Tutti gli articoli relativi a: attualità

Il Pd si prepara al governo "Apriamo ai movimenti", di Goffredo De Marchis

Il Partito democratico anticipa le elezioni. Le vince, va al governo e il berlusconismo tramonta davvero. Cosa si fa una volta approdati a Palazzo Chigi? La lunga simulazione è cominciata ieri durante un seminario a porte chiuse organizzato dalla Fondazione Italianieuropei. Tre soli ospiti: il segretario del Pd Bersani, la presidente Bindi e il capo della minoranza interna Veltroni. Al riparo da giornalisti e telecamere, professori e politici dell´associazione guidata da Massimo D´Alema hanno discusso con i vertici del Pd facendo finta che l´ora X sia già qui, dietro l´angolo. Le sorprese non mancano. D´Alema dimentica gli scontri feroci degli anni passati e apre al contributo della società civile. Almeno nella versione offerta da Pier Luigi Bersani. «Possiamo e dobbiamo stare accanto a quei movimenti che non chiedono solo la difesa dell´esistente ma propongono un´innovazione», spiega il leader. Il presidente del Copasir annuisce e osserva senza verve polemica: «Guardate Milano. La cosa più curiosa è che abbia vinto Pisapia con i suoi 15 anni di parlamento sulle spalle. Noi in fondo, con Boeri, avevamo fatto …

“Il Governo si sta avviando verso un tramonto estenuante e pericoloso", di Andrea Draghetti

Bersani:”Il governo ha il dovere di risolvere l’emergenza rifiuti in Campania, se non è in grado di farlo deve andare a casa” “Dovrei essere io uno dei pochi italiani che gli credono?”. Così Pier Luigi Bersani ha risposto all’appello al dialogo condiviso del premier Silvio Berlusconi. Durante la conferenza stampa di presentazione Tamtàm democratico, la nuova rivista di cultura politica, il leader democratico ha ribadito che “dialogo è una parola fumosa. Il dialogo, lo ripeto si può fare in un posto ben preciso che si chiama Parlamento: lì sono disposto a discutere di tutto, come, ad esempio, dimostrato dalla nostra proposta per risolvere l’emergenza rifiuti. Se vogliono il dialogo in Parlamento ci siamo. Ma finora siamo stati sempre inascoltati: altrimenti non ci troveremmo davanti a questa manovra economica che stanno per presentare. Berlusconi dice ‘no a crisi al buio?’. Ma il buio siete voi…”. La presentazione del magazine online è stata anche l’occasione per rispondere ad alcune domande di attualità politica: Scontri tra forze dell’ordine e No-Tav. “Nel movimento No-Tav ci sono anche frange violente. …

"«Li ascolteremo. Anche perché un po' ci copiano» Nella legge delega molte delle nostre proposte. No alla patrimoniale", di R. Bagnoli

«L`apertura di Berluscòni? Temo sia uno specchietto per le allodole, però noi vogliamo andare a vedere anche perché molte delle proposte fiscali di cui si discute sono le stesse lanciate dal Pd». Stefano Fassina, responsabile economico del partito guidato da Pier Luigi Bersani, precisa che un anno fa – «anche se non se lo ricorda nessuno» – il Pd fece una proposta – «Fisco 20-20-20» – che «purtroppo siamo riusciti a fare approvare». La può spiegare? «È una convergenza alto%o sia dell`aliquota Irpef, quella sui redditi di impresa e sulle rendite finanziarie. Ora Tremonti e Berlusconi si presentano con un disegno di legge delega che, da quanto trapela sui giornali, saccheggia a piene mani le nostre proposte. Sembra ci sia pure il bonus figli, senza quoziente famigliare, esattamente come avevamo suggerito noi». Quindi siete disposti ad accogliere l`invito del premier? «Certo, noi ci siamo, però vediamo di che si tratta in concreto. Berlusconi, nel suo videomessaggio, se ho capito bene non ha detto che presenterà contestualmente la manovra e il disegno di legge delega sulla …

"Diritto d'autore Il controllo spetta al giudice", di Juan Carlos De Martin

Ameno di un cambio di direzione dell’ultimo minuto, l’Italia si appresta a mostrare al mondo come un grande Paese democratico possa distrarsi al punto da permettere a un’autorità amministrativa, invece che a un giudice, di decidere cosa è lecito pubblicare. Secondo i resoconti di un recente incontro a Roma tra alcuni esponenti della società civile e il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, infatti, l’Autorità si accinge a varare un provvedimento che si preannuncia a dir poco controverso. In base alle linee guida pubblicate dall’Autorità in occasione di una consultazione pubblica tenutasi a inizio anno, l’Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d’autore. L’Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario. Anche ammettendo che l’Agcom abbia tali poteri sanzionatori su questa specifica materia – e ci sono esperti che lo …

"L’anima del Pd. Le tre D della nuova politica", di Walter Tocci

Durata. Decisione. Differenza. È su questi argomenti che poggia la riflessione per fare del Pd un partito capace di rappresentare una concreta e affidabile alternativa. Le elezioni amministrative e i referendum hanno acceso il dibattito sulle forme nuove della politica e sul modo migliore per riavvicinare i partiti ai cittadini. E viceversa. È giunto il tempo di spiegare perché abbiamo scritto la parola partito nelle nostre bandiere. Perché solo noi in Italia ci chiamiamo partito? E perché ci siamo convinti a questa scelta dopo averla negata per tanti anni? Provo a rispondere con tre parole. Le tre D per il partito democratico: Durata, Decisione e Differenza. DURATA. Ci è stato riconosciuto di aver aiutato il risveglio italiano. La mitezza di Bersani sotto il palco di Pisapia non è segno di debolezza, ma corrisponde al massimo risultato elettorale del Pd in quella città. Paradossalmente la vocazione maggioritaria funziona meglio quando non viene predicata. Fin qui tutto bene, ma come prosegue l’aiuto? Tutti i movimenti di quest’ultimo anno si sono posti il problema della durata, di come …

"Ricercatori italiani dei fannulloni? Leggete i rapporti internazionali", di Pietro Greco

Dicono che i ricercatori italiani siano dei fannulloni. E dei provinciali. Ma questi noti commentatori non leggono i rapporti internazionali su come va la scienza nel mondo. Uno dei più recenti – Knowledge, networksand nations. Global scientific collaboration in the 21st century, pubblicato dalla gloriosa (è il caso di dirlo) Royal Society di Londra – mostra come l’attività di ricerca sia enormemente cambiata a scala globale nel corso degli ultimissimi anni. Sono aumentati gli investimenti: del 45%tra il 2002al 2007. Sono aumentati i ricercatori: da 5,7 a 7,1 milioni (+19,7%). È aumentata la produzione scientifica: gli articoli su riviste con peer review sono passato da 1,09 milioni a 1,58 milioni (+45,0%). È aumentato il tasso di internazionalizzazione: tra il 1996 e il 2007 il numero di articoli frutto di una collaborazione tra scienziati di paesi diversi è passato dal 25% al 35%. È aumentato il novero dei paesi dove si fa scienza: ormai è la Cina il paese che ospita più scienziati al mondo (1,5 milioni; contro 1,4 degli Usa e 1,3 dell’Europa). Tutto questo …

Crolla il Cavaliere cresce il movimento "invisibile", di Ilvo Diamanti

Grande è il disordine sotto il nostro cielo. Due mesi di consultazioni – elezioni amministrative e referendum – hanno rivelato un cambiamento profondo nel clima d´opinione. Ma non è ancora chiaro come e perché sia avvenuto. I dati dell´Atlante Politico, raccolti da Demos nel sondaggio condotto nei giorni scorsi, offrono al proposito molte indicazioni. Utili a decifrare i motori della svolta elettorale – e politica – di questa fase. 1. La prima causa è la delusione. Nei confronti del governo, di Berlusconi, ma anche della Lega. Il giudizio sul governo non è mai stato così negativo, da quando è in carica. Come, d´altronde, quello su Berlusconi. Apprezzato dal 26% degli elettori. Quasi 10 punti in meno rispetto a sei mesi fa. Perfino Bossi lo supera, seppur di poco. Tuttavia, i suoi elettori sono insoddisfatti. Tanto che, tra i motivi della partecipazione al referendum, i leghisti indicano la volontà di “punire il (loro) governo” in misura maggiore rispetto a tutti gli altri elettorati (43%; 10 punti in più della media generale). D´altronde, non è un caso …