"Così si è spezzato l’incantesimo: la grande sconfitta della televisione", di Roberto Brunelli
Quorum quasi certo nonostante il blackout della tv generalista, voti in fuga nonostante interviste-spot, Berlusconi da Vespa e gli ascolti crollano. Colpa della «blog democrazia» e di un «sogno» andato in tilt… Il politologo Panarari «Tutto è nato da una minoranza che sa usare i nuovi mezzi». Anche la fabbrica mediatica del premier è entrata in crisi Sono oscure e tempestose le nubi che si addensano su quella incredibile simbolandia che è la televisione. Ha perso magicamente il suo potere, a quanto pare. Qualcosa di profondo si è incrinato. Prendete i referendum. La tv generalista praticamente non ne ha parlato, i pochi spot sono incomprensibili, i talk show stanno sulla luna, nonostante gli appelli dello stesso presidente della Rai e gli esposti all’Agcom. Eppure il «rischio» che si arrivi al quorum è elevatissimo. Cos’è successo? Come (e forse ancora di più) per le elezioni comunali, determinante è stata la cosiddetta «autocomunicazione di massa»: lo sono stati i social network, lo è stata la rete, la «democrazia dei blog». Insomma, la televisione è la grande sconfitta. …
