"Il rischio del disordine globale", di Mario Deaglio
Il volto teso del presidente Obama che si rivolge ancora una volta ai suoi concittadini perché facciano pressione sul Parlamento e consentano, con una legge, all’amministrazione pubblica di funzionare normalmente può essere ben considerato come l’icona del possibile tramonto degli Stati Uniti quale Paese leader dell’economia mondiale. E, al tempo stesso, dell’incapacità della politica nei Paesi avanzati di fornire all’economia il supporto necessario per tornare a crescere, fornire sufficiente ricchezza e rilanciare la speranza nel futuro. Il vuoto legislativo creato dalla risoluta volontà di una minoranza di parlamentari repubblicani di impedire l’innalzamento del tetto del debito che il governo americano è autorizzato a contrarre è infatti molto più che un tatticismo da guardare con indulgenza. Altre volte in passato quest’arma è stata usata nelle schermaglie americane di Washington, ma ora segnala un non riconoscimento o uno stravolgimento della posizione internazionale degli Stati Uniti, una grave, colpevole noncuranza per il ruolo del dollaro nel sistema internazionale. Se anche alzeranno il «tetto» del debito che il governo federale è autorizzato a contrarre, i parlamentari repubblicani pensano di …
