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"Legge sul testamento biologico Una ferita alla laicità dello Stato", di Michele Ainis

Nel grande teatro di Montecitorio ieri è andato in scena Eugene Ionesco, il maestro dell’assurdo. Non tanto perchè i nostri deputati si lambicassero il cervello in esercizi filosofici mentre là fuori tremavano le borse. Nemmeno per la singolare concezione dell’urgenza che ispira il Parlamento: il Senato ci ha messo 17 mesi per votare il ddl Calabrò sul testamento biologico, la Camera ne ha fatti passare altri 14 prima di discuterlo, adesso — chissà perché— lo sprint finale. Ma il paradosso non è soltanto esterno, non è un effetto della congiuntura. No, abita all’interno della legge, come una tenia dentro l’intestino. Anzi: a metterli in fila, i paradossi sono almeno quattro. Primo: le motivazioni. Quelle dettate in aprile dal presidente del Consiglio, con una lettera ai suoi parlamentari. Sarebbe meglio non farla questa legge (Berlusconi dixit), sarebbe preferibile lasciare un vuoto normativo; ma siccome poi i giudici decidono lo stesso, ci toccherà turare il vuoto. E in quale altro modo dovrebbero mai comportarsi, povericristi? Il nostro ordinamento non ammette lacune: se un magistrato lascia cadere nel …

"Opposizione, prova di leadership", di Mario Lavia

Titolavamo ieri “L’Italia sull’orlo del crack, l’opposizione pronta a salvarla”: e infatti. Senza Pd, Udc, Idv il paese sarebbe andato a fondo. Già, perché in questa operazione di responsabilità (ma non di corresponsabilità), il partito di Bersani ha saputo raccordarsi con quelli di Casini e Di Pietro e, fuori dal parlamento, con quello di Vendola, con tanti saluti a chi dice che uno schieramento alternativo alla destra appartiene al mondo dei sogni. Il Pd sta dando un prova molto forte, di grande sensibilità nazionale. Ha esercitato leadership. Avrebbe potuto mettere i bastoni fra le ruote, ottenendo l’umiliazione del governo ma facendo pagare un prezzo assurdo all’Italia. Essendo un partito serio, ha scelto un’altra strada, e ha fatto bene. Nella mente di Berlusconi martellano altri pensieri. Dover sborsare 560 milioni di euro a De Benedetti. Il destino delle sue aziende. I compromessi fra i figli. Le peripezie giudiziarie. Le sue tempie pulsano per tutto questo, non c’è molto spazio per il resto. Infatti non si fa vedere né sentire, costretto alla fine a parlare con una …

"Così si apre la strada a tante cause legali", di Umberto Veronesi

Ho avviato sei anni fa in Italia la campagna di sensibilizzazione a favore del Testamento Biologico, per allineare l’Italia ai Paesi civilmente avanzati – ad esempio gli Usa, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna – come è, e sempre è stato il nostro. È stata per me una battaglia culturale per l’evoluzione di un pensiero in cui credo da sempre: il pensiero laico, libero, trasversale. Ho scritto, come autore unico o insieme ad alcuni dei nostri migliori giuristi, cinque libri sul tema della libertà e il diritto di accettare o rifiutare le cure in ogni circostanza, sulla base delle convinzioni personali. Questo è infatti l’obiettivo del Biotestamento ovunque nel mondo: mettere sempre al centro di ogni decisione la volontà della persona. Avevo anche qualche ambizione in più. Ho sempre pensato che il testamento biologico – cioè l’espressione anticipata delle proprie volontà circa le cure che si vogliono o non si vogliono ricevere, in caso di perdita della facoltà di esprimersi di persona – potesse avere anche un valore educativo, perché obbliga ognuno ad affrontare …

"La "supplenza" di Napolitano nel giorno del salvataggio", di Carmelo Lopapa

Il Cavaliere si defila ma avverte: “Io non vado via”. Una serie frenetica di telefonate con Tremonti e Letta, poi con Casini e infine con Bersani. Per Berlusconi tornato a Roma, due ore di riposo pomeridiano e due visite private. La grande rete di salvataggio è una trama costruita ora dopo ora, telefonata su telefonata, un contatto dopo l´altro, coi leader dell´opposizione, con gli uomini di governo. Resistenze da abbattere, angoli da smussare, conti da far quadrare, l´Europa che attende, le borse che insidiano. È la partita più delicata e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ne diventa involontariamente il regista quasi solitario, il tessitore della rete salva-Paese. Sono ore concitate ma il capo dello Stato si guarda bene dal travalicare i suoi «confini», non un intervento diretto, nulla che vada oltre la moral suasion. Da parte sua, solo un segnale di peso a beneficio dei mercati per difendere gli interessi nazionali. Ma il filo è diretto con Tremonti, impegnato all´Ecofin di Bruxelles e poi a Roma al Senato per mediare con le opposizioni. Il …

"L'ultima volontà espropriata", di Stefano Rodotà

Pessima giornata, ieri, per la civiltà giuridica di questo paese. Pessima giornata per la legittimazione sociale del Parlamento, che si allontana vertiginosamente dalle persone, da anni favorevoli quasi all´80% al diritto di ciascuno di decidere liberamente sulle modalità del morire. Questo ci dice il voto con il quale la Camera dei deputati ha approvato le norme sulle “dichiarazioni anticipate di trattamento” che espropriano ciascuno di noi del potere di decidere sul morire. Non è ancora una legge della Repubblica, perché il testo dovrà di nuovo essere esaminato dal Senato. Ma, dopo che si è riusciti a peggiorare un testo orribile già all´origine, ogni speranza che i senatori possano avere qualche ripensamento sembra del tutto infondata. Al posto della volontà della persona compare ormai, violenta e invadente, quella del legislatore. Perdiamo il diritto all´autodeterminazione, che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 438 del 2008, ha riconosciuto come diritto fondamentale della persona. Si esclude, infatti, che la persona possa liberamente stabilire quali siano i trattamenti che intende rifiutare qualora, in futuro, si trovi in situazione di …

Camera dei Deputati: testamento biologico, dichiarazione di voto dell'On Livia Turco per il PD

Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, noi esprimiamo con amarezza e anche con preoccupazione il nostro «no» fermo e pacato a questa proposta di legge. Amarezza perché fin dall’inizio, due anni fa, vi abbiamo esortato a costruire una legge nuova e condivisa, un nuovo inizio, ad accantonare il testo dello scontro e della lacerazione votato al Senato. Per due anni vi abbiamo interpellato, sollecitato, sfidato, vi abbiamo avanzato proposte alternative, mossi da un unico intento: fare una legge positiva, umana, per le persone. Voi ci avete sempre opposto il totale diniego a qualunque forma di confronto, e lo si è visto anche in quest’Aula. Vi abbiamo sollecitato ad ascoltare i medici, i familiari, i pazienti e l’importante dibattito pubblico che si è svolto nel nostro Paese. Il vostro arroccamento è segno di arroganza ma anche di debolezza. Negli ultimi emendamenti presentati in Aula avete gettato la maschera e avete chiarito che a voi non interessano le dichiarazioni anticipate di volontà, ma solo impedire in ogni caso la sospensione della nutrizione per le persone che sono …

Manovra, approvazione entro domenica

Le opposizione rinunciano all’ostruzionismo ma avvertono: “Poi il governo se ne deve andare”. Saranno presentati pochi emendamenti che riguardano equità, regole e crescita. Le tappe: giovedì al Senato e il 16 alla Camera. E’ una corsa contro il tempo. Con un fronte bipartisan che, davanti all’attacco della speculazione 1, chiede che entro domenica, prima della riapertura delle Borse, arrivi il via libera alla manovra economica. E con l’opposizione che rinuncia all’ostruzionismo ma chiede che il governo levi il disturbo “subito dopo la manovra”. Dopo giorni di silenzio parla, anche se solo con una nota scritta, Silvio Berlusconi: “Dobbiamo essere uniti e coesi nell’interesse comune. Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione. La nostra economia è vitale. Può contare sulla capacità innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali. La fiducia nello sviluppo non è mai venuta meno” All’indomani del nuovo appello del …