Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La rete che ha armato Breivik", di Timothy Garton Ash

«Si può scegliere di ignorare la Jihad, ma non si possono ignorare le conseguenze della scelta di ignorarla», così Pamela Geller, blogger anti-islam, ha reagito a caldo alla notizia degli attacchi terroristici in Norvegia. Ha quindi postato il video di una manifestazione pro-Hamas a Oslo già apparso qualche anno fa sul suo sito Atlas Shrugs (traduzione letterale “Atlante fa spallucce”). Quando è emerso che l´autore della strage non era un terrorista islamico bensì Anders Behring Breivik, un terrorista anti-islamico, che aveva pubblicato su Internet un manifesto zeppo di citazioni di autori anti-islamici come lei, la Geller-Atlante ha alzato a sua volta le spalle: «È un maledetto assassino. Punto. È il solo responsabile delle sue azioni. L´ideologia non c´entra», ha commentato. Bruce Bawer, americano trapiantato ad Oslo, autore di un saggio che lamenta la conquista dell´Europa da parte dei musulmani, è più riflessivo. Osserva che nel suo manifesto dei cavalieri templari Anders Behring Breivik: «Riproduce e approva molte frasi mie e cita il mio nome 22 volte». Con sana costernazione aggiunge: «È agghiacciante pensare che i …

"La diserzione del 2 agosto" di Vittorio Emiliani

Non è ancora certo se il presidente Berlusconi si presenterà alla Camera – come chiedono le opposizioni – per parlare della crisi angosciosa in cui siamo impantanati e per la quale una trentina di sigle imprenditoriali e sindacali reclamano una politica vera. Sarebbe grave se non ci andasse. È gravissimo però che abbia già deciso di non inviare alcun rappresentante del governo alla commemorazione del 31° anniversario della strage fascista alla stazione ferroviaria di Bologna. Tre giorni fa, la neo-ministro dei Rapporti con l’Europa, la bolognese Anna Maria Bernini, ha annunciato la latitanza, per il secondo anno, dell’esecutivo. Con parole che sanno di compitino: la cerimonia è stata negli anni scorsi «palcoscenico di insulti molto politici e poco commemorativi», «momento più che di riflessione comune, di propaganda di parte» e via banalizzando. In realtà Berlusconi ha ormai paura di tutto. Paura di esporsi al dibattito parlamentare dove pone sempre e comunque la fiducia. Paura di comparire sulle piazze. Paura di sostituire Tremonti, che pure gli è sgradito e ingombrante. Paura della democrazia che è confronto, …

"Di padre in figlio", di Lucia Annunziata

Inviando i carri armati contro la popolazione della città di Hama, la famiglia Assad si conferma la più capace genia regnante oggi nel Medioriente della Mezzaluna, se per capacità si intende saper conservare il proprio potere con crudeltà e sprezzo di ogni interesse umano che non sia il proprio. Papà Hafez al Assad, detto anche il Leone di Siria, guarda probabilmente oggi dall’alto con orgoglio la sua progenie, Bashir che è Presidente, e Maher, capo dei gruppi di élite della Guardia repubblicana che guida da mesi la repressione delle proteste. I due rampolli, arrivati sulla scena politica del Paese con la reputazione dei rammolliti (Bashir è dentista e ha conquistato il titolo con molti anni di studi a Londra), si sono rivelati in effetti in questi mesi degni eredi del Leone: la scelta di spianare Hama è del resto un perfetto omaggio a lui, il papà. Fu Assad padre infatti, nel 1982, il primo ad avere l’idea di radere al suolo, novello Attila, la città di Hama, che aveva osato ribellarsi, per farne il monumento …

"E' tempo dell'unità per uscire dalla crisi", di Stefano Fassina

L’Italia, insieme all’Unione europea, è presa nella morsa di una transizione sistemica. L’esito è aperto. Ogni giorno, guardiamo agli indici di borsa e allo spread, la differenza tra il tasso d’interesse dei titoli di debito pubblico dell’Italia e i mitici Bund della Germania, come risultati di atti di avidità della speculazione finanziaria. Il nostro dibattito insiste sulla situazione di emergenza. Ma non siamo in una difficoltà imprevista. Siamo alla fine di una lunga stagione di scelte sbagliate, carenti, parziali. Ed è l’insieme delle classi dirigenti italiane a essere stato inadeguato. La politica ha la responsabilità primaria. Nella cosiddetta “Seconda Repubblica”, il berlusconismo e il leghismo, tra i tanti guasti, hanno impoverito il senso civico e la già flebile attenzione all’interesse generale. L’individualismo amorale e il corporativismo di territorio hanno spinto indietro il Paese. Senza dubbio, il centrosinistra ha salvato l’Italia. L’ha agganciata all’euro nel ’96 e ha fermato la deriva sudamericana dieci anni dopo. Ma, non è riuscito a compiere le riforme necessarie. Oggi, per portare l’Italia sul sentiero dello sviluppo sostenibile, del lavoro di …

"Donne, scelta miope tagliare il welfare", Maria Cecilia Guerra

Lo sviluppo a cui tendere non deve guardare solo alla crescita del Pil, ma al più generale benessere delle persone, uomini e donne, e alla sua distribuzione. In quest’ottica sono tanti i motivi per i quali lo sviluppo ha bisogno di investimenti in tutti i campi del welfare. Il welfare può fornire strumenti di protezione, come gli ammortizzatori sociali, che permettano e accompagnino un uso più flessibile, e potenzialmente più produttivo, del lavoro, e rendano socialmente, oltre che individualmente, meno drammatica l’esclusione, temporanea, dal mondo produttivo. L’investimento in istruzione, a tutti i livelli, non dà solo vantaggio a chi la riceve, ma si riflette sulla collettività, favorendo l’innovazione e creando un contesto sociale più civile e progredito. E ancor di più, è proprio nell’ambito dei servizi sociali e del welfare in generale che si possono trovare parte di quelle opportunità di riorientamento dell’offerta produttiva che la crisi economica ha reso necessarie. Le tendenze demografiche, che riguardano sia l’invecchiamento della popolazione sia i processi migratori, la spinta al miglioramento della qualità della forza lavoro e la …

"Crisi, Berlusconi venga in Parlamento" Pd: sedute in agosto. Fini: si può fare", di Giovanna Casadio

Una crisi economica profonda e rischiosa, di cui il premier e il Parlamento non possono disinteressarsi. Per questo il Pd ha deciso di fare un passo istituzionale. Con una lettera dei capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, ha chiesto formalmente ai presidenti Fini e Schifani che Berlusconi si presenti al più presto a riferire in aula. Nella lettera si elencano i capitoli dell´emergenza e le ragioni dell´urgenza: «La difficile situazione del paese, le tensioni sui mercati, i segnali di difficoltà che provengono dall´Europa e dagli Stati Uniti e che hanno effetti diretti sulla condizione economica sociale e finanziaria italiana, l´appello al governo venuto dalle forze economiche e sociali del paese – scrivono Franceschini e Finocchiaro – ci impongono di insistere affinché il presidente del Consiglio venga in Parlamento a parlare della situazione del paese e delle iniziative del governo». Invece nelle ultime settimane il Cavaliere – preso da tutt´altri pensieri, anche di salute – non si è fatto vedere neppure per la fiducia su una delle ennesime legge ad personam, quella …

"Crisi, non si ferma l'onda lunga", di Laura Matteucci

Di nuovo dati pesanti sulla crisi che non finisce mai, e di nuovo conferme di un governo incapace di gestirla. Anzi, che al momento non ha nemmeno risposto all’invito del segretario del Pd Pierluigi Bersani, inviato ai presidenti di Camera e Senato e rivolto direttamente a Berlusconi, di riferirne in Parlamento. «La difficile situazione del Paese, le tensioni sui mercati, i segnali di difficoltà che provengono dall’Europa e dagli Stati Uniti, l’appello al governo venuto dalle forze economiche e sociali, ci impongono di insistere », dice l’invito. Persino un pidiellino di ferro come Osvaldo Napoli, presidente pro tempore della stessa Associazione dei Comuni, fortemente contraria alla manovra, invita il governo «ad accettare la sfida».Mal’esecutivo si va consumando per autocombustione: adesso pure Bossi ha deciso che i ticket sanitari non s’hanno da fare, e il governo sta cercando la copertura per congelarli. Intanto gli indicatori convergono, e anche la seconda parte dell’anno si prospetta assai complicata. Con «l’onda lunga della crisi», rileva Confindustria, l’emorragia di posti di lavoro rallenta ma non si arresta. I timidi segnali …