Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Il ritorno di Karl Marx nel cuore di Wall Street", di Paul Krugman

NON sappiamo ancora se i manifestanti del movimento Occupy Wall Street imprimeranno una svolta all’America. Di certo, le proteste hanno provocato una reazione incredibilmente isterica da parte di Wall Street, dei super ricchi in generale. E di quei politici ed esperti che servono fedelmente gli interessi di quell’un per cento più facoltoso. Questa reazione ci dice qualcosa di importante,e cioè che gli estremisti che minacciano i valori americani sono quelli che Franklin Delano Roosevelt definiva i monarchici economici (“economic royalists”) non la gente che si accampaa Zuccotti Park. Si consideri, innanzi tutto, come i politici repubblicani abbiano raffigurato queste piccole, anche se crescenti dimostrazioni, che hanno comportato qualche scontro con la polizia – scontri dovuti, pare, a reazioni esagerate della polizia stessa – ma nulla che si possa definire una sommossa. Non c’è stato nulla, finora, di paragonabile al comportamento delle folle raccolte dal Tea Party nell’estate del 2009. Ciò nonostante, Eric Cantor, leader della maggioranza alla Camera, ha denunciato degli «assalti» e «la contrapposizione di americani contro americani». Sono intervenuti nel dibattito anche i …

"L’euro va salvato è un pilastro per tutto il mondo", intervista a Romano Prodi di Fabio Martini

Romano Prodi scandisce i giudizi con la nettezza di chi è informato direttamente e da fonti privilegiate sui grandi fatti del mondo. Il consolato franco-tedesco in Europa: «Un disastro, perché spinge alla diffidenza gli altri paesi e umilia gli organismi comunitari». Il rinvio del vertice europeo? «Può essere un bene, perché meglio rinviare di una settimana e preparare un accordo forte piuttosto che partorire il solito vertice deludente». Il senso della partita che si sta giocando: «Dopo anni gli Stati Uniti, da qualche giorno hanno capito che se crolla l’euro, è un disastro per tutti». Chiamato in tutto il mondo per tenere conferenze e lezioni – ieri era Barcellona – commentatore della tv cinese, un insegnamento negli Stati Uniti, un incarico Onu, l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi si tiene aggiornato, anche se aspetta con un pizzico di curiosità il suo ritorno sulla tv nazionale, fissato per questa sera su «la 7»: «Sono passati 20 anni dalle lezioni di economia sulla Rai, ma sembra passato un secolo, oggi non sopportano più gli interventi lunghi. …

"Se il potere esige la privacy", di Carlo Galli

La maggior parte dei goffi tentativi di rendere accettabile l’inaccettabile legge-bavaglio si fonda sull’argomento liberale della privacy, cioè della tutela della vita privata del cittadino. Ma si tratta di una mistificazione. Lo dimostra un’analisi non ideologica. Lo dimostra una valutazione non dogmatica ma storica e politica del liberalismo. È una mistificazione che nasce dall’identificazione di Berlusconi con “il cittadino”, ovvero dall’omissione, voluta e consapevole, dell’elemento del potere, dei rapporti di potere; omissione che è appunto l’essenza dell’ideologia. La privacy – insieme all’habeas corpus di cui è una conseguenza – è stata infatti progressivamente elaborata, in età moderna, per affermare l’autonomia e l’autocontrollo del cittadino, il suo dominio su se stesso, per consentirgli, insomma, di difendersi dal potere; per istituire uno spazio fortificato, e ben presidiato dalla legge, che custodisce la prima libertà moderna: la vita del singolo. Ma questa affermazione di libertà si inserisce in una lotta fra popolo e governi assoluti, e non si esaurisce in se stessa; fa parte di una più ampia rivendicazione di trasparenza e di pubblicità del potere, delle sue …

"Le crepe della Lega", di Michele Brambilla

Fa quasi tenerezza Marco Reguzzoni quando definisce «enfatizzazioni giornalistiche» i resoconti sulla protesta della base leghista di Varese. Per essere più convincente, Reguzzoni aggiunge che «tra l’altro la stampa non era nemmeno presente». È un’aggiunta infelice che trasforma la smentita in una conferma. Certo che i giornalisti non c’erano: ma non c’erano perché i capataz della Lega non li avevano fatti entrare. E per quale ragione non li avevano fatti entrare, se non per il timore che vedessero l’invedibile, e cioè Bossi contestato a casa sua? «Mi creda – ci confida un esponente leghista che domenica era in sala -, quello che hanno pubblicato i giornali non è enfatizzato, al contrario è riduttivo». Amministratori locali, militanti e semplici iscritti hanno urlato il loro dissenso contro un congresso provinciale che – alla faccia dell’autodeterminazione dei popoli – è sembrato degno di un Politburo. Bossi ne è rimasto sconvolto. Anche perché è stata una protesta spontanea, non organizzata: anzi l’ordine dei colonnelli dissidenti era quello di «non fare casino». E così, la giornata di domenica scorsa potrebbe …

"La diplomazia delle gaffe, di Filippo Ceccarelli

«NON facciamoci riconoscere» si diceva nei tempi antichi della modestia, della prudenza e del riserbo, preziosissime virtù in politica estera. Un oscuro affanno, invece, un ego smisurato e un impulso istrionico senza freni spingono da sempre il presidente Berlusconia farsi riconoscere nella cerchia dei Grandi come il più grande simpatico di tutte le epoche – con i risultati che si vedono oggi. Così, per restare agli ultimi mesi, varrà giusto la pena di ricordare che a Deauville il Cavaliere ha bloccato Obama rovesciandogli addosso i suoi impicci politici e giudiziari. Poi a Villa Madama, avendo al fianco il premier Netanyahu, si è consentito il divertimento di reinterpretare il Parnaso di Appiani, dipinto nel 1811, all’insegna del bunga bunga: «Quello là sono io e questo rappresenta Mariano Apicella»; quindi ricevendo a Palazzo Chigi una delegazione cinese che gli aveva recato in dono un pregiatissimo vaso, il presidente italiano – ooops! – ha fatto finta di farselo cadere di mano, suscitando viva e cortese ilarità, e aggiungendo poi, quando se n’erano andati: «Mi hanno promesso che me …

Incidenti sul lavoro. Non abbassare mai la guardia

“La 61esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, ci pone davanti ad uno dei problemi più seri e drammatici del nostro Paese”, ha commentato il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani. “Come ha giustamente detto il Presidente Napolitano, non possiamo abbassare la guardia. E’ inaccettabile che in Italia ogni giorno muoiano in media tre persone a causa del lavoro. L’ultima, drammatica, strage accaduta a Barletta chiama tutti noi ad un’assunzione di responsabilità. Occorre riportare non soltanto il lavoro, ma la dignità del lavoro alla dimensione che le è dovuta. La crisi non può essere considerata un scusa per non agire – ha proseguito Bersani – anche perché questa crisi economica può essere risolta solo da un punto di vista etico, riportando al centro la persona”. Il Segretario democratico ha condiviso le riflessioni che vengono dalla parte più consapevole del mondo imprenditoriale, cosciente che “solo superando le nostre arretratezze, potremo riprogettare un nuovo modello economico più moderno e rispettoso dei diritti delle persone, e partendo da qui, le forze imprenditoriali potranno incontrare le …

"Spintoni e tessere strappate. Critiche al leader: basta capetti", di Marco Cremonesi

«Per il bene della Lega, dichiaro Maurilio Canton segretario…». Andrea Gibelli, negli scomodissimi panni di presidente dell’assemblea, non riesce a finire la frase. Perché la platea del congresso varesino esplode in un coro duro, insistito: «Voto, voto, voto». L’inimmaginabile accade, l’inaudito si verifica: Umberto Bossi è contestato apertamente nella sua Varese, culla del movimento e cuore di Padania. Il capo minimizza: «Ho visto in seconda, terza fila dei fascisti…». Ma difficilmente ricorderà il congresso provinciale di ieri come una tra le pagine migliori del Carroccio: addirittura, tra alcuni militanti si arriva al contatto fisico. E se la rissa, sfiorata, non esplode, di certo un partito sotto choc ha poco da festeggiare. Sono in molti coloro che sottoscriverebbero l’amarezza del sindaco di Castronno varesino, Mario De Micheli, all’uscita dal congresso: «È il giorno più brutto da quando sono in Lega». Un delegato esce a grandi passi dal congresso: «La tessera, questa volta, la brucio». Alla fine, certo, Umberto Bossi porta a casa il risultato. Riesce a far nominare il segretario da lui prescelto per Varese. Eppure, …