Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Il ladro di realtà", di Miguel Gotor

Ora che Fassino ha conquistato Torino di slancio e che Pisapia ha staccato la Moratti di sette punti sono in tanti a dire: «Io l´avevo detto». Prima, però, l´orizzonte di attesa era ben diverso: Berlusconi, proprio nella sua città, doveva dimostrare di essere in sintonia con la pancia del Paese. Al massimo insidiato dal successo di una Lega finalmente moderata; a livello nazionale il Terzo polo era destinato a veleggiare con il vento in poppa degli auspici, mentre i coccodrilli per il Pd di Bersani, «il caro estinto», erano gia pronti. Costa ammetterlo, forse più a sinistra che a destra, ma le cose stavano così. Quanti hanno avuto la possibilità di assistere agli ultimi giorni di campagna tra Milano e Torino non hanno dimenticato che anche nell´elettorato progressista da tempo l´insoddisfazione e il timore serpeggiavano profondi. A Torino la vittoria di Fassino al primo turno era in discussione con il solito rosario di argomenti: l´uomo è grigio, imposto dal partito di Roma, ormai da decenni lontano dalla città che non conosce più, incapace di entrare …

Dalla maggioranza proposta di appaltare ai privati il sostegno per disabili

Dichiarazione di Francesca Puglisi, responsabile Scuola Pd: “Si rispedisca al mittente questa assurdità e a casa questa maggioranza”. Tra le tante pagine impresentabili di questa pseudo maggioranza sulla scuola spunta anche un disegno di legge al Senato (ddl 2594), ad opera dei senatori Bevilacqua e Gentile, che prevede, per le istituzioni scolastiche autonome, la possibilità di stabilire generiche collaborazioni con i privati per il sostegno ad alunni con disabilità. Cosa hanno in testa i due senatori e la maggioranza di governo? Mentre il governo taglia indiscriminatamente gli insegnanti di sostegno si vuole forse appaltare all’esterno il sostegno ai ragazzi con disabilità? E dove dovrebbero mai trovare le risorse le scuole per tali collaborazioni, visto che non hanno più un euro in cassa, ma avanzano crediti che lo Stato continua a non pagare? O peggio ancora il sostegno sarà a carico dei familiari o di improbabili sponsor? E’ ora di rispedire al mittente questa assurdità e di rispedire a casa questa maggioranza. www.partitodemocratico.it

"Un paese alla rovescia", di Chiara Saraceno

Martedì scorso il Parlamento ha celebrato la giornata contro l´omofobia. Il giorno dopo la maggioranza della Commissione giustizia della Camera dei deputati ha bocciato la proposta di legge unificata che avrebbe introdotto l´omofobia come aggravante nei casi di violenza e aggressione. È la seconda volta che il tentativo di far riconoscere come reato specifico la violenza omofobica viene fermato da un Parlamento disposto a chiudere mille occhi sulle trasgressioni sessuali del potente di turno se corrispondono ai più vieti stereotipi del machismo eterosessuale, ma del tutto indifferente alla sopraffazione nei confronti di chi è considerato deviante solo perché omosessuale. Dietro vi è certo l´ombra della Chiesa cattolica, dei suoi anatemi contro la omosessualità, del suo pervicace considerarla insieme come una malattia e un pericolo per la sopravvivenza della famiglia, senza alcun fondamento scientifico e in contrasto con il forte desiderio di formarsi una famiglia, di avere forti e stabili rapporti di amore e solidarietà – di coppia, ma anche nei confronti di figli – testimoniato da molti e molte omosessuali. Ma il potere di veto …

"Al Nord la Lega perde più di Berlusconi", di Roberto D'Alimonte

In questa tornata elettorale sono andati al voto 29 capoluoghi di provincia. In 23 si è votato anche nelle regionali del 2010 che è il nostro termine di confronto. Sei di questi comuni sono al Nord, sette al Centro e dieci al Sud. I comuni del Nord rappresentano poco più del 40% del totale dei voti validi, quelli del Centro poco meno del 20% e quelli del Sud poco meno del 40%. Questo vuol dire che il Nord è leggermente sovrarappresentato rispetto alla distribuzione dell’elettorato. Ma nel complesso si può dire che il campione è abbastanza rappresentativo dell’insieme delle città capoluogo del nostro paese. Aggregando i dati di questi comuni si può cominciare a capire le tendenze elettorali emerse nel voto amministrativo. È quello che abbiamo fatto. E il quadro è significativamente diverso da certe interpretazioni che sono state proposte nelle ore e nei giorni immediatamente successivi al voto. Quando avremo una base di dati che comprende tutti i comuni sopra i 15mila abitanti in cui si è votato allora riusciremo a fare un ulteriore …

"Saper perdere", di Nadia Urbinati

Uno degli obiettivi messi a segno dalle democrazie costituzionali moderne è stato quello di consentire di perdere. Perdere è stato per secoli un problema maledettamente serio, anche perché si traduceva quasi sempre con la soppressione del perdente o il suo assoggettamento servile al volere del vincitore. Le città e gli Stati erano turbolenti proprio perché il potere non si adattava alla mortalità, non solo per l´ovvia ed eterna regola per cui chi ce l´aveva non lo voleva cedere, ma anche perché perderlo era decisamente molto pericoloso. Nelle repubbliche classiche, per esempio quella romana, le cariche circolavano tra una ristretta élite di senatori ed erano annuali così da consentire a tutti loro di coprirle prima o poi. La rotazione è stata una strategia molto lungimirante ma poté funzionare fino a quando la classe politica era molto ristretta per numero. L´inclusione di un più largo popolo nelle repubbliche umanistiche è stato un fattore tragico di conflitti violenti anche perché il “volgo” veniva usato dai potenti per distruggersi l´un l´altro fino a quando non si ergeva un signorotto …

"Paura dei numeri, il testamento biologico resta impantanato", di Jolanda Buffalini

Sine die: rinvio a data da destinarsi. L’immagine plastica dell’indietro tutta sul testamento biologico è quella dell’onorevole Cicchitto che si alza in Aula per rispondere all’appello bipartisan di Walter Veltroni. Un lungo giro di parole, un «non abbiamo mai voluto accelerare i tempi », e il «meno peggio è meglio del peggio» però «ora i tempi sono totalmente intrecciati con i ballottaggi» e allora meglio «spostare nel mese di giugno». A questo punto, persino a Fabrizio Cicchitto, professionista di lungo corso della politica, si inceppa la lingua. Chiede al presidente Fini di cambiare l’ordine del giorno, di mettere «il decreto». «No, non il decreto », «i trattati», no. Comesi dice? «La ratifica». La fibrillazione è iniziata martedì sera, si è aggravata quando il governo è andato sotto, ieri mattina, ma intanto il senatore Calabrò, padre del testo sulla «Dat» votato a palazzo Madama, si faceva vedere in Transatlantico per raccomandare: «Non cambiate troppo, altrimenti ci fermiamo di nuovo al senato». E quando Cicchitto, alle 16 e 30, finalmente dice «opportuno rinviare», l’imbarazzo è palpabile. «Sono …

""Scippo" alle donne sulle pensioni addio ai risparmi della riforma", di Rosaria Amato

Qualcuno parlava già del “tesoretto” delle donne. E invece i risparmi derivanti dalla parificazione dell´età pensionabile nella pubblica amministrazione, quasi quattro miliardi di euro tra il 2010 e il 2020, sono spariti, affondati nelle sabbie mobili della spesa pubblica. Ed è andato a vuoto il tentativo di recuperare quei fondi effettuato in extremis dalla vicepresidente del Senato Emma Bonino: la risoluzione presentata con Maria Ida Germontani e Pietro Ichino (che alla Camera era stata sottoscritta anche da deputati della maggioranza, tra i quali Lella Golfo e Beatrice Lorenzin) a Montecitorio non è stata poi votata per motivi procedurali, e al Senato è stata respinta per soli quattro voti. L´emendamento respinto si limitava a chiedere alla maggioranza di applicare il decreto-legge n.78 del 2009, facendo in modo che i risparmi dovuti all´innalzamento e all´equiparazione dell´età pensionabile delle donne nel pubblico impiego venissero destinati a «interventi dedicati a politiche sociali e familiari, con particolare attenzione alla non autosufficienza e all´esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici». Eppure era stata proprio il ministro delle …