Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Le stragi dimenticate", di Lapo Pistelli

È difficile per un dirigente politico dover scegliere se affrontare la tragedia dell’affondamento del barcone di migranti al largo di Kerkennah con il realismo pessimista di chi analizza una sequenza di fatti o con la determinazione ideale di chi intende cambiare la realtà. È difficile soprattutto trovare la chiave per legare la durezza dell’oggi alle condizioni per un domani diverso. Il canale di Sicilia inghiotte da anni un tributo assurdo di vite umane che cercano in Europa un futuro che è impossibile costruire nei paesi di origine. Barconi improvvisati, manovre maldestre, gesti inumani degli scafisti hanno alimentato questa tomba d’acqua anche prima delle rivoluzione arabe, spesso nella indifferenza dei media e nello scarico di responsabilità fra i paesi rivieraschi. Una situazione insostenibile che i fatti del 2011 hanno moltiplicato. Da un lato, il collasso delle autorità preposte al controllo delle frontiere, dall’altro la gestione cinica di una pressione migratoria usata come strumento di ricatto e di conflitto hanno intensificato una pressione verso la quale l’Europa, la politica restano ostinatamente sorde e cieche. Ogni strage genera …

"Fincantieri ritira il piano industriale, stop agli esuberi", di Valentina Conte

«Se queste sono le richieste, allora ritiriamo il piano industriale». Sono passate da poco le 13 e Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, cede «per esorcizzare le tensioni», dice. Un applauso liberatorio esplode come un boato nel corteo dei duemila lavoratori arrivati a Roma da tutta Italia e bloccati a pochi metri dall´Arco di Costantino da decine di agenti in tenuta antisommossa. Il Colosseo sullo sfondo, il cellulare in mano per avvertire le famiglie, una Roma assolata nel ponte di festa. E un unico grido: «Lavoro, lavoro». Per ora, niente chiusure dei cantieri di Sestri Ponente e Castellammare di Stabia. Nessun ridimensionamento di Riva Trigoso. E, soprattutto, salvi i 2.551 posti di lavoro in esubero. Per ora. «Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno», si difende Bono, spiegando le ragioni del ritiro. «Sono una persona che si assume le proprie responsabilità, ma con gli attacchi subiti da tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno». Il tavolo tra governo, azienda e sindacati dura una mezz´ora. …

«Donne al vertice? Più crescita e meno crisi», di Francesca Basso

Un palco di prestigio ma tutto al maschile per la conferenza inaugurale del Festival dell’economia di Trento: in questa edizione, però, fanno sapere che la presenza femminile è aumentata. E a difendere la necessità delle quote rosa in prima persona si è prestato Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, che ne ha discusso con il vicedirettore della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola. I «confini della libertà economica» -tema centrale di quest’anno -passano anche dalla diversità di genere, sottile linea rossa che esclude le signore dal fare carriera e dall’entrare nella stanza dei bottoni. Lo spunto era il libro «Fatti più in là» di Monica D’Ascenzo. Tarantola affronta il tema, «strategico per il nostro Paese» , citando alcuni dati che dipingono «una situazione estremamente sconfortante» : «L’occupazione femminile è al 46%, venti punti in meno di quella maschile. Se il divario raggiungesse lo zero -calcola -il Pil crescerebbe di 12 punti» . E a livello di vertici le proporzioni fra i generi non migliorano: «Nei consigli di amministrazione delle società non quotate le donne raggiungono …

"La centralità del Quirinale", di Stefano Folli

La festa nazionale del 2 giugno ha suggellato le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità. E bisogna riconoscere che tutto si è svolto nel migliore dei modi. Vedere oltre quaranta capi di Stato e i rappresentanti di numerosi altri paesi riuniti a Roma, a far da corona al presidente della Repubblica in un giorno festoso e lieto, è corroborante.. Aiuta a superare le amarezze quotidiane. Lo stesso Napolitano deve averlo pensato, se ha sentito l’impulso di sottolineare “la realtà viva e dinamica dell’Italia”. E’ legittimo ricavare alcune considerazioni dai momenti celebrativi che si sono susseguiti per circa due mesi e mezzo, dal 17 marzo a ieri, sotto la regìa del capo dello Stato. In primo luogo tutti hanno potuto costatare che l’unità nazionale rappresenta un bene apprezzato dagli italiani. Meno male che il ministro Maroni non ha mancato di essere al suo posto alla sfilata dei Fori Imperiali. Può essere il segno che la Lega ha capito di aver commesso un grave errore, nei mesi scorsi, volendosi distinguere in modo sprezzante e quasi derisorio dal …

I luoghi comuni sulle «ali estreme», di Luigi Manconi

La vittoria di Pisapia e De Magistris sono state presentate come il successo della sinistra radicale Nulla di più falso: il sindaco di Milano è mediatore e garantista, quello di Napoli un estremista di centro. Il voto di Milano e di Napoli, e non solo (Cagliari, Trieste, Novara…), ha rappresentato il più bruciante “falò delle vanità” politiche e giornalistiche: il più fiammeggiante rogo dei luoghi comuni e degli stereotipi. Poteva essere un’ottima occasione per emendare il linguaggio pubblico, liberarlo da ragnatele polverose e da fallimentari schemi di lettura. Così non è stato. Peggio: il risultato del voto sembra alimentare una paccottiglia tardo ideologica e sotto culturale che, semplicemente, impedisce di capire. Per dirne una, l’elezione di Giuliano Pisapia e di Luigi De Magistris è stata interpretata da quasi tutti gli analisti come il prevalere delle “ali estreme” nella coalizione di centrosinistra. Nulla di più falso. Intanto perché tra i due non c’è alcuna, ma proprio alcuna, affinità culturale e politica. Con Pisapia, alla fine degli anni ’80, demmo vita a una micro associazione, autoironicamente denominata …

"Hanno vinto le primarie", di Mario Rodriguez

Anche dal punto di vista della comunicazione questa campagna elettorale ci dà alcune indicazioni importanti. La prima è che conta più quello che le persone si dicono che quello che i candidati, i loro dirigenti politici che li sostengono, dicono di sé. In pratica contano più le conversazioni, le relazioni personali, che gli slogan, i manifesti. Anzi, questi strumenti servono perché stimolano relazioni personali. Certo, contano anche gli impulsi che giungono dal sistema dell’informazione, guai a metterlo in ombra. Ma questi diventano chiacchiera, vita quotidiana, si impastano con le esperienze e creano i sentimenti diffusi, il clima d’opinione. Per questo le conversazioni in rete, i social network, hanno avuto importanza e ne avranno sempre di più. Ma l’hanno avuta quando è scattato il marketing virale spontaneo, la scintilla di Sucate, non quando la rete è stata usata come una bacheca sulla quale affiggere un volantino digitale. In secondo luogo, le scelte di voto, avendo a che fare con valori e identità, sono frutto di lente stratificazioni; la classica goccia che riempie un bicchiere e per …

"Essere all'altezza", di Carlo Galli

Il mondo festeggia l´Italia. La straordinaria quantità, e la qualità, delle presenze dei leader di tutto il mondo in occasione della festa della Repubblica, nel 150° anniversario dell´Unità d´Italia, è un omaggio, un riconoscimento, che solleva la nostra considerazione di noi stessi. Ci ricorda (mettendoci a contatto con il peso che la comunità internazionale ci conferisce) i nostri doveri verso noi stessi. E ci ricorda anche i nostri doveri verso le altre nazioni. Il dovere di essere all´altezza di ciò che possiamo essere, di ciò che l´Italia significa nel mondo. Dell´idea dell´Italia. Esiste infatti – ovviamente – l´Italia reale, governata ora da questo ora da quello, con i suoi interessi nazionali più o meno confliggenti e più o meno armonizzabili con quelli altrui; l´Italia della contingenza, anche della fatica e delle delusioni, che viene pesata senza sconti sulle bilance internazionali dell´efficienza, della potenza, e della credibilità. Ed esiste anche l´idea dell´Italia: nulla di metafisico, s´intende, e neppure di insopportabilmente retorico. È il disegno, la fisionomia del nostro Paese, quale esce dal lato positivo della nostra …