Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Tecnica di un massacro", di Adriano Sofri

Lo scavo nei genocidi contemporanei è la branca più specializzata dell´archeologia. A Srebrenica, occorre mettere insieme il 75 per cento del corpo identificato per dargli una singola sepoltura. Le parti incompiute finiscono nel cimitero comune. Ho chiesto al sindaco: a Srebrenica le persone di nazionalità musulmana sono oggi fra i duemila e i duemilacinquecento. Una piccolissima frazione, neanche il 10 per cento, di quanti erano prima del 1992. Una piccola frazione anche di quelli – ottomila, diecimila – che furono sterminati in quattro giorni nel luglio del 1995. È strana, una popolazione in cui i vivi sono così pochi rispetto ai morti, e i morti hanno tutti la stessa data. Erano 36 mila gli abitanti di Srebrenica nel 1991, molti di più in quell´estate del 1995, perché le Nazioni Unite l´avevano solennemente dichiarata “zona protetta” e vi si erano rifugiati gli sfollati dei paesi occupati dalle milizie di Ratko Mladic. Una stessa data per migliaia di morti, uno stesso nome di carnefice, uno che seppe fare le cose in grande. Naturalmente, vi diedero mano in …

"La stagione del disincanto", di Alberto Statera

Il “disincantamento”, per usare un termine di Max Weber, l´unico padre di qualcosa citato ieri da Emma Marcegaglia, è in fondo la cifra climatica che ha percorso l´assemblea della Confindustria ai tempi del rumoroso declino del premier-imprenditore, che lunedì prossimo potrebbe essere certificato nei ballottaggi dai risultati delle elezioni amministrative. Lontani i tempi in cui a Parma Silvio Berlusconi esclamava dinanzi a migliaia di imprenditori acclamanti: «Il vostro programma è il mio programma!». Nell´arco di dodici ore, il disincantamento si è quasi plasticamente materializzato in due distinti palcoscenici. Quello della Centrale Montemartini, il museo ex centrale elettrica dove martedì si è svolta la cena pre-assembleare di ottanta di imprenditori di primo piano con il premier, e la sala Santa Cecilia del Parco della Musica, dove ieri in tremila hanno ascoltato il canto del cigno della presidente uscente. Una musica che il predecessore Luca Cordero di Montezemolo, con il quale non sono mancate frizioni negli ultimi tre anni, considera una sorta di tardivo «copia e incolla» delle sue posizioni, prodromi della discesa in campo al suo …

"Marcegaglia: persi dieci anni. Scontro aperto con la FIAT", di Bianca Di Giovanni

L’Italia ha perso dieci anni : il Paese è fermo e la politica non fa nulla per uscire dalla palude. Anzi. Questa «Confindustria ha dovuto prendere atto che le priorità della politica erano altre». Emma Marcegaglia impernia la sua ultima prolusione all’Assemblea generale su un forte contrappunto tra imprese e sistema politico-amministrativo. E non solo. Anche su una strenua difesa della «sua» Confindustria, contro chi (leggi Marchionne) procede per strappi per farsi regole su misura. La politica di oggi è un elefante troppo lento per curare la malattia ormai endemica del Paese: la bassa crescita. Per questo la leader degli industriali, che entra oggi nel suo ultimo anno di mandato, chiede a gran voce più mercato, con le liberalizzazioni dei servizi locali e con un attacco frontale contro i referendum. E naturalmente chiede anche meno Stato, cioè meno spesa per welfare (grave in un momento di crisi anche sociale del paese) e pubblico impiego. Quanto ai partiti, la barra è in perfetto equilibrio. Né di qua, né di là. Ci sono «difficoltà nella maggioranza», ma …

“Il Paese è nelle mani di un irresponsabile”

Berlusconi dal salotto di Porta a Porta continua ad offendere: ”Senza cervello chi vota a sinistra”. Bersani: “Berlusconi non intendeva senza cervello ma senza capelli… chi ha più buonsenso ce lo metta, non può mica finire a botte la politica”. Nuovo show personale in casa del fido Vespa. Berlusconi ha scelto il salotto più “comodo”, quello di Rai1 per rimettere la faccia in gioco in vista dei prossimi ballottaggi. Le solite bugie e i soliti insulti sono stati alla base del cocktail mediatico di Silvio concluso con l’ennesimo affondo: chi vota a sinistra non ha cervello! Che sia in difficoltà il premier è più che evidente. Non ha saputo affrontare il tema della campagna elettorale spiegando ad esempio, perché il suo consenso a Milano sia dimezzato. Ha preferito alzare la polvere per nascondere i fallimenti del governo e le difficoltà interne alla maggioranza. Glissando sullo spostamento dei ministeri al Nord ecco una piccola rassegna delle frasi lasciate nelle case degli italiani senza che nessuno, nemmeno i giornalisti presenti, chiedesse conto al presidente del Consiglio di …

"La tempesta perfetta nelle urne di Milano", di Franco Cordero e Giancarlo Bosetti

Cosa dicono del terremoto milanese i dolenti? Ancora stupefatti, vedono mani perfide. Da un anno l´eroico B. era sotto «massacro mediatico»: sia permesso ridere; lo stregone dei media è lui, cinque televisioni su sette, e sappiamo con quanto self-restraint le adoperi, discreto, equanime, sommesso. Bisognava escogitare qualcos´altro, e salta fuori il nemico interno: l´imprevisto scacco dipende da azioni maligne nell´ala cattolica militante; i chiamati in causa ribattono sulle truculente gaffes dell´apparato berlusconiano. L´alter ego fedelissimo entra nel merito ammettendo che l´Infallibile stavolta lo fosse alquanto meno. Il punto è cruciale: niente l´obbligava al referendum milanese in se ipsum, né gli conveniva muovere guerra universale (contro magistratura, Consulta, scuola pubblica, Europa, l´opinione dissidente): anziché fingere ipocrita minimalismo da buon politicante, sferrava insulti gratuiti; contendeva i poteri al Capo dello Stato; blaterava d´una riforma vandalica della giustizia, e non è il colmo della rettitudine da parte d´uno che trascina rognosi processi, essendosi salvato fortunosamente. Nell´etica greca gesta simili costituiscono hýbris, delitto contro gli equilibri naturali custoditi da Dike. La storia berlusconiana è esemplare, una scalata in spregio …

"Pensionati, come si vive con 500 euro al mese", di Marco Ventimiglia

Lunedì l’Istat, con la fotografia di un paese fermo dove avanza solo la povertà; martedì la Corte dei Conti, con uno scenario da incubo dove l’unico modo per tenere i conti in ordine sarà pagare tante tasse per tanti anni; ieri, a pioggia, le pensioni sempre più misere, i dati sui consumi, le previsioni Ocse…, in una settimana davvero orribile per quel che riguarda presente e futuro dell’economia italiana. Cominciamo dall’Inps, che ha messo nero su bianco quel che si percepisce sempre più nella vita di tutti giorni, ovvero gli enormi disagi materiali che devono affrontare milioni di persone anziane. Numeri che comunicano angoscia ancor più che preoccupazione, con oltre la metà delle pensioni erogate dall’Istituto di previdenza, precisamente il 50,8%, che non arriva a 500 euro al mese. Se poi si ragiona considerando il limite, mille euro, al di sopra si dovrebbe riuscire a condurre un’esistenza dignitosa, ben il79%dei trattamenti erogati dall’Inps si trova al di sotto. Il Rapporto annuale dell’ istituto parla poi diun11,1% di pensioni con importi compresi tra i 1.000 e …

"Il destino di Napoli", di Roberto Saviano

Spero di poter un giorno, dopo questi anni di lontananza forzata, tornare a Napoli, in una Napoli nuova. Ma se dovessero vincere i vecchi, i soliti poteri, se dovesse prevalere l´asse Lettieri-Cosentino, questo non accadrà. Il governo trema. Vede crescere un´onda che attraversa l´intero Paese e si manifesta in molteplici espressioni, ma con un evidente punto comune. È un´onda che dice: il nostro Paese ci riguarda. Da Milano a Napoli, entrambe città chiave, sembra scomparsa l´apatia solita che allontana dalle decisioni e dalla volontà di capire cosa accade. Deve essere chiaro a tutti, indipendentemente da quale sia l´idea politica di chi oggi vota a Napoli, che la candidatura di Gianni Lettieri rappresenta la continuità con la gestione di Nicola Cosentino. Non è solo il rapporto di vicinanza o il fatto che il candidato sindaco si presenti accompagnato da «Nicola o´ Mericano», come lo chiamano a Casal di Principe. Ma la continuità tra i due è espressa dal programma, dal linguaggio, dalle posizioni sulle questioni economiche e amministrative del territorio. È palese il rischio che Nicola …