"P3, quell’inchiesta sui voli di Stato archiviata quasi subito", di Claudia Fusani
La continua ricerca di scorciatoie per fare prima e meglio e soprattutto quello che serve. Aggiustamenti, raccomandazioni, in alcuni casi vere e proprie pressioni sulle massime istituzioni della Repubblica per raggiungere l’obiettivo: dalla chiusura di un fascicolo di indagine alla nomina di un giudice. Le sessantamila pagine di atti giudiziari con cui l’aggiunto Giancarlo Capaldo e il sostituto Sabelli stanno per chiedere il giudizio con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla violazione della legge Anselmi (del 1982 che vieta le associazioni segrete, nata dopo lo scandalo della P2), alla corruzione, alla diffamazione e all’abuso di ufficio sono il racconto di questo sistema che i media hanno chiamato P3. La procura ritiene di aver trovato le prove per otto episodi: i tentativi di influire sulla Corte Costituzionale per il Lodo Alfano; le pressioni sul Csm per la nomina, poi avvenuta, di due procuratori di sedi minori e dei presidenti di Corte d’Appello di Salerno e Milano (Marconi e Marra, che dopo lo scandalo lasciarono l’incarico); le pressioni per rinviare alle Sezioni Unite della Cassazione la …
