesca non hanno chiesto al Cavaliere di mettersi da parte. Ma hanno espresso a più riprese la loro grande …