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Dopo “forza gnocca” ora c'è “forza condono”

Nonostante le smentite di facciata, l’ipotesi di un condono tombale cresce all’interno della maggioranza. Cicchitto afferma che le polemiche non lo intimidiscono ma non sa bene quale sia l’effetto del condono. Letta: “E’ risibile pensare che sia lo strumento per abbattere il debito”. Fassina: “Si umiliano lavoratori e imprenditori che, nonostante la crisi, continuano a fare faticosamente il loro dovere”. Ora non si capisce se è una questione di implosione personale di Berlusconi o di esplosione della sua maggioranza. Ogni giorno, incuranti delle sorti e delle difficoltà in cui versa il Paese, il premier e i suoi compagni di merenda continuano a giocare a “buoni e cattivi” sorretti dalla solita stampa di famiglia che tira fuori dossier e accuse verso il traditore quotidiano. La questione del nuovo condono tombale è l’ennesimo esempio lampante. Nonostante le smentite di Palazzo Chigi (una in più, una in meno, non si riescono più a contare), i veti da parte della Lega e la contrarietà del ministro del Tesoro, il tema condono resta all’ordine del giorno. Il capogruppo Pdl alla …

"Basta condoni sono una truffa", di Gian Antonio Stella

Sul promontorio di Capo Vaticano, che Giuseppe Berto definì «uno dei luoghi più belli della Terra», svettano due ville «transgeniche». I proprietari hanno scavato due enormi buche, ci hanno costruito dentro il pavimento e le pareti e chiesto il condono: vasche di irrigazione. Poi, tolta l’acqua, rimossa la terra intorno, aperte le finestre, ci hanno piazzato sopra un tetto et voilà : due ville. Uno Stato serio le butterebbe giù con la dinamite: non prendi per il naso lo Stato, nei Paesi seri. Da noi, no. Anzi, nonostante sia sotto attacco da anni l’unica ricchezza che abbiamo, cioè la bellezza, il paesaggio, il patrimonio artistico, c’è chi torna a proporre un nuovo condono edilizio. L’ha ribadito Fabrizio Cicchitto: «Se serve si può mettere mano anche al condono edilizio e fiscale. L’etica non si misura su questo ma sulla capacità di trovar risorse per la crescita». Ricordare che lui e gli altri avevano giurato ogni volta che sarebbe stata l’«ultimissimissima» sanatoria è inutile. Non arrossiscono. Ma poiché sono trascorse solo sei settimane dalle solenni dichiarazioni berlusconiane …

"Legge-bavaglio, cinque anni di guerra per coprire gli scandali del Cavaliere", di Massimo Giannini

Potente e minacciosa, la forza di fuoco dispiegata nelle ultime settimane dal presidente del Consiglio sulle intercettazioni. «Voi parlamentari approvate al più presto la legge: la situazione attuale non è da Paese civile» (Agi, 6 ottobre). «Vi è un’urgenza a cui abbiamo il dovere di rispondere… Il cittadino alza il telefono e sente di poter essere controllato: è intollerabile, è un sistema barbaro a cui dobbiamo mettere fine» (Ansa, 7 ottobre). Silvio Berlusconi prepara con queste parole, scagliate come pietre contro i pm, il prossimo «giorno del giudizio». Giovedì la Camera voterà la legge-bavaglio, dalla quale può dipendere la sopravvivenza del suo governo. Il premier cerca di dimostrare l’indimostrabile: quella sulle intercettazioni non è la «sua» guerra, ma deve essere la guerra di tutti gli italiani che hannoa cuore la libertà. È l’ennesima, disperata torsione del principio di verità. È la pretesa di impunità spacciata per diritto alla privacy. Non è un teorema giornalistico. Sono i nudi fatti di questi ultimi cinque anni. Ogni volta che Berlusconi ha forzato la mano alla sua maggioranza e …

"Siamo tutti prigionieri del Cavaliere", di Marcello Sorgi

Incredibile quanto si vuole, la situazione è questa: a diciott’anni dalla scomparsa della Dc, le sorti del governo, ogni giorno di più, dipendono da un gruppetto di democristiani, che vorrebbero democristianizzare Berlusconi. Per chi ha ancora memoria della Balena bianca, la domenica di ieri ha avuto uno strano effetto déjà-vu: riuniti a Saint-Vincent, grosso modo nello stesso periodo e nello stesso luogo in cui si riunivano sempre i seguaci della corrente di Donat-Cattin, i nuovi Dc hanno cercato in tutti i modi di convincere il democristianissimo e contrarissimo segretario del Pdl Alfano che il Cavaliere deve trovare il coraggio di dimettersi, aprire la crisi, e magari ricandidarsi alla guida di un Berlusconi-bis per il fine legislatura. Che poi le probabilità per il premier di succedere a se stesso siano minime e le possibilità di aprire un negoziato sui posti e sul programma inesistenti, i Dc non lo danno per inteso. Per loro infatti la crisi non sarebbe che una delle tante, decine e decine, vissute ai bei tempi della Prima Repubblica. E che alla fine …

"Morti bianche e invisibili", di Ilvo Diamanti

Sono passati pochi giorni dalla tragica morte di cinque ragazze, travolte dal crollo di una palazzina, a Barletta. Nel sottoscala, dove le vittime lavoravano “in nero”. nche se ci si ostina a chiamarle morti “bianche”. Per sottolineare come a provocarle non sia l´intervento diretto di qualcuno. Ma, perlopiù, l´assenza di norme e strumenti di prevenzione nei luoghi di lavoro. Con il rischio di svalutare il fenomeno mentre lo si nomina. Le morti “bianche” evocano, infatti, morti minori. Di persone minori. Senza identità. Ieri, giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro, Napolitano ha ammonito a non abbassare la guardia su questo tragico fenomeno. Che, nel 2010, ha causato circa 1000 vittime. Poco meno di tre al giorno. Una strage. Che, tuttavia, non fa notizia se non quando le vittime sono molte. Come a Barletta, la settimana scorsa. Come alla Thyssen-Krupp, dove, nel 2007, morirono sette operai. Bruciati vivi. Se non muoiono in tanti, insomma, diventano invisibili. Sperduti nella cronaca nera – o meglio, bianca. Niente a che vedere con un omicidio avvenuto in famiglia, tra …

"Gli illusionisti al tramonto", di Curzio Maltese

L´anziana volpe e il malandato gatto che fingono di governare l´Italia nella bufera delle crisi si dimostrano ogni giorno più separati dalla realtà. Silvio Berlusconi è appena tornato dai bagordi russi per il compleanno dell´amico Putin e ritrova sul tavolo di lavoro le cifre di un dramma economico che non ha né la capacità né la voglia non si dice d´affrontare, ma neppure di riconoscere. Da molto tempo l´agenda dei problemi del Paese non coincide con quella del premier, peraltro affollata di numeri di telefono di escort e pregiudicati. Umberto Bossi si muove ormai circondato da una corte di parenti, carrieristi e questuanti, il cosiddetto “cerchio magico”, che gli nasconde dalla visuale i fatti concreti. A cominciare dai profondi e crescenti malumori della base leghista. Ieri il fondatore del movimento è stato addirittura contestato a Varese, come dire la culla del bossismo, che oggi è diventata l´epicentro dello scontro fra le due leghe. Quella che vuole morire berlusconiana, incarnata da Bossi e dalla sua corte, e l´altra guidata da Maroni e già proiettata nel dopo …

""Non consegnerò l'Expo alla mafia” Pisapia cambia le regole degli appalti", di Alberto Gaino

Il primo appalto di Expo 2015, 90 milioni di euro per la pulizia dei terreni, è stato vinto con un ribasso del 47% sulla base d’asta. La cosa mi ha molto colpito: o ci si è sbagliati nella valutazione dei costi del lavoro o l’offerta vincente è stata davvero anomala. Ne ho parlato con Sala, l’ad di Expo, e abbiamo deciso di cambiare le regole dei bandi di gara». Al seminario sulle «Mafie al Nord» organizzato a Torino da Libera, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, porta la sua preoccupazione per la penetrazione della criminalità organizzata negli appalti per le grandi opere, in cima alle quali, ora, c’è l’Expo. Per riscrivere le regole degli appalti si è affidato ad un pool di esperti. Ma ci sono anche altri piani su cui Pisapia vuole lavorare. «Stiamo approntando una task force – dice ancora che incroci tutti i dati disponibili per arrivare alle ricchezze che non hanno spiegazioni. Le ultime normative consentono ai Comuni di incassare il 100% delle multe per evasione fiscale cui si sia pervenuti sulla …