Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Storia dell'arte una riforma contro l'italia", di Francesco Bonami

Per tutta la vita andando in giro per il mondo quando la gente scopriva che ero italiano, di Firenze, e per di più che lavoravo nel campo dell’arte regolarmente esclamava «Of course!», è ovvio!, che uno nato a Firenze abbia scelto come professione l’arte. Naturale, come per uno nato su un’isola fare il pescatore. Wonderful! Meraviglioso! Essere così fortunato da nascere in un Paese dove a colazione si mangia pane e Rinascimento. Chissà come rimarrebbero delusi i miei interlocutori se avessi avuto il coraggio di confessare che in Italia Educazione Artistica e Storia dell’Arte sono da sempre, nelle scuole inferiori e superiori, materie considerate un gradino sopra l’Educazione Fisica. Chissà come sarebbero delusi nel venire a sapere che oggi il ministro della Pubblica Istruzione ha fatto una riforma abbastanza confusa da rendere queste materie ancora meno essenziali all’insegnamento scolastico tanto che in alcuni istituti sono addirittura eliminate. Che situazione paradossale quella di vivere dentro un museo e non avere fin da piccolissimi la possibilità di conoscere gli strumenti per utilizzare la realtà che ci circonda …

"Cosa significa essere italiani", di Carlo Galli

«L´Italia è il Paese che amo». In questa dichiarazione – l´inizio della Grande Propaganda – c´era molta verità. Berlusconi ama veramente l´Italia perché ama veramente se stesso, avendo evidentemente operato una sintesi a priori fra l´Italia e la propria persona. Il suo amore non è un rapporto con l´oggetto amato; è il preventivo annullamento della sua autonomia, a cui segue l´identificazione con l´amante. Non è neppure un´inclusione: è un´illusione, un culto idolatrico. un culto il cui primo adepto, oltre che il primo beneficiario, è proprio Berlusconi. Il quale crede veramente di essere l´Italia. Non di rappresentarla – come nelle moderne dottrine della regalità il Re col proprio corpo concreto rappresentava l´intera complessità del regno – ma di coincidervi. Una delle conseguenze di questa smisurata proiezione egolatrica è la indistinguibilità di pubblico e privato – l´annullamento del conflitto d´interessi, trasformato nella più perfetta identità d´interessi, passati presenti e futuri, fra Berlusconi e l´Italia – , ma anche la loro intercambiabilità (è Berlusconi che decide che cosa è pubblico, come per esempio la telefonata per Ruby, e …

Germania contro Italia all'Aja «Stragi naziste, non pagheremo», di Roberto Brunelli

Da ieri le ombre lunghe del Terzo Reich sono di nuovo a processo, questa volte alla corte internazionale dell’ Aja. Come in uno strano corto-circuito della storia, sui banchi opposti stanno sedute Germania e Italia: alle prese con i fantasmi del passato ma anche con il diritto internazionale, con i massacri compiuti dalle Ss ma anche con la realpolitik degli Stati sovrani, in bilico tra il diritto al risarcimenti delle vittime ed i sempre più delicati equilibri europei. La richiesta tedesca è perentoria: Berlino chiede all’ Aja che vengano annullate le sentenze dei tribunali civili italiani sugli indennizi alle vittime di crimini nazisti. Si parla di cifre ingenti: per i tre procedimenti attualmente passati in giudicato, siamo a complessivi 51 milioni di euro, secondo un’interrogazione rivolta al governo federale dal partito di sinistra Die Linke. Tuttavia, solo limitandosi 47 procedimenti in corso, a quanto scrive la Süddeutsche Zeitung, non è improbabile che la somma finale da esborsare alle vittime e ai loro familiari si aggiri intorno ai 150 milioni di euro. C’è poi chi pensa …

"Chi ci Salverà? Migliaia di Giovani Imprenditori", di Edoardo Nesi*

A me pare del tutto evidente che la crescita in Italia non tornerà più finché non si andrà a metter mano al problema gigantesco della perdita di competitività dei nostri prodotti sui mercati mondiali a causa dell’avvento di questa globalizzazione selvaggia, al fatto che abbiamo letteralmente consegnato ai cinesi le chiavi di casa nostra. Contrariamente a quanto ci viene detto, questa non è una crisi globale. È la crisi dell’Occidente. La Cina, l’India, il Brasile, la Russia crescono. Crescono eccome. Sono i Paesi che profittano dalla globalizzazione mentre noi la subiamo. Vittime e prigionieri della rigidissima disciplina di bilancio europea e del sacro terrore degli abbaioni dei mercati finanziari, schiacciati come siamo dalla soma del nostro titanico debito e della nostra altissima — e condivisissima — evasione fiscale, non possiamo né lanciare programmi di spesa infrastrutturale, né abbassare le tasse alle piccole e medie imprese e ai loro dipendenti, come qualche giorno fa ha proposto Obama. Eppure bisogna ricominciare a crescere. Come? Una volta scalciata nel dimenticatoio l’idea che la nostra economia possa sostenersi coi …

"Credibilità calpestata", di Paolo Soldini

E tre. Nel giro di poche ore, fonti della Commissione Ue hanno ripetuto per la terza volta, ieri pomeriggio, che l’incontro di Berlusconi con il presidente Barroso, oggi a Strasburgo, «è stato chiesto dal governo italiano». Si sapeva. Nessuno ha nemmeno provato, a Roma, a sostenere una cosa diversa. Anche perché se da palazzo Chigi ci avessero provato, sarebbero stati smentiti subito Pia Ahrenkilde, la portavoce del presidente, ha aggiunto che la visita era stata sollecitata «recentemente» senza far nulla per nascondere il fastidio. D’altra parte al Berlaymont, il palazzone della Commissione a Bruxelles, i giornali italiani li leggono e quindi sanno tutti come stanno le cose. Resta da chiedersi se e quanto si sia risentito lo stesso Barroso per il fatto di essere utilizzato come la ridicola scusa dietro cui nascondersi ai pm italiani da quello che, almeno in passato, ha sempre considerato un amico e che fu, all’epoca della sua elezione, uno dei suoi sponsor. Nel suo entourage insistono sul fatto che il presidente ha l’abitudine di recarsi lui nelle capitali dell’Unione (almeno …

"Se Mille morti vi sembrano pochi. Non abbassiamo la guardia sul lavoro", di Sergio Rizzo

Brutto risveglio, l’incredibile strage di Arpino. Bruttissimo, dopo i trionfalistici annunci di qualche mese fa, quando ci hanno detto che il numero dei morti sul lavoro nel 2010 si era fermato sotto quota mille. Come se 982 cadaveri fossero pochi. E la mattanza continua. Gli esperti diranno che in casi come quello di ieri entra sempre in gioco la «fatalità». Ci spiegheranno che le nostre regole in materia di sicurezza sul lavoro sono avanzatissime. E argomenteranno che il numero dei decessi da qualche anno è in calo progressivo. Almeno, di quelli ufficiali. Perché proprio questo è il punto: che cosa nascondono le cifre «ufficiali» sugli infortuni? A proposito del drammatico incidente avvenuto in provincia di Frosinone è presto per dare giudizi. Ma è inevitabile trarre intanto una conclusione: guai ad abbassare la guardia sulla sicurezza in un Paese la cui ossatura è costituita da piccole e piccolissime imprese. Caratteristica che favorisce oggettivamente il diffondersi della piaga del lavoro nero e irregolare. Che automaticamente significa minore (quando addirittura inesistente) sicurezza. Non a caso le verifiche degli …

Ora Bruxelles avverte l´Italia "Preparatevi a nuove misure", di Andrea Bonanni

Rapporto sulle finanze Ue: dubbi sul recupero dell´evasione e sui tagli alle spese. Van Rompuy: “Serve un governo dell´Eurogruppo” No da sette Paesi dell´Est europeo. La Commissione europea giudica «plausibile» lo scenario economico presentato dal governo italiano e valuta positivamente l´impegno di risanamento delle finanze pubbliche poiché «il previsto sforzo fiscale sul 2010-12 è superiore allo 0,5% del pil e il percorso di aggiustamento dopo il 2012 è ben al di sopra delle disposizioni del Patto di Stabilità». Tuttavia Bruxelles avverte che «un´azione aggiuntiva sarà richiesta all´Italia se le entrate dovute a un migliorato adempimento degli obblighi fiscali saranno minori di quanto previsto nel bilancio, o se sorgessero difficoltà nelle restrizioni di spesa programmate». E´ questo il messaggio indirizzato al nostro Paese nel Rapporto sulle finanze pubbliche nella Ue pubblicato ieri. Le considerazioni di Bruxelles sembrano confermare un certo grado di scetticismo circa l´effettiva portata del recupero dell´evasione fiscale, così come calcolato dal governo italiano. Una prudenza che era già stata resa pubblica quando, nelle settimane scorse, il commissario Rehn (Affari economici) aveva invitato a …