«Non c’è un nuovo partito», di Mariantonietta Colimberti
Parlano Bindi, Letta, Fioroni, Garofani. L’impressione è che questa volta le parole di Angelo Bagnasco siano arrivate con tutta la forza che lo stesso presidente della Cei ha voluto trasmettere. Che quella del cardinale sia stata una prolusione il cui peso doveva risultare chiaro a tutti è stato evidente nuovamente ieri. Il Sir, l’agenzia stampa della Cei, in una nota in cui si dice che i vescovi italiani condividono le parole del loro presidente sul «disagio» del paese, ha esplicitato due concetti: il primo, che «su Berlusconi e la questione morale» Bagnasco ha parlato «con franchezza, ripetendo una posizione già molto ben definita a più riprese. Ma questo è comunque il passato»; il secondo, che il mondo cattolico è invitato a «muoversi in prospettiva. Perché in questo momento bisogna cominciare ad articolare una proposta». Di che proposta di tratta? Non si parla di un partito, almeno per ora, ma di qualcosa di diverso dall’assetto attuale sì. «L’alternativa – ha spiegato ancora il Sir – non è l’alternanza, cioè la sostituzione dell’attuale maggioranza di governo con …
