Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Piange il telefono precario", di Bruno Ugolini

Il titolo dell’ultima puntata è “Piange il telefono”. Non è l’ennesima intercettazione di Luigi Bisignani. È il titolo della quarantacinquesima puntata del “Diario di un precario (sentimentale)” trasmessa da Radio Articolo Uno (tutti i venerdi alle 11.30, podcast scaricabili dal sito www.radioarticolo1. com). L’autrice, Maria Antonia Fama, lavora a quei microfoni, come autrice e conduttrice. Ha presentato la prima versione della sua opera in teatro (ritrasmessa su Radio3 e presente su Facebook). La protagonista del diario è Assunta Buonavolontà. Non è un triste racconto, Assunta non si piange addosso. La sua forza sta in un’irresistibile ironia, accompagnata da musiche, voci, rumori. Lo stile assomiglia a quello dei promotori cigiellini sui giovani “non più disposti a tutto”. Eccola, dopo la laurea, intraprendere il cammino dei curriculum, dei colloqui, degli stage. Raggiunge così il Cpi (centro per l’impiego) che lei ribattezza Cpt, non come i Centri di Permanenza Temporanea (per immigrati), bensì come Centri di Permanenza Infinita. E alla fine raggiunge il call center della “Suck up my sock” per vendere aspira- calzini, onde aiutare coniugi disordinati. …

"Tremonti nel mirino Pdl: manovra da psichiatra", da www.unita.it

Scontro a quattro giorni dal varo del decreto da 43 miliardi mld, al Cdm di giovedì. Le bozze della manovra di Giulio Tremonti «andrebbero analizzate da uno psichiatra» e dimostrano che il ministro dell’Economia vuole solo «trovare il modo di far saltare banco e governo». È il durissimo attacco che Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa, lancia all’indirizzo del titolare di via XX settembre, in cui il deputato del Pdl -si dice «stufo» di «sentire pontificare una persona che predica benissimo e razzola malissimo» visto che «l’unico ministero che non ha subito tagli alla spesa corrente, ma anzi l’ha aumentata, è il suo!». «Le bozze che sono filtrate sulla manovra – dice il sottosegretario che, fino a tre anni, era responsabile economico di Forza Italia -, più che connotate dal punto di vista economico, finanziario e di bilancio andrebbero analizzate da uno psichiatra. E evidente che il ministro dell’Economia vuole trovare esclusivamente il modo di far saltare banco e governo. In questi tre anni ha fatto di tutto per tenere in vita il malato Paese, ma …

"Tangenti, spie e burattinai la corruzione al potere", di Guido Crainz

«C´era un Paese che si reggeva sull´illecito»: lo scriveva Italo Calvino nel 1980, in un fulminante Apologo sull´onestà nel paese dei corrotti che segnalava con lucidità un mutamento decisivo. In quei mesi infatti la tangente Eni-Petromin, lo scandalo dell´Italcasse e altri venivano a confermare un imporsi della corruzione come metodo rivelato già nel 1974 dalle tangenti petrolifere. Quello stesso 1974 in cui era iniziata la parabola discendente di Michele Sindona, inutilmente contrastata da pressioni politiche e criminali (con l´aggressione alla Banca d´Italia di Baffi e di Sarcinelli, e l´assassinio dell´avvocato Ambrosoli). Nel frattempo lo scandalo Lockheed aveva coinvolto, oltre a ex ministri, anche figure di mediatori come Antonio e Ovidio Lefebvre. E ancora nel 1980, mentre Craxi faceva aprire in Svizzera il conto “Protezione”, Licio Gelli usciva allo scoperto sulle ospitali pagine del Corriere della Sera. Poco dopo le liste della P2, rinvenute dai giudici Turone e Colombo nelle indagini su Sindona, faranno emergere meglio la trama che ha i nomi del Banco Ambrosiano di Calvi, dello Ior, della Rizzoli. Ed evocheranno inoltre sia oscure …

"Le trombe leghiste e le campane di Napoli nella disfida della spazzatura", di Stefano Folli

Nel paradosso quotidiano che è ormai la politica italiana, c’è anche chi tira in ballo Pier Capponi, il condottiero fiorentino che mise un freno all’esercito francese con la famosa frase: «se voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane». All’epoca, verso la fine del Quattrocento, la minaccia indusse il re di Francia a ritirarsi da Firenze. Oggi a cosa servirebbe? A parere di due parlamentari del Pdl, Landolfi e Nespoli, le campane napoletane sono chiamate a contrapporsi alle trombe leghiste. L’argomento è naturalmente la spazzatura che invade le strade e che nessuno riesce a eliminare. Il neosindaco De Magistris è già con le spalle al muro e a Roma non sono pochi quelli che si rallegrano in silenzio per il suo fallimento. Ma, com’era inevitabile, ora il nodo gordiano dovrà tagliarlo il governo Berlusconi attraverso un decreto. È lo stesso Quirinale a chiedere che l’esecutivo faccia in fretta il suo dovere, perché quello che si prospetta è «un lavoro duro». Ma la Lega si è subito messa di traverso in base al principio …

"Rifiuti, il viaggio sospetto dalla Campania a Messina", di Guido Ruotolo

Ogni giorno 200 tonnellate sbarcano in Sicilia: ma non si sa perché Arrabbiati e incappucciati stanno incendiando Napoli. E non solo con i roghi dei rifiuti. Sono loro, gli incappucciati, quelli manovrati da una regia di interessi criminali, per dirla con il sindaco De Magistris. Una regia composita, con dentro la camorra, il disagio sociale che vive ai confini, border line, con i clan della città. Sono loro i piromani della monnezza, manovrati dalla disperazione e da interessi criminali. Gli incappucciati li trovi tra i 1.600 «bros», i disoccupati di lungo corso, dieci anni almeno di corsi professionali

"Una zattera in tempesta senza timoniere", di Eugenio Scalfari

I rifiuti di Napoli. La manovra fiscale da quarantacinque miliardi. La speculazione contro le banche e contro il debito sovrano. La P4 di Bisignani. Sono queste le questioni attorno alle quali si stanno riposizionando le figure del teatro politico con una differenza rispetto al passato: non sono più le ideologie a guidare i loro movimenti, ma problemi estremamente concreti e un nuovo vento che ha trasformato i modi di sentire degli italiani. L´ipnosi in cui da alcuni anni erano caduti è terminata, si sono risvegliati dall´indifferenza e non danno più retta alle promesse: vogliono i fatti e li vogliono subito. Questo positivo risveglio non è tuttavia privo di rischi e pericoli. La soluzione di problemi complessi e antichi non si improvvisa, l´epoca dei miracoli è finita, non esistono bacchette magiche. I risvegliati debbono partecipare con tenace intelligenza alla costruzione della nuova società; è giusto che chiedano fatti e non parole, ma i fatti non cadono dal cielo, sono le tappe d´un percorso e d´un impegno. I risvegliati debbono contribuire alla costruzione di quel percorso e …

«Con una manovra così la ripresa ce la scordiamo», intervista a Guglielmo Epifani

Povera Italia. Povera, oltre al resto, anche in senso propriamente economico, con il lavoro che non c’è, gli investimenti fermi, il prodotto interno lordo che secondo le previsioni dovrebbe salire pochissimo e che salirà ancor meno, resterà al di sotto dell’uno per cento, gradino minimo che sembra diventato insormontabile. Povera Italia degli annunci, delle promesse, degli inganni. «Una situazione economica e finanziaria pesantissima, ben più pesante di quanto i racconti di Berlusconi lascino intendere. La gravità che noi vediamo, e non da oggi, è stata, un’altra volta, confermata di recente dai dati di Confindustria, dati che indicano problemi che s’ingrossano e la necessità di una manovra più dura». A tratteggiare il quadro è Guglielmo Epifani, l’ex segretario della Cgil, ora presidente dell’istituto Bruno Trentin. Epifani, continuano insomma a raccontarla a modo loro, mentre ci sarebbe bisogno di chiarezza… «Il primo errore e la prima colpa del governo stanno nell’insistere a sottostimare la gravità della crisi, sbagliando tutti i conti. Non avrebbe avuto senso, ad esempio, in queste condizioni, annunciare che la manovra verrà diluita in …