Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Così si è spezzato l’incantesimo: la grande sconfitta della televisione", di Roberto Brunelli

Quorum quasi certo nonostante il blackout della tv generalista, voti in fuga nonostante interviste-spot, Berlusconi da Vespa e gli ascolti crollano. Colpa della «blog democrazia» e di un «sogno» andato in tilt… Il politologo Panarari «Tutto è nato da una minoranza che sa usare i nuovi mezzi». Anche la fabbrica mediatica del premier è entrata in crisi Sono oscure e tempestose le nubi che si addensano su quella incredibile simbolandia che è la televisione. Ha perso magicamente il suo potere, a quanto pare. Qualcosa di profondo si è incrinato. Prendete i referendum. La tv generalista praticamente non ne ha parlato, i pochi spot sono incomprensibili, i talk show stanno sulla luna, nonostante gli appelli dello stesso presidente della Rai e gli esposti all’Agcom. Eppure il «rischio» che si arrivi al quorum è elevatissimo. Cos’è successo? Come (e forse ancora di più) per le elezioni comunali, determinante è stata la cosiddetta «autocomunicazione di massa»: lo sono stati i social network, lo è stata la rete, la «democrazia dei blog». Insomma, la televisione è la grande sconfitta. …

"La sinistra del nord", di Gad Lerner

L´antidoto al berlusconismo non poteva che sprigionarsi dall´interno della società milanese. La nuova sinistra del Nord è nata nell´unico modo in cui poteva nascere, cioè come alternativa culturale a un sistema di potere ventennale che, proprio a Milano, appariva granitico, pur non essendolo, grazie all´organicità della sua ideologia. Una visione mercificata delle relazioni umane, in cui la parola “libertà” veniva disinvoltamente brandita per zittire le aspirazioni di “uguaglianza” e “fratellanza”; una “libertà” del privilegio rivolta perfino contro il vincolo comunitario della “legalità”. Facile dirlo, ora che è successo davvero: per liberare l´Italia bisognava cominciare dalla liberazione di Milano. Ma fino a ieri il senso comune prevalente era ben altro. Una visione spregiudicata, talvolta cinica, della politica come mera misurazione dei rapporti di forza, ereditata dalle scuole di partito novecentesche, liquidava come dilettantismo ingenuo questa prospettiva di crescita della partecipazione dal basso, valorizzata infine da un leader come Giuliano Pisapia: anticarismatico, ma con un netto profilo culturale alternativo. A lungo è prevalsa la convinzione che l´Italia potesse essere governata da sinistra nonostante Milano, solo accerchiandola e …

"Nuovo Pd, ci ha pensato la società", di Mario Lavia

Gli elettori hanno messo in discussione l’idea di una politica come bricolage, ossequiosa del primato degli accordi fra stati maggiori. E, dal punto di vista della vita del Pd, quella della strutturazione correntizia. Le due cose si possono vedere insieme: si integrano a perfezione. Nicola Zingaretti, uno degli homines novi del Pd, infatti le connette, tanto che correttamente il titolo della sua seria intervista al Corriere della Sera è “Basta con capicorrente e schemini sulle alleanze”. L’impressione insomma è che la società si sia incaricata di riformare ciò che il Pd, da sé, non riusciva a fare. Il voto di domenica e lunedì ha, per molti versi inaspettatamente, rimesso in pista il centrosinistra e il suo maggior partito, dati l’uno e l’altro per moribondi. Ancora si cerca una spiegazione compiuta che tenga insieme le ragioni della vittoria di personalità così diverse come Zedda e Fassino, Pisapia e de Magistris, Cosolino e Bosone, Merola e Pettinari: generazioni diverse, formazioni culturali diverse, appartenenze politiche diverse. Hanno vinto tutti. Perché l’elettorato di centrosinistra o più in generale antigovernativo …

"La sottile linea rossa tra Signori e Scilipoti", di Francesco Merlo

Quanto è grande la differenza tra Beppe Signori e Domenico Scilipoti o tra Daniela Melchiorre e Stefano Bettarini? E anche le note spese di Minzolini al Tg1 non sono, a modo loro, scommesse a centrocampo? E come si distinguono eticamente una notizia addomesticata e tre gocce di sonnifero nel tè del centravanti? La vendita delle lauree, il traffico dei concorsi e le assegnazioni delle cattedre sono maledettamente simili al totonero. E perché all´ex governatore della Banca d´Italia non è riservata la stessa sfrontata benevolenza sociale e gli stessi incredibili onori che vengono concessi a Luciano Moggi, ex governatore del calcio d´Italia? Forse gli istituti di credito su cui il primo metteva mano ci sono meno cari degli scudetti che il secondo intossicava? La verità è che l´associazione a delinquere che controlla il gioco del calcio sta dentro un recinto magico: la retorica del sogno domenicale è la sua rete di protezione. E forse sarebbe ora di accusare di concorso esterno, ovviamente soltanto morale, tutti i dirigenti che ieri, per l´ennesima volta, sono rimasti «sgomenti e …

Napolitano: Italia presidio di pace

Il messaggio del Capo dello Stato per il 2 giugno: “Fondamentale il ruolo dell’Italia di ricerca del dialogo e della cooperazione, di fermo presidio dei valori alla base di sicurezza, sviluppo e pace”. Bersani: “lavoriamo per dare un futuro alle giovani generazioni”. “Nell’anno in cui celebriamo il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, il 2 giugno ci offre un’opportunità del tutto speciale per soffermarci a riflettere sulla storia del nostro Paese e sui grandi eventi che l’hanno segnata: dalle guerre risorgimentali ai due conflitti mondiali, tra i quali si collocarono gli anni bui della dittatura e del bellicismo fascista; e poi, finalmente, la Liberazione, la Repubblica e la Costituzione e, con esse, una nuova alba e la rinascita della Patria, illuminata dalla riconquistata libertà e dalla ricostruzione della democrazia”. È quanto ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, in occasione della Festa Nazionale della Repubblica, rivolgendo il suo “commosso pensiero a tutti i militari caduti per la difesa della Patria, al servizio e per …

"Il mio voto al referendum", di Margherita Hack

Che sia l’inizio della fine? Questo 2 giugno che si festeggia nel 150 ̊ anno dell’unità d’Italia e nel 66 ̊ anno della Repubblica è pieno di speranza, come quello del ’45. Nel 1945 andavamo tutti a votare per il referendum: si doveva scegliere tra repubblica e monarchia. La maggior parte degli elettori si recava per la prima volta alle urne. Le donne non avevano mai votato, ma anche gli uomini erano stati privati del voto dalla dittatura: le ultime elezioni si erano svolte nel 1929. Pieni di entusiasmo e speranza andavamo a costruire un’Italia nuova. Oggi siamo tutti più ricchi e più colti eppure l’Italia si sta avviando al sottosviluppo. Speriamo che con queste elezioni amministrative si sia dato il segno di voler tornare ad essere un paese pieno di energie e di voglia di andare avanti. Tra pochi giorni c’è un nuovo, importante appuntamento: il voto per i 4 referendum. Due sono sull’acqua. L’acqua è un bene di fondamentale importanza e non può essere oggetto di sfruttamento da parte dei privati: deve restare …

"La svolta dei neosindaci Più donne nelle giunte" di Maria Luisa Agnese

Un po’ tutti i neosindaci ora si affannano a eleggere un vicesindaco donna o perlomeno fanno sapere che l’avrebbero tanto voluta, se non ci sono riusciti. Spiriti rosa volano sulle nuove giunte uscite dalle urne. Molti candidati-sindaci lo avevano promesso in campagna elettorale, sollecitati anche dal vento di nuovo impegno femminile nato nelle piazze del 13 febbraio, e ora un po’ tutti si affannano a eleggere un vice-sindaco donna o perlomeno fanno sapere che l’avrebbero tanto voluta, se non ci sono riusciti. Primo arrivato ad assicurarsi la mascotte al femminile è stato il neosindaco di Bologna, Virginio Merola, anche perché ne ha avuto il tempo, in quanto eletto al primo turno: ha chiamato con sé a guidare il suo «equipaggio fantastico» (giovane e fatto al 50 per cento di uomini e donne) Silvia Giannini, studi a Cambridge, ordinario di scienza delle Finanze all’università di Bologna, collaboratrice del ministro delle Finanze ai tempi di Vincenzo Visco, presentata da Merola come «un numero due non iscritto a un partito» , con delega al Bilancio. Curriculum valido e …