Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Lo statale perde fino a 43mila euro", di Gianni Trovati

Fino a 43mila euro lordi in cinque anni per gli alti vertici delle amministrazioni centrali, ma oltre 2mila anche per un bidello che ne guadagna 23mila all’anno. È il conto che, a consuntivo, potrebbe essere chiesto ai dipendenti pubblici dall’effetto combinato delle ultime due manovre. Quella approvata la settimana scorsa torna a concentrarsi sul pubblico impiego, blinda i risparmi previsti con le misure del 2010, e propone al Governo un pacchetto di opzioni per ridurre la spesa di 1,1 miliardi nel 2013-2015 e di altri 370 milioni annui dal 2016. Tra le scelte aperte dal nuovo intervento, la più probabile è un ulteriore blocco di incrementi e contrattazioni, che potrebbero rimanere congelati fino al 2015. Una certezza: quelli chiesti al pubblico impiego non sono risparmi temporanei, da recuperare passata la buriana, ma sono strutturali e andranno consolidati nei prossimi anni. Un sospetto fondato: il nuovo rinvio che pende sui rinnovi contrattuali, che dovrebbero ripartire nel 2013 ma possono slittare al 2015. Un punto interrogativo sulle misure che arriveranno dal 2016 in poi. Sono questi gli …

"La differenza fra un treno e un golpe", di Michele Brambilla

Sarebbe fin troppo banale condannare la guerriglia in Val di Susa dicendo che mai e poi mai si può giustificare l’uso della violenza, che una cosa sono le proteste pacifiche e un’altra i lanci di pietre e di bombe carta, eccetera eccetera. Tutte considerazioni ovvie, anche se doverose. Ma questa volta crediamo che si possa dire qualcosa di più, oltre alla solita litania di «sdegno», «indignazione», «ferma condanna» e così via. Il punto è la distinzione tra la manifestazione del mattino e quella del pomeriggio. La prima è stata pacifica, con famigliole in corteo. La seconda la gazzarra che sappiamo, con i famigerati black bloc in azione. Tra i manifestanti del mattino e quelli del pomeriggio, o se volete tra gli storici comitati No Tav e i professionisti della violenza, c’è dunque una differenza netta. Questa sarebbe appunto la considerazione scontata e banale. Quella meno scontata e meno banale, invece, riguarda i toni, le dichiarazioni, i discorsi che purtroppo abbiamo sentito anche dai manifestanti non violenti. Abbiamo sentito parlare di militarizzazione della valle, di violenza …

"Napolitano: La manovra non è ancora arrivata al Quirinale", di Bianca Di Giovanni

«Si precisa che a tutt’oggi la presidenza del consiglio non ha ancora trasmesso al Quirinale il testo del decreto legge». Con una nota telegrafica il Colle mette fine alla ridda di indiscrezioni che davano la manovra già sul tavolo del presidente della Repubblica. Una precisazione che indirettamente rivela anche il lavorio tutto interno all’esecutivo, ancora impegnato a smussare le parti più difficili da digerire per alcune componenti della coalizione. Non è la prima volta che i testi definitivi arrivano qualche giorno dopo il varo. Ma stavolta i motivi per rivedere i dettagli sono tutti politici. Le pensioni mandano in fibrillazione la Lega, mentre sui mancati tagli alla politica anche la base del Pdl mostra mal di pancia. Insomma, la «finanziaria-monstre» non sarà un passaggio tanto pacifico: a confermarlo anche l’appello di Renato Schifani per interventi condivisi in Parlamento. Insomma, la maggioranza traballa e cerca un ancoraggio tra i banchi dell’opposizione. Da cui, però, arrivano per ora solo parole di fuoco. «Quasi la metà dei 47miliardi all’anno previsti a partire dal 2014 sono costituiti da maggiori …

"I proclami di Bossi sono già lettera morta", di Marco Alfieri

Fatti in tempi certi. Impegno da parte del governo a realizzare 12 punti programmatici nei prossimi 180 giorni entro le date stabilite». L’ultimatum del Carroccio è stilato in una paginetta asciutta, distribuita in migliaia di copie due domeniche fa sul pratone di Pontida. «Caro Silvio, prendere o lasciare», sibilò Umberto Bossi sotto il sole a picco. Proprio oggi scade il primo mini lotto dell’aut aut leghista e se prendiamo alla lettera il Contratto con i padani, già stasera il governo Berlusconi dovrebbe cadere per il ritiro dell’appoggio leghista. Entro due settimane da Pontida, cioè oggi, infatti, si legge, «il consiglio dei ministri deve varare la riforma costituzionale che stabilisce il dimezzamento del numero dei parlamentari e la nascita del senato federale. Tempo per l’approvazione definitiva da parte del Parlamento: 15 mesi». Ma di questo provvedimento non c’è traccia. Solo una vaga notizia di invio all’esame del pre Cdm di una bozza di riforma costituzionale di cui sopra. Ma se anche fosse, e venisse approvata chiavi in mano, sarebbe fuori tempo rispetto al timing di Pontida. …

"Patrimoniale capovolta", di Nicola Cacace

L’Italia non cresce per tanti fattori e il primo è la diseguale distribuzione del reddito: troppa distanza tra alti e bassi redditi, tra precarietà giovanile e privilegi di molte caste a cominciare da quella politica. Metà della ricchezza privata nazionale è nelle mani del 10% delle famiglie, l’80% ne possiede le briciole. Infatti l’indice di Gini, quello che misura le distanze di redditi tra ricchi e poveri è superiore a 0,33, cioè il più alto d’Europa. La manovra Tremonti-Berlusconi di 47 miliardi da oggi al 2014 aumenta le diseguaglianze, invece di ridurle, attraverso i ticket sanitari, i tagli selvaggi agli Enti locali cioè meno servizi ai meno abbienti -, il congelamento degli stipendi degli statali e soprattutto il congelamento di milioni di pensioni da 1400 euro lordi al mese, poco più di 1000 euro netti. Ecco a chi si chiedono sacrifici per riequilibrare i conti! Come non bastasse, si piange sui 120 miliardi di evasione fiscale e si annunciano manovre di allentamento di verifiche e controlli su autonomi e piccole imprese. Che andrebbero aiutati in …

"I medici a rischio estinzione tra 10 anni sparito uno su due", di Michele Bocci

Record di uscite e pochi nuovi laureati: mancheranno internisti e pediatri. Più radiologi, meno pediatri ecco chi sale e chi scende nelle corsie degli ospedali. Le previsioni per il 2021: mancherà un medico su due. Ogni anno si specializzano 5mila professionisti ma ne servirebbero quasi il doppio. Addio a 140 reparti di medicina interna, a 67 di chirurgia generale e a 41 di ginecologia. Ma eccone 71 in più di radiologia. Nei prossimi dieci anni, in Italia andranno in pensione più medici di quelli che saranno specializzati dalle università. E per certe discipline negli ospedali sarà crisi. Che il saldo tra chi entra e chi esce sia negativo ormai è noto da tempo, sta scritto pure nel piano sanitario nazionale, ma una cosa è prendere in considerazione il totale dei camici bianchi che se ne vanno, un´altra è andare a vedere cosa succede nelle singole specializzazioni. Lo ha fatto il sindacato ospedaliero Anaao Assomed in una ricerca basata sui numeri del ministero della Salute, della Federazione degli ordini dei medici, delle università. Si parte dal …

«Se non ora quando un Paese per donne? Ecco perché è tempo di tornare a parlarci», di Valeria Fedeli

Il 9 e il 10 luglio ci ritroveremo a Siena: una piattaforma aperta per dare voce a chi si è riconosciuto nel movimento del 13 febbraio. Quello che ha detto «basta» e che ora vuole scrivere l’agenda per l’Italia di domani, Tornano le donne del 13 febbraio. Non siamo più solo noi, donne di snoq, le promotrici di quella straordinaria e inedita giornata di mobilitazione nazionale, a considerare questa data uno spartiacque fondamentale dell’avvio del cambiamento nel nostro Paese. La centralità politica delle donne nel determinare il cambiamento che stiamo vedendo nei risultati delle elezioni amministrative, nei referendum, dice molto di quanto quella giornata, con la partecipazione di donne e uomini di ogni età e condizione, cultura, appartenenza, ha segnato l’avvio del risorgimento civile, etico e democratico di questa fase storica dell’Italia. Una partecipazione popolare guidata da donne! Attorno alle parole e ai contenuti di quella giornata, si sono riconosciute quel milione di persone che hanno riempito le piazze e che hanno rappresentato il Paese che vorremmo. È apparso chiaro che la forza e la …