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L’Europa boccia Berlusconi «Ora servono nuove misure», di Laura Matteucci

È «urgente e importante» una «tempistica concreta» sull’adozione delle misure per la crescita, con obiettivi e scadenze «dettagliati». La lettera della Bce non è bastata, l’Italia era e resta un sorvegliato speciale. Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto quantomeno discutere il decreto Sviluppo, e invece non s’è nemmeno riunito (ma del resto il decreto «non è urgente», come è riuscito a dire Berlusconi), l’Europa torna a incalzare l’Italia e a sconfessarne il presidente del Consiglio. Con il richiamo del commissario agli Affari economici Olli Rehn, la Ue «prende atto dello slittamento del decreto», rinvio che evidentemente vede con preoccupazione, e chiede al governo chiarezza sulla politica di bilancio e forti misure per lo sviluppo «con la massima urgenza». Perchè l’Italia ha bisogno di «riforme strutturali oltre al consolidamento di bilancio, per liberare il potenziale di crescita e per la creazione di posti di lavoro »: la mancanza di crescita «è il suo tallone d’Achille». Tutta l’Europa è in pressing su Roma: soprattutto Germania, Francia e Olanda attendono indicazioni precise in occasione …

"Anche l’esercito dice basta a Berlusconi", di Gianni Del Vecchio

Non basta il caos politico, contro il governo anche le organizzazioni di rappresentanza dei militari. Quella appena finita è forse la settimana più brutta per il governo e la maggioranza che lo sostiene. Almeno da un punto di vista elettorale. Il bacino di voti che negli ultimi anni ha premiato Pdl e Lega si sta pian piano prosciugando. Lunedì a Todi il mondo cattolico si è riunito per discutere del post Berlusconi; martedì Confindustria e gli imprenditori hanno ribadito che per il premier il tempo è scaduto; sempre martedì i poliziotti sono scesi in piazza per protestare contro i ripetuti tagli di Tremonti. Giovedì e venerdì infine sono state le giornate di militari e carabinieri: hanno detto basta a questo esecutivo e soprattutto all’ipocrisia dei suoi componenti. Fa impressione il duro attacco venuto dal Cocer interforze, un organismo che rappresenta gli interessi e le esigenze dei militari dell’esercito, della marina e dell’aeronautica (una sorta di sindacato delle forze armate). Nel comunicato si spera addirittura nel crollo dell’esecutivo: «Giudichiamo fallimentare la gestione del sistema di difesa …

"Islamismo e petrolio", di Lucio Caracciolo

L´esecuzione di Gheddafi sarà forse l´inizio della fine della rivoluzione libica. Forse. Di certo è una tappa importante della controrivoluzione geopolitica pilotata dalle petromonarchie del Golfo e dagli islamisti. Ossia dagli esclusi della prima ondata insurrezionale che dal 17 dicembre 2010 ha scosso il Nordafrica, a partire dalla Tunisia e dall´Egitto. Sisma percepito con terrore dall´Arabia Saudita e dai suoi satelliti nel Golfo. Regimi assolutisti che sposano il pubblico purismo islamico (di rado praticato in privato) al vincolo strategico con l´America, fondato sullo scambio fra energia araba e asset militari a stelle e strisce rivolti contro l´arcinemico comune: l´Iran. Dopo il panico, la prima profilassi sotto specie di pioggia di dollari: quasi duecento miliardi elargiti pronta cassa dal re saudita ai suoi grati sudditi, varie decine dagli emiri del Golfo. Ma due eventi chiave marcano quasi contemporaneamente l´avvio della controrivoluzione: l´invasione saudita del Bahrein e la guerra per rovesciare Gheddafi, erratico nemico di Riyad e di quasi tutti i regimi arabi, oltre che degli islamisti. Il 12 febbraio le truppe saudite entrano a bandiere spiegate …

"Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci", di Nicoletta Cottone

Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci. La Corte Costituzionale, decidendo sul caso Stancanelli, senatore del Pdl e sindaco di Catania, ha bocciato la legge 60/1953 nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un comune con più di 20mila abitanti. Con la sentenza 277/2011, (presidente Alfonso Quaranta, giudice redattore Paolo Grossi), è stata, dunque, dichiarata «l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (Incompatibilità parlamentari), nella parte in cui non prevedono l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti». La vicenda nasce dal ricorso di un elettore A sollevare la questione dinanzi alla Consulta è stato il Tribunale civile di Catania, al quale un elettore, Salvatore Battaglia, aveva fatto ricorso. Candidatosi a sindaco di Catania nel giugno del 2008, quindi dopo essere stato eletto due mesi prima senatore del Pdl, Raffaele Stancanelli aveva mantenuto il doppio incarico. Vale per tutti i parlamentari divenuti sindaci di grandi città …

Dopo Gheddafi

L’epilogo di sangue deve diventare oggi il prologo di una nuova stagione che mette in capo al governo transitorio la grande responsabilità della ricostruzione materiale, civile e politica. E quella della necessaria pacificazione. Le crude immagini dell’esecuzione del colonnello Gheddafi chiudono la prima fase della rivoluzione/guerra di Libia. Si tratta di un epilogo tragico, purtroppo ampiamente prevedibile dopo gli inviti del Segretario di Stato americano Hillary Clinton di 48 ore fa a prendere il Rais “vivo o morto” e dopo la scelta del CNT di mettere una taglia cospicua sulla testa dell’uomo. Avremmo preferito un Tribunale Internazionale dove giudicare il dittatore responsabile di tanti massacri, ma il gorgo della violenza generata ha scelto la scorciatoia della giustizia sommaria. E non ci sono piaciute – senza amore di polemica spicciola – le dichiarazioni di alcuni esponenti del governo italiano, passati con indifferenza dal baciamano allo sberleffo, secondo la peggiore delle tradizioni patrie. L’epilogo di sangue deve diventare oggi il prologo di una nuova stagione che mette in capo al governo transitorio la grande responsabilità della ricostruzione …

La politica non negozia i valori ma la convivenza

Confronto pubblico tra Bersani e monsignor Fisichella. Bersani ai cattolici: “Serve accumulo di risorse morali, non un partito. Facciamo un’agenda italiana sui temi etici”. “La politica non deve negoziare i valori etici o religiosi ma deve dare soluzioni concrete ai problemi, occupandosi della ‘convivenza’ ed evitando scelte ‘divisive’ che nuocerebbero a un Paese già spaccato”. Lo ha detto il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, durante un confronto pubblico con monsignor Rino Fisichella. Al confronto, svoltosi in via della Conciliazione, era presente il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, e numerosi prelati che hanno applaudito Bersani. Il tema del confronto era la “laicità e Vangelo”, e prendeva spunto dal recente libro dello stesso monsignor Fisichella dedicato alla nuova evangelizzazione. Bersani ha convenuto sul fatto che “la laicità non è semplice neutralità perchè senza alcuni valori comuni non esisterebbe convivenza. E il primo di questi valori comuni – ha spiegato – è che l’uomo non è solo natura, l’uomo non è solo un grumo di cellule”. Toccando poi i temi bioetici Bersani ha aggiunto: “Sono convinto …

"Per non dimenticare", di Maria Cecilia Guerra

L’avevamo chiamata legge “ad aziendam” e questa definizione è stata fatta propria dalla stampa. Ci riferivamo alla norma contenuta nel decreto legge “incentivi” (n. 40/2010), che permetteva una rapida definizione delle controversie tributarie pendenti da oltre dieci anni per le quali l’amministrazione finanziaria fosse risultata soccombente nei primi due gradi di giudizio. Il contribuente poteva estinguere la controversia che lo riguardava, pagando un importo pari al 5 per cento del suo valore (riferito alla sola imposta oggetto di contestazione in primo grado, senza tenere conto degli interessi, delle indennità di mora e delle eventuali sanzioni). L’avevamo chiamata “ad aziendam” perché le condizioni richieste per accedere alla sanatoria si attagliavano alla perfezione a un importante contenzioso pendente in Cassazione che riguardava la Mondadori. L’imposta dovuta dall’azienda editoriale era pari a 173 milioni. Se si aggiungono interessi, indennità di mora e sanzioni, si trattava, secondo la stampa, di una somma di circa 350 milioni di euro. Grazie alla norma citata la controversia si è chiusa con il pagamento di 8,6 milioni. Marina Berlusconi, Presidente di Mondadori ha …