Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Cronaca web del discorso di Camusso", da www.unita.it

BASTA FARE CASSA SU LAVORATORI E PENSIONI «Non si può più fare cassa sulle condizioni dei lavoratori e sulle pensioni». Lo dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parlando dal palco di Roma, in chiusura della manifestazione organizzata per lo sciopero contro la manovra. NON MERITIAMO E NON VOGLIAMO UN PAESE COSÌ «Le nostre piazze sono le piazze di chi non si rassegna, di chi non è disposto a rinunciare ad avere un paese migliore, noi un paese così non ce lo meritiamo e non lo vogliamo». Così il segretario della Cgil, Susanna Camusso, nel suo intervento al comizio all’Arco di Costantino dove è arrivato il corteo della Cgil contro la manovra. CAMUSSO A CISL E UIL, SE NON ORA QUANDO «Ci hanno detto che non era il momento di scioperare, ma io rispondo con lo slogan di un’importante manifestazione di febbraio: »se non ora quando?«. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario della Cgil, dal palco della manifestazione al Colosseo. »Il cambiamento è urgente e ci hanno detto che questo di oggi è uno …

"Aumentano le preoccupazioni tra gli iscritti di Cisl e Uil", di Rosaria Talarico

Non scioperano con la Cgil, ma bancari e metalmeccanici delle altre federazioni sindacali, Cisl e Uil in primis ma non solo, sparano a zero contro l’articolo 8 della manovra. In particolare diversi sindacati di categoria di Cisl e Uil ci vanno giù più duramente e lo dicono in maniera netta: «L’articolo 18 dello statuto dei lavoratori non si tocca». Non c’è traccia delle timidezze dei vertici delle confederazioni sindacali «madri» (che non aderiscono allo sciopero generale indetto per oggi dalla Cgil) nel commentare l’articolo 8 della manovra che consentirebbe ai singoli accordi aziendali di derogare ai contratti nazionali. Il rischio è che questo tipo di intese potrebbe prevedere un indennizzo economico in caso di licenziamento senza giusta causa, invece del diritto al reintegro nel posto di lavoro (previsto appunto dall’ articolo 18 dello statuto dei lavoratori). Tutte le sigle sono concordi nel definire la norma «inutile e sbagliata». Giovanni Luciano della FitCisl afferma che «nessun sindacalista farà mai accordi per licenziare i lavoratori». Anche la Uilca, il sindacato dei lavoratori di credito e assicurazioni «si …

"Governo a gamba tesa", di Sergio D'Antoni

Dividere, sfaldare, frammentare il fronte sociale unitario che ha dato vita all’accordo del 28 giugno. Creare un pantano là dove può nascere un grande motore riformista. Minare i principi di una intesa capace di avviare il paese su un sentiero di cooperazione e di sviluppo sostenibile. Gli effetti dell’ormai famigerato articolo 8 della manovra sono tutti racchiusi in questo sciagurato perimetro. La mossa del governo è un’ entrata a gamba tesa su quello che da sempre è il principale cardine del giuslavorismo italiano: l’autonomia delle parti e la loro esclusiva potestà in materia di contrattazione. Questa interferenza, considerata grave da tutto il mondo del lavoro, mira a creare un solco dove invece andrebbe costruita una strada. E rischia così di neutralizzare la più grande opportunità di coesione e di rilancio data oggi al paese. L’accordo interconfederale di due mesi fa rappresenta un formidabile riferimento per avviare una stagione di crescita e di riforme concertate. La sintesi raggiunta dalle maggiori organizzazioni sindacali e da Confindustria pone oggi il corpo sociale nella condizione di avanzare concretamente sul …

"Ora Roma dovrà fare da sola", di Stefano Lepri

L’Italia è oggi il punto debole dell’euro. La sua fragilità politica rischia di danneggiare in modo irreparabile tutta la costruzione europea, moltiplicando i danni anche per noi. Però c’è qualcuno che non l’ha capito, oppure se ne infischia. Le misure per impaurire gli evasori fiscali in gran parte scompaiono, i taxi non si liberalizzano, niente apertura deregolamentata per i negozi, e così via. Già la manovra di Ferragosto era stata fatta a pezzi e rimessa insieme di nuovo a causa di nervosi timori di impopolarità; ora la commissione Bilancio del Senato sta espungendone molte norme invise alle lobby amiche. Il guaio è che i tempi della crisi dell’euro, già da mesi più veloci della capacità di risposta dei governi, sono ora strettissimi. La Grecia non sta rispettando gli impegni, è in recessione grave, e a qualche punto nel prossimo futuro potrebbe decidere di rinnegare i propri debiti. Se il Fondo monetario internazionale insiste che occorre ricapitalizzare di forza le banche europee, è perché vi vede l’unica maniera di fermare il contagio di una insolvenza di …

"Sull´orlo dell´abisso", di Tito Boeri

Le cronache di ieri ci assegnano il compito di stilare l´ennesimo bollettino di guerra. In questi notiziari si contano prima i morti e poi i feriti. Si cerca di fornire un´immagine anche visiva, il più possibile nitida, del fronte, degli schieramenti in campo e di come le loro strategie possono far evolvere gli equilibri futuri. Non può mancare, infine, un richiamo patriottico, possibilmente senza retorica, come si addice ai migliori italiani. Di morti, per fortuna, sin qui non ce ne sono stati. Le perdite patrimoniali di molti, anche di chi deteneva titoli di Stato e attività tradizionalmente considerate a basso rischio, non si sono ancora materializzate, se non in rarissimi casi. Ben pochi hanno dovuto sin qui liquidare posizioni fortemente svalutate. Né ci sono imprese che hanno dovuto chiudere i battenti. Certo, i capitali di famiglie e imprese si sono fortemente svalutati, pericolosamente assottigliati: la Borsa italiana da inizio luglio ha perso un quarto del proprio valore, gli spread sui nostri titoli di Stato sono tornati ai livelli raggiunti prima degli acquisti massicci della Bce. …

Napolitano: migliorare la manovra

Una manovra da cambiare e da rendere «più efficace e credibile» dopo che il responso dei mercati anche oggi è stato «allarmante», con una nuova «impennata» dello spread. Dopo giorni di pressing e moral suasion arriva l’affondo di Giorgio Napolitano sulla manovra, sicuro che «si è ancora in tempo» per introdurre nuove «misure capaci di rafforzarla» ora che approda in aula al Senato. Provvedimento che si stava avviando a una approvazione in tempi rapidi, rivisto e corretto dalla commissione Bilancio, probabilmente già mercoledì, rispondendo proprio al richiamo del Colle a fare presto, mantenendo il confronto responsabile tra le parti, ribadito più volte nei giorni scorsi. Ma dopo una nuova giornata di passione a Piazza Affari, Napolitano consegna una nota durissima a maggioranza e opposizione, chiarendo che «nessuno può sottovalutare il segnale allarmante rappresentato dall’odierna impennata del differenziale tra le quotazioni dei titoli del debito pubblico italiano e quelli tedeschi», segnale «di persistente difficoltà a recuperare fiducia come è indispensabile e urgente», facendo appello a «tutte le parti politiche perchè sforzi rivolti a questo fine non …

"Dieci anni che hanno sconvolto il mondo", di Roberto Esposito

I dieci anni che separano l´11 settembre 2001 dal settembre 2011 hanno costituito una prova durissima per l´Occidente. Certo, nel secolo scorso esso era stato sul punto di soccombere ed aveva trovato la forza di rialzarsi, prima con la vittoria sul nazismo e poi con l´abbattimento del muro di Berlino, che ha consentito la riunificazione dell´Europa e l´implosione del blocco sovietico. Ma questo decennio ha posto l´Occidente di fronte a due sfide nuove, altrettanto insidiose. Innanzitutto quella venuta dal terrorismo fondamentalista, che gli ha dichiarato una guerra difficile da combattere per l´assenza di un fronte e l´invisibilità del nemico. Essa è ancora lontana dall´essere vinta, ma non c´è dubbio che, pur tra tragici errori come l´invasione dell´Iraq, nel complesso l´Occidente ha tenuto. Non solo per la cattura dei principali avversari, che proprio quest´anno ha decapitato Al Qaeda, ma soprattutto perché è riuscito a difendere senza troppi danni i propri standard democratici. È vero che anche in questo caso ci sono state eccezioni – non solo Abu Ghraib, ma le violenze, gratuite e inaccettabili, che non …