Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Fame e siccità, così muore l’Africa", di Domenico Quirico

Colpite 11 milioni di persone fra Somalia, Kenya ed Etiopia. La fame. Ha una forza tremenda la fame, scuote spezza deforma annienta uomini, regioni, popoli. È metodica, lavora con pazienza, non ha fretta. Regala, tra tutte, la morte la più dimessa e silenziosa. Negli occhi di questi moribondi non si legge traccia di vita o di espressione. Molecola dopo molecola spreme i grassi e asciuga le albumine dalle cellule umane. Rende le ossa così friabili che si spezzano a toccarle, fa incurvare le gambe dei bambini, annacqua il sangue che scorre senza forza e senza peso, fa girare la testa, prosciuga i muscoli, corrode alla fine il tessuto nervoso. Questo è il primo passo: poi la fame svuota l’anima, caccia la gioia e la speranza, toglie la forza di pensare e provoca rassegnazione, egoismo, crudeltà, indifferenza. Nell’Ogaden madri, accecate dalla fame, hanno gettato i figli nei pozzi asciutti, li hanno lasciati sul ciglio della pista appoggiati a un arbusto. Senza voltarsi indietro hanno ripreso a camminare, passo dopo passo. Cibo cibo, mangiare qualcosa, qualsiasi cosa: …

Rimpatri. Pd, norme disumane contro dignità della vita

La Lega mostra il suo volto razzista “La Lega sta mostrando il suo volto più becero e razzista. Sono indignata”. Lo dichiara Luisa Bossa, deputata Pd, a margine dell’approvazione del decreto sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio dei cittadini irregolari. “I toni che si ascoltano in questi giorni a Montecitorio sono indecenti – continua Bossa -; ho sentito il deputato leghista Bragantini usare linguaggio ed espressioni sprezzanti verso i migranti, che affrontano traversate tragiche per fuggire dalla fame e dalle guerre, per cercare un futuro. Si parla di essere umani, di persone, e se ne smarrisce completamente il senso. Vogliono tenere i migranti nei Cie diciotto mesi, in una sostanziale detenzione senza che abbiano commesso reati. Vogliono espellere i migranti a cui viene revocato il permesso senza che possano appellarsi. Negano il diritto dei giornalisti a visitare i Cie. Varano una disciplina indegna della grande tradizione civile dell’Italia. E’ curioso – conclude la deputata – che nella stessa Aula, pochi giorni fa, si sia discusso di testamento biologico e che dagli stessi …

«Affievolire e rivedere il 41bis» La proposta choc del governo, di Nicola Biondo

«Affievolire il 41bis o non reiteralo per quei detenuti i cui contatti con le organizzazioni mafiose sono venuti meno». È questo l’auspicio di Palazzo Chigi. A mettere nero su bianco la proposta è il Dipartimento per gli affari giuridici della Presidenza del Consiglio in una relazione presentata l’11 luglio scorso a Roma. Il rapporto, con l’introduzione del sottosegretario Gianni Letta, prende in esame le contestazioni e le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dell’amministrazione della giustizia in Italia, in particolare sui ricorsi dei detenuti al carcere duro. Rilievi che consentono al Dipartimento di «invadere» un campo tutto politico in una delle materie più incandescenti nella lotta antimafia, con la proposta di una riforma radicale del carcere duro. «In prospettiva – si legge nel documento – si potrebbe pensare di trasformare il 41 bis da regime speciale a regime ordinario di detenzione (derogabile, quando è il caso, in senso favorevole ai detenuti) o addirittura a pena di specie diversa, inflitta dal giudice con la sentenza di condanna e prevedere meccanismi di affievolimento o …

"La «dissolvenza» degli archivisti: entro il 2016 in pensione l’80%", di Jolanda Buffalini

A rischio la «memoria» storica che giace custodita negli spazi del Mibac: il blocco del turn over dei dipendenti provocherà nel giro di un lustro la quasi estinzione di personale specializzato in biblioteche e archivi. Una sindrome di smemoratezza collettiva incombe sul paese non a causa di uno di quei movimenti tellurici che producono incolmabili cesure nella storia dell’umanità (dalla glaciazione alle rivoluzioni, alle guerre mondiali). L’alzheimer collettivo si sta producendo per blocco del turn over. L’80 per cento dei dipendenti del Mibac (il Ministero dei beni culturali e ambientali) andrà obbligatoriamente in pensione entro i prossimi 4-5 anni. «Fannulloni», direbbe il ministro Brunetta beccandosi l’epiteto di cretino dal collega Tremonti. Ma non solo: archivisti, bibliotecari, archeologi, storici dell’arte, informatici. Professionalità fondamentali che non hanno modo di trasmettere la loro esperienza a chi verrà dopo. Perché dopo non c’è nessuno, nonostante la generazione di precari che cerca di farsi strada sia la più formata della storia repubblicana. Ugo Gallo, funzione pubblica Cgil di Roma, fa l’esempio degli archivi di Stato cittadini, dove sono conservati i …

Il governo con la manovra reintroduce da lunedì i ticket. E' inaccettabile

Il PD è contrario, Rosy Bindi attacca: “Il governo se ne deve andare, fa male al Paese”. Bersani: “Noi responsabili, loro massacrano la sanità”. Livia Turco:”La manovra è sempre più iniqua”. “Sia chiaro a tutti: saremo responsabili sui tempi di questa manovra, ma i suoi contenuti non ci appartengono. Siamo profondamente contrari alle scelte inique e antisociali a cominciare dalla reintroduzione dei ticket”. Lo dice la presidente dell’assemblea del Pd Rosy Bindi. “E’ una manovra sbagliata- aggiunge Bindi- che si accanisce contro i piu’ deboli, le famiglie e quel che resta del ceto medio italiano, su di loro si scaricano i costi altissimi di questi tre anni di malgoverno della destra. Berlusconi, Tremonti e questa maggioranza sono oggi la vera casta che spadroneggia in Italia, arroccati in difesa delle corporazioni, dei propri privilegi e degli interessi di pochi. Se ne devono andare al piu’ presto, stanno facendo davvero male all’Italia”. Livia Turco, deputata del Pd, rincara: ” La reintroduzione del ticket sulle ricette mediche e gli interventi del pronto soccorso prevista dal governo già da …

"In ballo non c’è (più) Berlusconi", di Stefano Menichini

Il mugugno o l’insofferenza di quelli di sinistra: per salvare l’Italia abbiamo una volta di più salvato Berlusconi, e senza ricevere nulla in cambio. Il sollievo o il flebile rilancio propagandistico di quelli di destra: il governo ha superato un’altra crisi, le opposizioni hanno le armi spuntate, siamo più forti di prima. È sorprendente che con tutto quello che succede ci sia ancora in giro gente animata da tanto fuoco partigiano. Politici e giornali capaci di concentrarsi sul movimento di Palazzo mentre l’Italia è citata dai media mondiali per un solo drammatico concetto: non sarà la seconda Grecia, è troppo grande per essere salvata… Appena martedì scorso davamo voce alla rabbia che sentiamo salire nel centrosinistra per il doversi far carico degli errori altrui, dunque non è per noi questione di essere bipartisan: è semplice logica politica. In questi giorni non è mai stata in ballo la sopravvivenza del governo. Certo, anche l’ultimo peone sa che l’Italia avrebbe una credibilità decuplicata se a guidarla fosse qualcun altro. E del resto tutte le decisioni importanti in …

"Restiamo sotto osservazione", di Stefano Lepri

Con la manovra economica approvata dalle Camere in tutta fretta passerà la burrasca; ma l’Italia resterà sotto osservazione. Anche sui mercati finanziari, come nella vita di ogni giorno, la fiducia si perde in fretta, si riconquista a fatica. D’ora in poi, tutte le giravolte della nostra politica saranno tenute d’occhio; potranno costare care, ciascuna misurata sui tassi di interesse che lo Stato paga sui suoi debiti. Ieri Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia e futuro presidente della Banca centrale europea, ha notato che l’instabilità in Europa è frutto di errori che tutti i governi hanno compiuto, affrontando la crisi dei Paesi deboli «con interventi parziali e temporanei». Poi però ha aggiunto che se i mercati si sono mossi la settimana scorsa contro l’Italia, che ha problemi di lungo periodo – non immediati come quelli di Grecia, Irlanda, Portogallo – è a causa delle incertezze sulla politica di bilancio. Lo si può dire in gergo tecnico, se si vuole, come fanno gli uffici studi: non c’è stato, nei giorni scorsi, alcun deterioramento dei dati fondamentali dell’economia …