Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Giovani e disoccupati, Napolitano inascoltato", di Luigi Bartone e Rosario Oliverio

Giovani e disoccupati, Napolitano inascoltato Nel mondo «civile» li chiamano Neet, «Not in Education, Employment or Training». Sono i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti né a scuola né all’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale.Un esercito invisibile di ragazzi in fila davanti ad una porta, in attesa che qualcuno apra. La disoccupazione giovanile in Italia è un fenomeno che ormai assume dimensioni non più trascurabili. Quasi il 30% dei giovani italiani, secondo i dati Istat, è disoccupato contro una percentuale dell’8-9% della media europea. Il fenomeno assume cifre a dir poco preoccupanti se si guarda al Sud. La crisi ha accentuato ancora la distanza tra le regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno. Il 46% delle donne residenti al Sud non lavora. Un dato che, già catastrofico di suo, è comunque contenuto dai fenomeni di scoraggiamento che hanno spinto molti lavoratori ad interrompere le azioni di ricerca, finendo classificati fra gli inattivi. Le generazioni più giovani passano dalla precarietà alla disoccupazione, …

"Crisi, Camusso rilancia la sfida:cambiare agenda o via il governo", di Simone Collini

Cambiare l’agenda. O cambiare governo. Il giorno dopo che Confindustria, banche, sindacati e rappresentanti di diverse associazioni produttive hanno firmato una nota congiunta per chiedere “discontinuità” e “un progetto per la crescita”, Susanna Camusso spiega a parole quello che la mediazione con gli altri protagonisti dell’iniziativa non ha consentito di mettere nero su bianco. E cioè o il governo – dice il segretario della Cgil arrivando ad Amalfi per partecipare a convegno organizzato dalla componente del Pd guidata da Dario Franceschini Area democratica – «è in grado di immaginare un progetto per il Paese o è meglio cambiare il soggetto che governa». In realtà non tutti i firmatari della nota diffusa mercoledì sottoscriverebbero pubblicamente la richiesta di dimissioni, foss’anche come una tra le ipotesi in campo. L’operazione infatti è nata da un’iniziativa congiunta Confindustria-Abi, che non sono propriamente due sigle antiberlusconiane. E che però hanno voluto mandare al governo un segnale concreto, più forte di quelli lanciati negli ultimi mesi attraverso semplici dichiarazioni. Il via è stato dato da Giuseppe Mussari mentre due settimane fa …

Dal PD proposte in Parlamento e nel Paese per riformare la politica

Bersani: “Ognuno può giudicare la differenza tra il nostro impegno e il comportamento della maggioranza che chiede fiducia sulla legge ad personam”. Quattro proposte per ridurre i parlamentari, cambiare legge elettorale, nuove norme su incompatibilità e disciplina dei partiti. “I Gruppi parlamentari del Partito Democratico, d’intesa con il gruppo dirigente del Pd, hanno deciso di lanciare una forte iniziativa sulla sobrietà e la trasparenza della vita politica. I pilastri di questa sfida sono quattro proposte. La prima: una drastica riduzione del numero dei parlamentari. La seconda: una riforma della legge elettorale volta a restituire ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti. La terza: norme più rigorose sull’incompatibilità. La quarta: una legge sulla disciplina dei partiti, in applicazione del dettato dell’articolo 49 della Costituzione, che vincoli il finanziamento pubblico al rispetto di procedure democratiche interne e alla certificazione e trasparenza dei bilanci. Queste proposte saranno al centro di una doppia iniziativa, nel Parlamento e nel Paese con una mobilitazione a sostegno delle nostre riforme. Le proposte sono coerenti con le norme contenute nel Codice …

"Il sistema istituzionale liquefatto", di Gian Enrico Rusconi

Come si permette Umberto Bossi di rispondere al Presidente della Repubblica di rassegnarsi al fatto compiuto del «decentramento» di alcuni ministeri a Monza? «I ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là, siamo convinti che il decentramento non sia solo una possibilità, ma una opportunità per il Paese». Questa non è affatto una risposta alla qualità dei rilievi che il Presidente della Repubblica ha rivolto si noti – al presidente del Consiglio, che si è ben guardato dal rispondere. A parte la scorrettezza istituzionale e la sceneggiata di Monza, siamo davanti ad un gesto di irrisione istituzionale che umilia i cittadini e ridimensiona di fatto lo stesso Berlusconi. A quando il trasferimento (pardon, il decentramento amministrativo) di Palazzo Chigi ad Arcore? Non mi pare che la classe politica nel suo insieme – alle prese con il fango della corruzione – si sia resa conto della gravità di quella che l’opposizione si è limitata a chiamare «farsa». In realtà rischia di essere una trappola istituzionale dalle conseguenze imprevedibili. Eppure il presidente del Senato Schifani, con aria …

"Tutto in suo nome", di Aldo Schiavone

Il Parlamento è prigioniero degli incubi di un uomo che è stato un leader e che ora non riesce a pensare ad altro che alle sue paure e alle sue ossessioni. Non vi sono strategie, non vi sono programmi. La salvezza privata si fa ragion di Stato e diventa l´unico orizzonte in cui muoversi. Allungare i tempi del processo penale con una modifica legislativa che sarebbe un azzardo chiamare riforma, è l´ultima cosa di cui l´Italia avrebbe in questo momento bisogno. Con una scelta senza precedenti, tutte le forze produttive che tengono in piedi il nostro sistema economico hanno chiesto solennemente una svolta, una “discontinuità” nella politica e nel governo. Ogni giorno appare sempre meglio che la manovra appena votata non basta, e che bisognerà probabilmente impostarne una nuova, probabilmente drammatica. La speculazione finanziaria ha puntato il mirino sulla nostra fragilità finanziaria. Un numero crescente di famiglie sente sul collo il fiato di una povertà che sembrava dimenticata per sempre. Eppure tutto questo non basta. Che l´Italia attraversi la crisi più grave dal dopoguerra non …

Crisi, la Germania ci «scarica» e Prodi s'infuria

Si chiude un’altra giornata di fuoco per i titoli di Stato italiani, con lo spread balzato a oltre 330 punti e i tassi decennali in asta ai massimi dal 2000. È il mercato del debito europeo a soffrire: lo spread dei titoli spagnoli ha sfondato i 350 punti, Irlanda e Portogallo viaggiano sopra gli 800, l’euro è sotto 1,43 dollari. Ma l’Italia – che pure si tiene a distanza di sicurezza dai Paesi europei che hanno ricevuto il salvataggio – è al centro dell’attenzione dei mercati. Sia per le dimensioni ingenti del suo debito pubblico, che ne fanno un ‘bastione’ di difesa della moneta unica. Sia per i timori contingenti riguardanti la stabilità politica del Paese, alimentati dai voci e indiscrezioni. Il risultato: movimenti speculativi e molti investitori che si allontanano, con lo ‘spread’ sul Btp a dieci anni oggi a 337, un soffio dai 350 punti segnati le corse settimane che rappresentano il massimo da quando esiste l’euro. È in questo contesto che si è svolta l’asta sui titoli italiani di stamani, attesissima dopo …

Processo lungo, il governo ha fretta. E in Senato pone la fiducia sul ddl

Il governo ha posto al Senato la questione di fiducia sul ddl del cosidetto “processo lungo”. Si tratta del procedimento che consente di allungare a dismisura i testi a difesa. Lo ha annunciato in Aula il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito. la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha stabilito che la fiducia al ddl si voterà domani mattina intorno alle 10, con la prima chiama dei senatori. Alle 9 cominceranno le dichiarazioni di voto. Non si fa attendere il commento dell’Associazione nazionale magistrati. “Processo lungo significa non arrivare mai a sentenza – scrive in una nota il presidente Luca Palamara – questo provvedimento è dettato dall’esigenza di risolvere situazioni particolari e non porta ad alcun miglioramento dell’efficienza del processo”. Le opposizioni reagiscono. Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, chiede al neoministro della Giustizia Nitto Palma di presentarsi in Aula per spiegare il perché di una simile accelerazione. “Assolutamente ingiustificata – afferma l’esponente dei democratici – non si spiega se non con la necessità di salvare il presidente del Consiglio …