Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La solitudine al tempo di Internet", di Carlo Buttaroni

Quando i funzionari della società proprietaria dell’appartamento hanno sfondato la porta della casa di Joyce Vincent per conse- gnarle un avviso di sfratto, hanno trovato il suo cadavere acca- sciato sul divano e la televisione ancora accesa. Era il 2006 e Joyce era morta da quasi tre anni. Il corridoio era ricoperto da lettere di vario ge- nere e da richieste di pagamento di tutti i tipi. Intorno al suo scheletro, ammucchiati, i regali che aveva finito di preparare per il Natale 2003. Joyce aveva alcune sorelle, ex colleghi ed ex fidanzati, ma tutti l’avevano persa di vista. Viveva in un monolocale a nord di Londra, in un complesso residenziale sopra l’enorme centro commerciale a Wood Green. Per tre anni, nessuno dei vicini aveva notato nulla di strano. Come Joyce sia morta resta un mistero. Forse la causa è stata l’asma di cui soffriva, forse si è trattato di suicidio. Ha poca importanza. Si è lasciata morire, mettendo in scena una festa inesistente cui non era invitato nessuno, come a drammatizzare la sua immensa solitudine. …

"Giovani senzatetto emergenza europea", di Tito Boeri

Fra una settimana inizierà il nostro turno di presidenza dell’Unione Europea e il primo luglio si riunirà per la prima volta il nuovo Parlamento europeo, uscito dalle urne un mese fa. Sarebbe bello che nei discorsi programmatici all’inizio del semestre italiano e, ancor di più, nei primi atti pubblici dell’organismo oggi più democratico di cui disponga l’Unione venisse dato un qualche segno di attenzione agli ultimi degli ultimi, a coloro che non sono registrati nei seggi elettorali semplicemente perché non hanno una residenza. I senza dimora sono ormai come una città nella città, una popolazione di 50.000 persone nelle sole città europee su cui si hanno dati disponibili. Questi cittadini che dormono accampati in qualche modo nelle strade, anche nei mesi invernali, o trovano occasionalmente rifugio in qualche centro d’assistenza, sono aumentati in media in Europa del 45% durante la Grande Recessione. Non solo nei paesi della crisi del debito (in Italia sono triplicati), ma anche in Germania e nel nord-Europa. Cambia, tra il Nord e il Sud, ma anche tra Est e Ovest dell’Europa, …

"Le truppe scelte dell’evasione. Quei milionari privi di reddito", da redazione Unità

Periodicamente le Fiamme Gialle diffondono bilanci dettagliati delle attività antievasione sul tutto il territorio italiano. Ed è sempre sconcertante verificare quanta parte della ricchezza nazionale venga nascosta e sottratta al fisco, così compromettendo la tenuta del nostro sistema tributario e distorcendo l’intera economia reale. Solo nel corso dei primi cinque mesi del 2014, ad esempio, la Guardia di Finanza ha recuperato oltre 10 miliardi di evasione fiscale internazionale, ha scoperto frodi, truffe e sprechi di denaro pubblico per 2,1 miliardi ed appalti irregolari per 1,1 miliardi, ha denunciato 1.435 responsabili di reati contro la pubblica amministrazione, ed ha smascherato 3.070 evasori totali. IL GEOMETRA E IL PENSIONATO Ma più dei numeri, la cui incidenza è comunque parziale rispetto all’enorme montagna di nero su cui si reggono i pilastri meno nobili di questo Paese, sono le storie dei personaggi che in modo più o meno fantasioso sono finora sfuggiti al fisco a raccontare le dimensioni del fenomeno evasione. E le distorsioni sociali ed economiche che si porta dietro. Esemplare, da questo punto di vista, è il …

Padoan: «Priorità è ridurre le tasse», da redazione Unità

«È urgente intervenire per contenere l’elevata pressione fiscale che è ostacolo al ritorno a ritmi di crescita in linea con i partner internazionali» ha affermato ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo alla cerimonia ufficiale per festeggiare il 240esimo anniversario della Guardia di Finanza, nata nel lontano 1774 per volere dell’allora re di Sardegna, un secolo prima dell’unità d’Italia. E probabilmente, in questo lungo periodo di storia patria, ben poche dichiarazioni politiche sono state ripetute tanto spesso e tanto inutilmente quanto la necessità o la promessa di ridurre il carico fiscale. Ma Padoan, a differenza della quasi totalità di quanti lo hanno preceduto in materia, fa parte di un governo lontano da campagne elettorali e che ha già incassato a marzo una legge delega per mettere mano al sistema tributario nel suo complesso. LA REVISIONE DEL SISTEMA E il responsabile del dicastero di via XX settembre ne ha ribadito ieri le finalità, sottolineando come l’esecutivo punti «a rendere più equo l’onere del prelievo fiscale» e a «tenere conto delle difficoltà dei contribuenti onesti», attraverso …

"Gradimento record per il premier. Dubbi sull’efficacia del governo" di Nando Pagnoncelli

Dopo i fatidici cento giorni dall’insediamento di un nuovo governo solitamente viene misurato il giudizio dei cittadini sul suo operato. L’opinione pubblica è molto divisa in proposito. I giudizi positivi prevalgono su quelli negativi riguardo alla riduzione della burocrazia e della spesa pubblica (53% contro 45%), al contenimento dei costi della politica (51% contro 45%) nonché alle riforme costituzionali e alla nuova legge elettorale, sia pure di poco (49% contro 45%). Al contrario prevalgono i giudizi negativi relativamente al contrasto della disoccupazione (i critici sono il 55%, mentre il 42% apprezza quanto realizzato finora) e alla diminuzione della pressione fiscale (58% negativi contro 40% positivi). Tra gli elettori del Pd, com’era lecito attendersi, le opinioni sono nettamente più favorevoli, con l’eccezione della riduzione delle tasse che vede una polarizzazione dei giudizi. Prevale il segno negativo invece tra gli elettori di Forza Italia e, più marcatamente, del M5s. Nel complesso il 37% degli italiani ritiene che il governo abbia mantenuto del tutto o in larga misura gli impegni assunti, il 45% pensa che abbia rispettato le …

"Cultura senza fondi crollano i consumi (tranne la classica e i Rolling Stones)", di Luisa Grion

Era prevedibile che la crisi avrebbe compromesso i consumi culturali. In base ad un adagio antichissimo, le esigenze del vivere vengono prima di quella del fare, in senso lato, filosofia. Se i redditi diminuiscono la cultura ne soffre. Questione di soldi, certo, ma anche di una mentalità che stenta a cambiare. La crisi economica sta soffocando la cultura: lo Stato taglia gli investimenti, i privati lesinano i fondi, l’offerta langue e il pubblico scema. Si va meno al cinema, si trascura il teatro, resistono — a sorpresa — solo i concerti di musica classica. Per il secondo anno consecutivo — e dopo dieci d’ininterrotta crescita — calano i consumi culturali degli italiani. L’ultimo rapporto Federculture (l’associazione delle aziende pubbliche e private che operano nel settore) mette in fila una lunga serie di numeri negativi, ma ce n’è uno, positivo, che dimostra che non tutto è ineluttabile: il pubblico è tornato alla musica classica, la fruizione ai concerti è aumentata — fra il 2012 e il 2013 — del 16,7 per cento. «Merito della gestione dell’offerta …

"Al di là del bene e del Maalox", di Luca Landò

Alla fine ha ceduto. Come il braccio del Dottor Stranamore, che si tende all’improvviso rivelando l’anima segreta dell’ex generale tedesco, il blog di Grillo ha mostrato mercoledì la vera natura dell’ex comico genovese. Difficile dire se alla notizia delle difficoltà economiche de l’Unità (sai che scoop) l’avambraccio del leader sia partito davanti alla tastiera in un destro saluto: cose d’altri tempi e d’altri luoghi (anche se la maschia traversata del- lo Stretto a nuoto qualche neurone lo aveva riscaldato). Sappiamo però che l’idea di avere meno voci e meno giornali (soprattutto il nostro) ha eliminato del tutto i già scarsi freni inibitori del guru a cinque stelle che preso dall’entusiasmo, non solo ha smesso di assumere la quotidiana dose di Maalox, ma ha messo nero su bianco (più il primo che il secondo) il suo candido pensiero: «Meno giornali significa più informazione». Che il tipo fosse allergico alle più elementari forme di democrazia lo avevamo sospettato da tempo. Dal «non ti faccio parlare» urlato a Renzi in diretta streaming, al divieto di partecipare ai talk …