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Sulle tv del Cavaliere va in onda "The end", di Curzio Maltese

Che fine ha fatto il partito azienda? Nessuno parla più di Mediaset. Negli scenari della tele politica all´italiana il flusso di notizie, le buone e le cattive, scorre dalla Rai a La7. Tutti si chiedono se Santoro, Fazio e Saviano firmeranno per La7, se la tv di Stato verrà smantellata in favore di un paradossale servizio pubblico garantito dal terzo polo privato e se Telecom venderà davvero la maggioranza a De Benedetti o al gruppo Rizzoli. Mediaset non fa più notizia. Si dibatte molto del futuro del Pdl, partito nato vecchio e mai esistito davvero, che di sicuro non sopravviverà al suo demiurgo, ma non del futuro del vero partito di Berlusconi. Per la prima volta Berlusconi non promette o minaccia di vendere le proprie reti tv, come ha fatto quasi ogni primavera a partire dal 1993. Segno infallibile che ci sta pensando sul serio. Del resto, a che cosa gli servono ormai Canale 5, Italia 1, Rete 4? Gli sono servite, molto, in passato. Sono state l´autentico strumento del principe, il veicolo di propaganda, …

"Il metodo del dottor Gigi", di Alberto Statera

Che odore stantio di deja vu. Sembra di tornare indietro di quasi un terzo di secolo spizzicando le nuove gesta di Gigi Bisignani, il furetto scattante che allora reclutava per conto di Licio Gelli e oggi ha federato tutte le “P” massonico-affaristiche della seconda Repubblica. Ultima conosciuta, per ora, la P4. Ma non è detto che la tabellina sia esaurita. Nulla si crea e nulla si distrugge quando si tratta di potere e di denaro, l´incrocio magico del malaffare oggi soltanto più esplicitamente condito di sesso, ai tempi del bunga bunga. Tanto che il metodo Bisignani-Letta è in fondo null´altro che il clone del metodo Gelli-Andreotti adattato al terzo millennio. E´ come se l´Andreotti per decenni collezionista di ministeri si fosse reincarnato nel Gianni Letta cerimoniere dei riti del potere delegato dal berlusconismo e il materassaio di Arezzo Licio Gelli in Gigi Bisignani. Mazziere di carriere, nomine, promozioni, incroci di ambizioni e di affari. “Cari miei – sussurrava Andreotti con la vocina che ancora usa quando è convinto di dispensare una delle sua pillole di …

"La rete gelatinosa di affari e amicizie", di Fiorenza Sarzanini

Ci sono le nomine ai vertici degli Enti e le assunzioni delle amanti; le informazioni riservate carpite spiando le inchieste e i ricatti agli imprenditori per farsi consegnare Rolex e soggiorni in hotel di lusso.C’è la rete di relazioni che arriva ai livelli più alti delle istituzioni e degli apparati e quella che pesca nel sottobosco delle forze dell’ordine. C’è, ed è questo a colpire, un intreccio di legami tra personaggi che riemergono dalla vecchia Repubblica e uomini che invece dovrebbero rappresentare il nuovo. Perché Luigi Bisignani e Alfonso Papa alla fine sono le due facce della stessa medaglia, uniti da un filo che parte dalla P2 e arriva ai giorni nostri. Bisignani ha 58 anni, Papa 41. Li divide una generazione, li unisce una irresistibile attrazione verso il potere che consente loro di occupare le poltrone e così pilotare l’assegnazione degli appalti pubblici, il flusso dei finanziamenti alle imprese, addirittura le proposte legislative. Ma anche di alzare il telefono e far ottenere alla propria fidanzata un contratto a tempo indeterminato con l’Eni oppure una …

"La maschera europea", di Luigi Spaventa

A tutti gli effetti la Grecia è, e rimarrà a lungo, in una situazione di insolvenza: senza i prestiti erogati dagli Stati dell´area dell´euro e dal Fmi non sarebbe in grado di finanziare il bilancio pubblico e il servizio del debito. A quei prestiti era collegato un severo piano di aggiustamento fiscale, che, si sperava, avrebbe consentito un ritorno a emissioni sul mercato dal 2012. Gli obiettivi non sono stati raggiunti, sia per incapacità tecnica e politica di attuare i provvedimenti necessari, sia per il peggioramento della situazione economica; persiste un disavanzo al netto degli interessi; per almeno altri due-tre anni la Grecia, da sé, non sarà in grado di provvedere al suo fabbisogno e di rinnovare il debito in scadenza. In un altro emisfero, in un altro continente e senza il reticolo di una unione monetaria il caso sarebbe stato considerato senza speranza e si sarebbe lasciato che il paese fallisse, con esiti politicamente esplosivi, ma non necessariamente negativi nel medio periodo: la chiusura del mercato obbligherebbe ad azzerare il disavanzo; la svalutazione del …

"Un piano nazionale per tornare al futuro", di Stefano Fassina

Oggi il lavoro subisce rapporti di forza sfavorevoli mai visti nel secolo scorso.La sfida è comporre un`alleanza tra tutte le persone che lavorano. Domani e sabato, a Genova, il Pd svolge il passaggio conclusivo della Conferenza nazionale per il lavoro. Non è un appuntamento rituale. È la prima assise strutturata del Pd dedicata al lavoro. Il Pd, partito fondato sul lavoro, prende corpo fisicamente, non soltanto in termini di impianto culturale e proposte programmatiche. L`asse della discussione è imperniato su tre parole intimamente connesse: «Persone, lavoro, democrazia». Il lavoro come snodo tra l`affermazione dell`irriducibile identità individuale della persona e la costruzione delle fondamenta della democrazia effettiva. Il lavoro nel primo scorcio del XXI secolo si esprime in una straordinaria varietà e variabilità di condizioni materiali, storie personali e collettive. Anche conflitti fondati su interessi diversi, non su un`ideologia antagonista come racconta la vulgata reazionaria del ministro Sacconi. L`emergenza lavoro di tanti figli si intreccia con la disperazione di tanti padri “scartati” ma ancora etichettati come “garantiti” e tanti artigiani, commercianti e professionisti “fuori mercato”. Eppure, …

Bce in pressing sull'Italia: specifichi le misure per 2013-2014. Servono interventi per il 2,3% del Pil

L’Italia, «al fine di conseguire l’obiettivo di un pareggio di bilancio entro il 2014, vanno ancora specificati per il periodo 2013-14 ulteriori interventi per un importo cumulato pari circa al 2,3% del Pil». Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile di giugno, in una sezione dedicata alle finanze pubbliche dell’Eurozona e ai singoli Programmi di stabilità presentati nel 2011. La Bce ricorda gli obiettivi italiani di una «riduzione del rapporto disavanzo/pil dal 4,6% del 2010 al 3,9% nel 2011 e, in seguito, a un livello inferiore al 3% nel 2012». Quanto al debito in rapporto al Pil, «dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile attorno al 120% fino al 2012 e poi diminuire». La tensione sui titoli di stato L’attenzione dell’Eurotower sui conti pubblici (non solo dell’Italia) arriva in un momento di crescente tensione per la Grecia che ha contagiato tutto il mercato dei titoli di stato. Dalla fine di febbraio all’inizio di giugno – si legge nel bollettino Bce – i differenziali di rendimento dei titoli di Stato decennali dei paesi dell’area dell’euro rispetto ai titoli tedeschi …

"Sondaggi, sorpasso del centrosinistra", di Mauro Favale

La cautela è sparita, spazzata via da un quorum raggiunto con un`affluenza così ampia che pochi si erano azzardati a prevedere. A urne chiuse, però, quelle percentuali, quei milioni di voti e quella valanga di sì dicono che il vento sta cambiando, tanto che adesso anche i numeri dei sondaggi raccontano un`altra storia. La storia di un trend («Mutamenti millimetrici, niente di sconvolgente», avverte Nicola Piepoli, direttore dell`omonimo istituto di ricerca) che ora vede il centrosinistra in crescita e il centrodestra in lenta e costante discesa. Questa volta, però, c`è una novità e la rincorsa ha prodotto un risultato: la coalizione di centrosinistra è stabilmente avanti e il Pd è il primo partito in Italia. Un primato che per alcuni andrebbe condiviso col Pdl, ma che per altri è occupato esclusivamente dai democratici che avrebbero staccato il Popolo delle libertà di quasi 3 punti. La rilevazione è stata fatta martelli, 24 ore dopo la chiusura delle urne, dall`Ipsos di Nando Pagnoncelli e comunicata in serata a Ballarò: il Pd sarebbe al 29,8%, il Pdl al …