Tutti gli articoli relativi a: attualità

"I passi obbligati per la crescita", di Irene Tinagli

Approvata la manovra, si apre il capitolo crescita. Ne ha parlato pochi giorni fa Napolitano, ricordando quanto questo tema sia «stringente e drammatico». E ne ha fatto cenno Tremonti dal G8 di Marsiglia, annunciando un «dossier crescita» che dovrebbe aprirsi già questa settimana. E’ un tema ineludibile, e finalmente tutti sembrano averlo capito. Tuttavia, nonostante tutti ne parlino, nessuno sembra avere le idee chiare su come ottenerla. Tra le voci più ricorrenti quando si parla di crescita troviamo le infrastrutture e le opere pubbliche, oppure gli aiuti alle imprese: da incentivi settoriali al supporto alla capitalizzazione e alla crescita dimensionale. Tutte misure trite e ritrite, di cui è stato ampiamente fatto uso in passato e che non hanno mai portato risultati duraturi. Si tratta infatti di misure limitate, soggette ad abusi a distorsioni, incapaci di autosostenersi nel lungo periodo perché troppo gravose sui bilanci pubblici. Una possibilità di cui si sente parlare poco, su cui sarebbe necessario un dibattito più approfondito, è quella di creare le condizioni per nuovi processi imprenditoriali, nuove imprese attive in …

Ocse, precari metà dei giovani italiani. Napolitano: "Non lasciamoci atterrire", da repubblica.it

Quasi il 28% non ha un impiego e il 46,7% di chi ce l’ha non ha un contratto stabile. La condizione degli italiani fra i 15 e i 24 anni nel rapporto sul mondo del lavoro. Più basse della media anche le retribuzioni, mentre la perdità del posto incide più che altrove sul rischio povertà. Precari e poco pagati. In Italia, il 27,9% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è disoccupato e il 46,7% di chi invece lavora ha un impiego temporaneo. La fotografia dello stato di precarietà occupazionale del nostro Paese arriva dall’Ocse che, nel suo Employment Outlook, basato su dati di fine 2010, mette in chiaro quanto sia difficile per un giovane italiano trovare occupazione o stabilità contrattuale. Una fotografia allarmante che il presidente Giorgio Napolitano, in visita a Bucarest, ha scelto di commentare con un messaggio di incoraggiamento: “La tendenza negativa è un dato già acquisito da lungo tempo. Non facciamoci atterrire da questi dati e problemi negativi. Dobbiamo affrontarli con consapevolezza e lucidità in un contesto europeo”, ha …

"Marchionne ringrazia l'Italia e chiude la fabbrica Irisbus", di Marco Ventimiglia

Tutto in 24 ore: martedì mattina il sinistro ringraziamento di Sergio Marchionne al governo, «Quello che serviva ci è stato dato»; ieri, altrettanto di buon ora, l’asettico annuncio della Fiat: «Dopo la rinuncia del GruppoDr all’acquisto, l’attività dello stabilimento Irisbus di Valle Ufita cesserà». Asettico nella forma ma non certo nella sostanza, visto che la chiusura dello stabilimento irpino metterà sulla strada 700 lavoratori. Naturalmente non esiste nessuna correlazione fra i due episodi, come non c’è fra la pioggia che segue il tuono o la notte dopo il tramonto. «Di fronte all’ impossibilità di portare a termine l’unica soluzione individuata – ha poi precisato Irisbus Italia, società del gruppo Iveco -, che consentiva l’avvio di una nuova iniziativa imprenditoriale ed industriale per assicurare continuità al sito l’azienda sarà costretta, suo malgrado, ad avviare le procedure consentite dalla legge per cessare le attività dello stabilimento». A seguire, una frase ambigua: «Irisbus si rammarica del fatto che le strumentalizzazioni sviluppatesi su questa vicenda non abbiano nemmeno consentito la verifica della nuova soluzione industriale che avrebbe garantito prospettive …

"Leghisti nel posto sbagliato", di Giuseppe Vespo

Per ora è solo un «modello 45»: un’indagine senza ipotesi di reato né indagati. Ma è il segno che alla procura di Monza non è passato inosservato l’incontro di lunedì tra Bossi, Calderoli e i 14 rappresentanti delle Province a guida leghista, riuniti nelle nuove sedi ministeriali di Villa Reale manco fossero gli uffici politici del Carroccio. «O è un ministero o è una sede di partito», commenta una fonte che spiega come le due cose non possano essere confuse. Nel fascicolo al momento ci sono solo i ritagli dei giornali che parlano della riunione di Bossi & Co., ufficialmente convocata per discutere l’abolizione delle Province. Non che qualcuno sia preoccupato per la poltrona, si sono affrettati a spiegare gli amministratori padani. Semmai il timore è per il vuoto di rappresentanza che si potrebbe lasciare nei territori. Un sentimento certamente trasmesso al ministro Tremonti, anche lui – brevemente – in visita negli uffici ministeriali assegnati guarda caso proprio all’Economia, alla Semplificazione (Calderoli) e alle Riforme (Bossi). Le tre dependance istituzionali, pegno pagato da Berlusconi al …

"Confindustria taglia le stime sul Pil: +0,7% nel 2011, +0,2% nel 2012. Pressione fiscale record", di Nicoletta Cottone

Zavorre, ostacoli, pericoli remano contro il radicamento della ripresa: «i consumi delle famiglie sono fermi», gli investimenti «stagnanti», il mercato del lavoro «rimane imballato». L’Italia soffre, ormai da qualche decennio, “il mal di lenta crescita”. Un male che va aggredito con una terapia d’urto. Pochi occupati, poca crescita, è la denuncia del rapporto del Centro Studi di Confindustria, presentato nel corso del seminario su occupazione e crescita, che si svolge in viale dell’Astronomia, alla presenza della presidente Emma Marcegaglia, e del direttore generale, Giampaolo Galli. Confindustria rivede al ribasso le stime di crescita che, oltre a risentire delle pur «indispensabili e senza alternative manovre per raddrizzare rapidamente i conti pubblici» sono condizionate anche dalla «frenata globale e dall’instabilità dei mercati finanziari, esacerbata anche dalla grave crisi dei debiti sovrani dell’Eurozona». Una terapia d’urto contro il “mal di lenta crescita” L’Italia soffre, dunque, ormai da qualche decennio, “il mal di lenta crescita”. E «questo male va aggredito con una terapia d’urto, uno short sharp shock». Il Centro Studi di Confindustria torna a sollecitare il governo sul …

"Se chi non paga le tasse mette a rischio la società" di Giorgio Ruffolo

Le discussioni sulla manovra economica riportano in primo piano una pratica che oltre a incidere sui conti pubblici genera sfiducia reciproca tra i cittadini. Negli ultimi anni dell´Impero i romani si rifugiavano presso i barbari per tentare di sfuggire alla presa degli esattori. In Europa siamo superati solo dalla Grecia, gli altri paesi si attestano su livelli molto inferiori ai nostri. Gli antichi romani evadevano il fisco? Negli ultimi tempi dell´impero lo facevano rifugiandosi persino presso i barbari, pur di non cadere nelle grinfie degli esattori. In un libro recente sull´impatto delle tasse sulla civiltà umana uno storico americano attribuisce alla schiacciante pressione fiscale la responsabilità principale della caduta dell´impero romano. Nell´Italia di oggi gli evasori hanno vita molto meno ardua. Non è necessario rifugiarsi nell´inferno dei barbari. Basta che depositino i loro soldi nei paradisi fiscali; oppure ricorrano a pensionati e nullatenenti nostrani. Il 53 per cento dei contratti di locazione, spesso non registrati, delle ville di Porto Cervo, Forte dei Marmi, Porto Rotondo, Rapallo, Capri, Sabaudia, Panarea, Portofino, Taormina e Amalfi sono intestati …

"Intercettazioni, il Colle blocca il blitz", di Barbara Fiammeri

La notizia comincia a spargersi nel pomeriggio, quando si apprende della convocazione di un Consiglio dei ministri attorno alle 20 «per un urgente adempimento». Ufficialmente si tratta della proroga del Capo di Stato maggiore dell’Esercito. Ma da ambienti della maggioranza si parla anche di un’accelerazione sulle intercettazioni, di un «blitz» sotto frorma di «decreto legge» per bloccare l’ondata di conversazioni che vedono implicato il premier, a partire da quelle sul presunto ricatto ordito dall’accoppiata Lavitola-Tarantini. Berlusconi si sente pressato. Gli brucia ancora l’invito di comparizione fattogli pervenire ad Arcore dai Pm napoletani, che stanno indagando sulla presunta estorsione. A presentarsi davanti ai magistrati però non ci pensa proprio: «È una trappola», continua a ripetere mandando Niccolò Ghedini in avanscoperta. Nel frattempo riprende quota l’idea di bloccare «l’ondata di fango» su giornali e tv. La rilancia davanti al Capo dello Stato. Giorgio Napolitano gli fa capire che di un decreto non è neppure il caso di parlare. Il Cavaliere inzialmente sembra intenzionato ad andare comunque avanti ma poi in serata desiste e nella riunione del Cdm …