Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La sconfitta del Cavaliere", di Michele Brambilla

Non sappiamo se il decreto di ieri sera sia l’ultimo atto del Berlusconi politico: è probabile che non lo sarà, visto che l’uomo ha già dimostrato più volte una straordinaria capacità nel seppellire i suoi aspiranti becchini. Ma a proposito di funerali, non c’è dubbio che ieri ne sia stato celebrato uno, e che l’officiante e il defunto siano singolarmente la medesima persona: Silvio Berlusconi, appunto. Non tanto il Berlusconi di oggi, che come abbiamo detto in qualche modo se la caverà ancora per un po’: ma il Berlusconi del ’94, quello della discesa in campo, quello del meno tasse per tutti, del più società e meno Stato, del basta con la politica politicante, del basta con le mani dello Stato nelle tasche dei cittadini, quello della rivoluzione liberale, del nuovo Rinascimento italiano. Non pensi il lettore che queste siano parole di un accanito anti-berlusconiano. Al contrario, immagini per ipotesi che a pronunciarle sia un elettore di Berlusconi. Mi metto nei panni, infatti, di uno di quei tanti italiani che hanno sperato che l’imprenditore Silvio …

«Imposta di solidarietà e accorpamento comuni» Ed è subito rivolta: «Proposte sconcertanti», da www.unita.it

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha confermato che nella manovra ci sarà una «imposta di solidarietà». È quanto riferiscono fonti presenti all’incontro con le Regioni e gli Enti locali in corso a palazzo Chigi. La manovra correttiva che il governo intende varare stasera è di «20 miliardi aggiuntivi per il 2012 e di 25 miliardi nel 2013». È quanto avrebbe detto il premier nel corso dell’incontro. Tra le misure anticrisi previste c’è anche l’ipotesi di «anticipo del federalismo fiscale». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a Regioni ed enti locali, secondo quanto si apprende da alcuni partecipanti. «Il pareggio di bilancio era previsto nel 2014, come concordato a livello europeo. Poi tutto è precipitato. E questo comporta una revisione del profilo temporale del pareggio» al 2013. Lo ha detto a regioni ed enti locali il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti all’incontro. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha confermato l’intenzione di «ridurre le province» e di «accorpare i comuni». Lo riferiscono fonti presenti all’incontro del governo con regioni …

"Triangolo stretto per decidere", di Stefano Folli

Quel che resta della coesione nazionale è più che mai nelle mani di Giorgio Napolitano rientrato a Roma. Ed è bene che sia così, perché ci sono ancora troppi dubbi e incertezze intorno a questa manovra da «ristrutturare» (cioè da riscrivere) rispetto a quella di un mese fa. Sembra di capire che il ministro dell’Economia abbia in mente dove intervenire, ma che esistano ancora non pochi problemi all’interno della maggioranza. Di sicuro ce n’erano ieri mattina, quando si sono riunite le commissioni parlamentari. Di qui il profilo generico del discorso tremontiano. Se il decreto fosse pronto, annunciarlo nei dettagli prima del varo vorrebbe dire esporlo al logoramento politico. Siccome non è pronto, o almeno non lo era ieri mattina, è giocoforza restare nell’empireo dei grandi principi. Questo spiega perché Tremonti sia piaciuto poco sia al suo amico Bossi, che lo ha giudicato «fumoso» (ed è singolare), sia ad alcuni falchi berlusconiani come Stracquadanio e Crosetto. È la prova che la miscela di interventi (pensioni, rendite, prelievo di solidarietà, eurotassa o patrimoniale e altro) non è …

"L'economia reale soffre", di Daniele Lepido

Se le Borse sono orologi rotti, l’economia reale è il tempo che smette di scorrere, la sospensione del mondo causata dall’incriccarsi degli indici. Paradossi e dolori di questa mezza estate, fatta non solo di spread troppo larghi e ottovolanti virtuali, ma anche di produttività mancata, esportazioni a rischio, aziende timorose dell’inasprirsi del credito e impaurite dell’incertezza sui tassi. Come tre anni fa, quando l’America crollò una prima volta, inghiottita dalla voragine Lehman Brothers. Oggi gli effetti della crisi finanziaria sull’universo produttivo iniziano a impensierire gli economisti, che annunciano per il nostro Paese un autunno nero, dopo un inizio d’anno tanto scoppiettante quanto illusorio, fatto di vendite all’estero che nei primi cinque mesi avevano corso a ritmi «tedeschi», crescendo del 17 per cento. Tutto da rifare: lo spiega l’ultima analisi mensile del Centro studi di Confindustria, secondo la quale per l’Italia la crescita nel terzo trimestre sarà «quasi nulla», dopo che nel secondo trimestre si era avuto un aumento dell’1,6% della produzione industriale, «concentrato nella prima parte del periodo», che ha causato una temporanea accelerazione del …

"Senza governo", di Claudio Sardo

Un governo impreparato a tutto, per di più attraversato da forti conflitti interni, sta conducendo la nave Italia nella tempesta finanziaria. Pensavamo di aver toccato il fondo l’altra sera, quando Berlusconi e i suoi ministri si sono schierati al tavolo di fronte ai rappresentanti delle parti sociali. Allora anziché annunciare le misure anti-crisi, o delineare una plausibile strategia, o quantomeno riferire le disposizioni pervenute per lettera dalla Bce, hanno pronunciato parole confuse e generiche. Come se non ci fosse fretta. Come se i tempi della reazione potessero sopportare i rifiuti di Bossi, le riserve personali del premier, la sfiducia di parte del Pdl verso Tremonti, i dubbi sempre più diffusi sul destino della legislatura. Ieri invece il superministro dell’Economia è andato oltre nel paludoso scenario della politica nostrana. Alle commissioni parlamentari riunite ha detto – questo sì – qualcosa di più rispetto al giorno precedente. Ha persino messo in fila una serie di disparati interventi, che il governo sta vagliando in queste ore per tagliare il deficit, o ridurre il debito, o aumentare la competitività. …

"La tenaglia Napolitano-Draghi", di Mario Lavia

Il presidente della repubblica riprende in mano le redini della politica, e se potesse… Se si dovesse spiegare a uno straniero cosa è successo ieri pomeriggio al Quirinale bisognerebbe dirgli che c’è stato un sostanziale passaggio di consegne. Fra Berlusconi e Napolitano. Il perché è presto detto. Il Cavaliere ormai non controlla più la situazione. Fosse per lui il tempo trascorrerebbe tranquillo ma data la situazione è costretto a subire l’evidenza dei fatti e l’iniziativa altrui, pressato da Napolitano e da Draghi, assediato da tutte le parti. Si ribella, a modo suo, al punto dal dover ricorrere ad una iniziativa tanto estrema quanto disperata: sollecitare l’aperto dissenso dalla manovra che sta prendendo corpo dei pasdaran a lui fedeli (una pattuglia: Crosetto, Stracquadanio, Bertolini e Malan), spinti ad annunciare un voto contrario ai provvedimenti del governo «se non cambiano» (così Crosetto, vice di Tremonti). Già, perchè è proprio l’uomo di via XX settembre ad essere più che mai inquadrato nel mirino del Capo. Come se non gli bastassero le ferite del caso Milanese e gli strali …

"Carroccio senza guida", di Rudy Francesco Calvo

Adesso anche il ministro Tremonti, la testa di ponte leghista nel Pdl, è finito nel mirino. E non l’ha presa per niente bene. Se Umberto Bossi è giunto ad attaccare perfino l’amico Giulio, appare ormai evidente come la Lega non sia in grado di avere una linea politica chiara. L’effetto è sotto gli occhi di tutti: un galleggiamento dell’esecutivo che sta trascinando a fondo il paese, costringendo la Bce e il Quirinale a prendere in mano la situazione, grazie anche all’assunzione di responsabilità delle opposizioni. Qui non è più una questione di pernacchie e diti medi alzati. Non sono solo intemperanze e sgrammaticature politiche (oltre che linguistiche) da accettare perché «sono fatti così», in nome della stabilità del governo. Del «non cambiare il pilota durante la tempesta», per dirla con Romano Prodi. C’è un problema che parte da via Bellerio, passa per palazzo Chigi e torna nuovamente in Padania, in una piazza Affari che continua a sprofondare come nei comuni soffocati dagli interventi dell’esecutivo. Il Carroccio è senza guida. Bossi non è più oggettivamente in …