"Illusioni pericolose", di Giuliano Amato
Fui io a proporre quello che è oggi l’articolo 50 del Trattato dell’Unione Europea, l’articolo che consente agli Stati membri di recedere dalla stessa Unione. Ma quando lo pensai, e quando fu approvato, a nessuno venne in mente che potesse servire in occasione del fallimento finanziario di uno dei nostri Stati. Nessuno dice ora di volerlo. Ma quando, tre giorni fa, la commissaria europea per la Pesca, la greca Maria Damanaki, ha detto che senza un accordo con i suoi creditori la presenza della Grecia nel mercato comune era in serio pericolo, abbiamo tutti capito che l’ipotesi del recesso è comunque entrata fra quelle a cui si pensa (tanto più che l’uscita dall’euro senza l’uscita dall’Unione non è legalmente possibile). È un’ipotesi tutt’altro che facile da praticare, soprattutto non lo è con l’immediatezza che in genere caratterizza le risposte all’emergenza finanziaria. Basta leggere la procedura per rendersene conto. È una procedura di negoziato, intesa a sistemare le complesse partite di dare e di avere che si sono venute formando negli anni di comune permanenza nell’Unione, …
