"Lega, le radici del disincanto", di Guido Moltedo
La lettura romana delle vicende leghiste illumina solo un emisfero dell’attuale pianeta padano. E non è neppure quello prevalente e decisivo. Bossi contro Maroni, cerchio magico contro maroniti. La Lega, un partito come gli altri, è il sottotesto di questa narrazione giornalistica, con le stesse dinamiche di potere degli altri. Il che è pure un po’ vero. Uno dei problemi del partito di Bossi è, infatti, quello di essere diventato forza di potere, capace di esercitare la sua influenza nei Palazzi romani. Come gli altri partiti, è soggetto a essere osservato con le lenti della lotta di potere intestina, con tutto il repertorio di ambizioni, congiure, colpi bassi, veleni. Ciò nonostante, è altrove che occorre analizzare la Lega e la crisi che l’attraversa. È il suo progetto che non convince più. Che non funziona più, proprio nel famoso “territorio”, dove anche i suoi avversari ne ammettono un considerevole radicamento. Cos’è, dunque, che sta venendo meno, e in modo perfino precipitoso? La fatica fisica di Umberto Bossi è lo specchio implacabile di un corpaccione – il …
