Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Troppo sorpresi dalle sorprese", di Guelfo Fiore

Sorpresa Milano. Sorpresa Lega. Sorpresa grillini. Sorpresa De Magistris. E poi: sorpresa Cagliari, sorpresa Gallarate, sorpresa Trieste. Sorpresa (questa un pò meno) Terzo polo. Sorpresa Nord. Giornali e speciali radio/tv del day after elettorale sono uno sterminato elenco di sorprese. Resoconti di sorprese. Commenti e opinioni sulle sorprese. Approfondimenti sulle sorprese. E interviste, naturalmente, sulle sorprese. Non uno che abbia scritto, o detto: si è verificato quanto avevamo descritto. Viva la sincerità, almeno. Uno si immagina redazioni e fior di uffici affollati da studiosi, analisti, esperti e quant’altro con le bocche aperte. Sorpresi. Prendendo a prestito Crozza/Bersani verrebbe da saltar su: “oh, ragassi, siete stati a mettere la brillantina sui peli del petto?” In effetti tanta sorpresa dovrebbe sorprendere. Ma come, raccontate tutti i giorni per tutto il giorno quel che accade e non avevate avuto un sospetto, un dubbio, un indizio? Studiate da mattina a sera, pubblicate fior di saggi, esponete dotte relazioni e nemmeno una congettura, una supposizione? A domande simili, in genere, segue la risposta: ma nemmeno i partiti avevano capito niente. …

“Palla avvelenata”, di Oreste Pivetta

S’erano giurati che avrebbero cambiato strada, ma poi nella confusione ricascano nel solito vizio: l’insulto. La Lega in prima fila nella critica: dai medi dirigenti alla Salvini, ai medio grandi alla Castelli in bretelle (così era apparso in conferenza stampa subito dopo il voto, in compagnia di Calderoli, in spezzato verde secco), al sommo Bossi, che aveva deciso per tutti: «Campagna elettorale sbagliata». Alla prima prova, però, proprio Bossi non resiste alla tentazione e si lascia andare al solito sfogo, alle panzane insensate, agli insulti, ripercorrendo il percorso di sempre. «I milanesi – dice convinto dopo l’incontro con Berlusconi – non daranno la città in mano agli estremisti di sinistra. La Lega si impegnerà. Non la lasciamo in mano ad un matto, Pisapia, che vuole riempirla di clandestini, di chiese… per musulmani, di moschee e vuole trasformarla in una zingaropoli. Non abbandoniamo Milano nelle mani di questa gente». Concludendo: «Vinceremo. Milano rinascerà ». Quindi, per rassicurare Berlusconi, minaccioso: «La base leghista sta dove sto io». Infine, cauto: «La Lega è un partito abbastanza unito. C’è …

"Sgarbi sconfitto dal suo pandemonio", di Walter Siti

Vittorio Sgarbi è il peggior nemico di se stesso. Ha lavorato per sei mesi a una trasmissione attesa e ambiziosa, ha ottenuto un budget altissimo che gli ha permesso una bella e fastosa scenografia. A pochi giorni dalla messa in onda, la neo-direttrice della Rai gli ha vietato di incentrare la prima puntata sul tema di Dio, le resistenze della vedova di Battisti gli hanno impedito di usare il titolo che per un mese era stato pubblicizzato, «Il mio canto libero». Che cosa farebbe una persona ragionevole in simili condizioni? Rinvierebbe la messa in onda almeno di una settimana e cercherebbe di ristrutturare la trasmissione per trovare un nuovo baricentro. Ma era partita una polemica sui giornali a proposito di malversazioni al Comune di Salemi di cui è sindaco, qualcuno aveva invocato l’opportunità di abolire il programma; fibrillazioni che si sarebbero spente in pochi giorni e che lui poteva trascurare forte della buona coscienza. Invece si è sentito chiamato sotto le armi e ha deciso di andare in diretta nonostante tutto, fidando sull’idea sbagliata che …

"La politica dell'odio", di Giorgio Bocca

Nonostante gli stanchi insulti di Bossi ai cittadini di Milano, «diventerà Zingaropoli», e a Pisapia, «un matto», il risultato del primo turno elettorale è un sollievo, la fine di una condanna al berlusconismo eterno, la fine di una prevaricazione dei ricchi e potenti, con tutti i difetti degli uomini arrivati a una ricchezza spropositata, imposta a tutto. Persino nei gusti, non solo ai consenzienti ma anche agli oppositori, come il signore di Arcore, maniaco della pulizia e dell´ordine che vi consigliava l´uso del mentolo forte per l´alito. Il sollievo per il ritorno di valori politici e civili come la democrazia, la fine di una menzogna, di un´impostura propagandistica per cui democrazia e politica erano soggette a un equivoco pesante per cui alle stesse istituzioni noi e loro attribuivamo significati diversi. Noi la politica per preparare, progettare il futuro civile, loro per fare affari, per accrescere i loro poteri, per imporre le censure e finanziare l´applauso. La democrazia è un sistema che consente la felicità, non tanto quella dell´abbondanza dei beni, quanto quella della libertà di …

"La sfida di 470 milioni di disabili tra discriminazioni e salari dimezzati", di Valeria Pini

Lo rivela l’ultimo studio l’Ufficio internazionale del lavoro (Ilo). Nel mondo 650 milioni di disabili individuati di cui 470 milioni in età lavorativa. Pochi hanno un’occupazione. Aumentano le denunce. Limitato accesso all’istruzione. Numerose le differenze di stipendio rispetto al resto della popolazione. Esclusione da alcune professioni. L’80% delle persone diversamente abili nei paesi poveri vive in stato di miseria irreversibile. Trovare un lavoro con uno stipendio adeguato è un percorso a ostacoli un po’ per tutti, ma per i disabili lo è ancora di più. Succede nei paesi in via di svuluppo, ma anche nelle nazioni che fanno parte del mondo ricco e industrializzate. Se la vita quotidiana è a volte piena di barriere e difficoltà, quando si affronta la questione dell’occupazione, la situazione si complica. Aumentano le denunce di discriminazioni, anche dove esiste una normativa in materia. E’ questa l’istantanea dell’ultimo rapporto dell’Ufficio internazionale del lavoro, dell’Onu (Ilo 1) che si intitola: “Uguaglianza nel lavoro: la sfida continua” 2. Secondo le Nazioni Unite, il 10% della popolazione mondiale, circa 650 milioni di persone, presenta …

Biotestamento, Bersani: "Aberrante farne tornaconto politico"

Dopo la rinuncia a votare la legge prima dei ballottaggi il segretario PD commenta: “Si vede che qualche botta aiuta a ragionare”. Turco: “Maggioranza in ritirata su tutta la linea”. “Voglio credere in un soprassalto di saggezza che induca a fermare la macchina di una legge” come quella sul testamento biologico ”che fatta così è meglio non farla”. Cosi’ il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani rispondeva a chi gli domandava del progetto di legge sul biotestamento, le cui votazioni erano previste per oggi alla Camera. “Voglio credere – aggiunge – che il centrodestra non si prenda la responsabilità di una spaccatura micidiale nel paese, oltre che in parlamento. Perché sarebbe aberrante su un tema del genere farne oggetto di chissà quale tornaconto politico”. “Cercheremo di convincerli a non andare avanti”, conclude Bersani, spiegando che i tempi non sono maturi per una decisione del genere sul biotestamento. E alla fine la legge sul biotestamento è stata rinviata “a data da destinarsi”. Lo ha deciso la capigruppo della Camera secondo quanto ha riferito il presidente …

«Siamo alla svolta attenti ai colpi di coda», intervista a Dario Franceschini di Simone Collini

Il capogruppo del Pd a Montecitorio: «I segnali di cambiamento oltre le aspettative, il Paese ha girato le spalle al berlusconismo. Ora serve unità» Non è solo che il governo sia andato sotto quattro volte…», ma poi la voce di Dario Franceschini scompare per lasciare il posto a una gran confusione. Urla, applausi, ancora urla. «E cinque», si sente dopo un po’ sotto il frastuono che esce dal telefono. «La maggioranza è allo sbando», dice il capogruppo del Pd alla Camera mentre in Aula torna un po’ di calma, «ma da Berlusconi ora aspettiamoci pericolosi colpi di coda, dobbiamo tenere al livello massimo la vigilanza democratica». Onorevole Franceschini, partiamo dal voto amministrativo: al di là del dato sulle singole città e province, cosa ci dice? «Che il Paese ha voltato le spalle alla maggioranza e al berlusconismo. Che l’attesa svolta è arrivata. Pensiamo a Milano, dove il segnale di cambiamento è al di sopra delle aspettative, visto che non solo si va al ballottaggio ma il candidato di centrosinistra è in vantaggio. Questo è avvenuto …