Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Lasciamo subito il neo liberismo", di Stefano Fassina

«Abbiamo, noi qui, in Italia, parlato in questi tre anni il linguaggio della verità? Lo abbiamo fatto abbastanza, tutti noi che … abbiamo responsabilità nei rapporti con le giovani generazioni?» chiedeva il Presidente Napolitano, nel suo intervento al Meeting di CL a Rimini, a fine agosto scorso. Era rivolto a tutte le classi dirigenti italiane. Non soltanto alle forze politiche di governo e di opposizione, ma alle classi dirigenti della cultura, dell`economia, delle istituzioni. La domanda era, ovviamente, retorica. La risposta era, altrettanto ovviamente, negativa. È trascorso un mese, la situazione si è aggravata, ma l`accorato invito del nostro Presidente non ha trovato ascolto. Il dibattito pubblico continua ad essere lontano dalla realtà. Così, dopo la fase della deresponsabilizzazione dalle scelte politiche compiute con le “manovre” («lo chiede l`Europa»), da un paio di settimane il ritornello è: dopo il risanamento, la crescita. È una insopportabile litania. Finanza pubblica ed economia reale non sono universi paralleli. Allora, affermiamo una scomoda verità: date le scelte di politica economica compiute nell’area euro e a livello nazionale, ossia l`austerità …

Sfiducia a Romano, Berlusconi ordina la Lega obbedisce

Respinta dalla Camera la mozione contro il ministro delle Politiche agricole. Soro: “Allontanare l’ombra della mafia dal Governo”. Con 294 voti a favore e 315 contro, la Camera ha respinto la mozione di sfiducia presentata dal Pd contro Saverio Romano, ministro delle politiche agricole, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Si è trattato di una seduta a tratti nervosa, di cui vale la pena di ricordare la dichiarazione di voto di Sebastiano Fogliato a nome della Lega: l’esponente del Carroccio ha infatti eluso di fatto l’argomento per cui i deputati sono stati chiamati ad esprimersi, preferendo elencare tutte le richieste del suo partito in materia di politiche agricole a…Romano stesso Per Daniele Marantelli, deputato del Pd, nessuna sorpresa: ‘In tre anni la Lega ha votato tutti i provvedimenti imposti da Berlusconi: lodo Alfano, legittimo impedimento, salvataggio di Cosentino, sostegno alla cricca della Protezione Civile. Rospi da ingoiare in cambio del federalismo. Invece le manovre del governo hanno strangolato comuni e regioni e fatto abortire il federalismo fiscale. Però, su ordine di Berlusconi, la Lega …

"Basta curare i malati terminali", di Andrea Malaguti

Londra, 37 studiosi: non si deve spendere per medicine inutili nelle ultime settimane di vita. Spaventati dalla spirale fuori controllo dei costi per la cura dei tumori, un gruppo di 37 studiosi di tutto il mondo, guidati dal professor Richard Sullivan del King’s College di Londra, ha pubblicato su «Lancet Oncology» i risultati di una ricerca di dodici mesi che sta agitando la comunità scientifica internazionale. Il senso è semplice: ogni anno circa 12 milioni di persone ricevono una diagnosi di cancro. E la cifra potrebbe salire a 27 milioni entro il 2030. I costi dei trattamenti arrivano in questo momento a 893 miliardi di dollari e solo in Gran Bretagna la spesa per le terapie oncologiche è passata dai due miliardi di sterline del 2002 ai cinque di oggi. Statistiche che agitano il professor Sullivan. «Andiamo incontro a una crisi inimmaginabile». Perfetto. Ma qual è il sottotesto di un’affermazione del genere? Seduto in uno studio gelido della «Bbc», un fondale neutro alle spalle, il professore, un uomo duro, belloccio, disabituato a sorridere, recita a …

Gli immigrati alla seconda un po´ italiani e un po´ no", di Vladimiro Polchi e Giancarlo Bosetti

Sono due le identità che le seconde generazioni di immigrati musulmani sentono come proprie, quella di origine e quella di destinazione, ma sono due anche le Italie che risultano da questa indagine sociologica di Abis: due Italie più lontane tra loro di quanto non siano lontane la nostra penisola dalla costa maghrebina. La prima Italia, quella dove arrivarono i padri di questi ragazzi e ragazze, era accogliente, ricca, e più che ricca, in crescita; la seconda, dove si trovano ora, è chiusa, un po´ razzista e, più che povera, in declino. Quando i genitori varcavano le nostre frontiere, magari negli aeroporti con il visto turistico, o in auto da Trieste, mescolati al ritornovacanze, o avventurosamente via mare, noi eravamo comunque “Lamerica”, di cui al celebre film di Amelio, intravista nebulosamente nelle pubblicità di Rai Uno («e mia mamma – dice qui una ragazza – guardava la tv anche per imparare bene la lingua»), adesso l´Italian dream lascia il posto a pensieri grigi, anche se i giovani cresciuti qui si sono intanto affezionati, si sentono italiani, …

"Senza le donne non c'è cambiamento", intervista a Roberta Agostini di Maria Zegarelli

La coordinatrice delle Democratiche: «Spetta a noi costruire il futuro. C`è bisogno di una nuova cultura politica e di una vera democrazia paritaria». Le parole che non vorrei più sentire pronunciare da un politico? Non ci ho pensato, mi vengono in mente quelle che vorrei si pronunciassero più spesso». Roberta Agostini, 42 anni, laurea in Filosofia, consigliere provinciale nonché coordinatrice nazionale delle Donne Democratiche, preferisce partire da quello che ci vorrebbe per rinnovare non solo la classe dirigente politica, ma la «cultura politica stessa». Va bene, allora partiamo da ciò che vorrebbe sentire più spesso quando i politici parlano. «Mi piacerebbe si usasse più spesso la parola “partecipazione” e che si partisse da qui per aprire una stagione di riforma delle istituzioni democratiche. Mi piace molto anche la parola “capacità”, diversa da “merito”, perché è sulle capacità delle persone che dobbiamo saper investire per costruire una società solidale. Un` altra parola che mi piace molto è “relazione”: ci arriva dal movimento delle donne e mai come ora è attuale. E’ soltanto insieme agli altri che …

"L'evasione brucia anche i talenti", di Alberto Bisin

La questione dell’evasione fiscale in Italia torna periodicamente ad essere centrale nella discussione politica. Si prospettano tuoni e fulmini contro gli evasori, si stimano entrate stratosferiche nelle casse pubbliche come conseguenza di rinnovati sforzi alla lotta all’evasione, e poi nulla succede: gli evasori evadono e i lavoratori dipendenti pagano. La battaglia all’evasione è ovviamente prima di tutto una battaglia di giustizia, equità, e anche di civiltà, nel senso che è difficile fondare una società civile su una distribuzione così eterogenea del carico fiscale come in Italia. Stime più o meno accurate danno un sommerso in Italia dell’ordine del 26% del Prodotto interno lordo. Detto questo, compito di un economista è cercare di andare oltre le questioni etiche e se possibile valutare l’impatto di politiche economiche vere o presunte. A questo proposito vari economisti, tra cui io stesso su queste colonne e Michele Boldrin su «Il Fatto», hanno provato a portare l’attenzione del dibattito sul fatto che l’evasione fiscale si colloca, nel nostro Paese, nel contesto di una elevatissima pressione fiscale, e che questo implica che …

"Il sud abbandonato. La disoccupazione fa scappare i giovani", di Marcella Ciarnelli

Il Mezzogiorno è sempre più lontano dal resto del Paese. E rischia di esserlo sempre di più, tanto più se i piani per il Sud del governo continueranno ad essere sempre e solo enunciazioni di principio. L’amara analisi la fornisce lo Svimez, l’Istituto che «fornisce da lungo tempo il più significativo appuntamento periodico di ricapitolazione e confronto sullo stato del Mezzogiorno »come ha detto il presidente della Repubblica che, davanti a numeri che forniscono la riprova che «la principale incompiutezza dell’unificazione dell’Italia è il persistente divario tra Nord e Sud» e che hanno in sé un’indicazione precisa che Napolitano rende esplicita: «Senza la valorizzazione del Sud non ci può essere crescita». LE DONNE Eccolo il Mezzogiorno tratteggiato dallo Svimez: nuova immigrazione, un tasso di disoccupazione reale che è al 25 per cento, neanche un giovane su tre ha un lavoro, e per le donne va ancora peggio dato che tre su quattro sono costrette a restare a casa. Nonostante l’impegno nello studio e a cercarsi un’occupazione. Un’area a rischio “tsunami demografico”, in cui nel 2050 …