"Giovani e disoccupati, Napolitano inascoltato", di Luigi Bartone e Rosario Oliverio
Giovani e disoccupati, Napolitano inascoltato Nel mondo «civile» li chiamano Neet, «Not in Education, Employment or Training». Sono i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti né a scuola né all’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale.Un esercito invisibile di ragazzi in fila davanti ad una porta, in attesa che qualcuno apra. La disoccupazione giovanile in Italia è un fenomeno che ormai assume dimensioni non più trascurabili. Quasi il 30% dei giovani italiani, secondo i dati Istat, è disoccupato contro una percentuale dell’8-9% della media europea. Il fenomeno assume cifre a dir poco preoccupanti se si guarda al Sud. La crisi ha accentuato ancora la distanza tra le regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno. Il 46% delle donne residenti al Sud non lavora. Un dato che, già catastrofico di suo, è comunque contenuto dai fenomeni di scoraggiamento che hanno spinto molti lavoratori ad interrompere le azioni di ricerca, finendo classificati fra gli inattivi. Le generazioni più giovani passano dalla precarietà alla disoccupazione, …
